DAVID GRANN.
...
.
...
IL VECCHIO E LA PISTOLA.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
...
.
...
LAUTORE.
...
.
...
David Grann  una firma della prestigiosa rivista New Yorker e scrive per il New York Times Magazine, The Atlantic, il Washington Post e il Wall Street Journal. Il suo primo libro, Civilt perduta,  diventato un bestseller da oltre mezzo milione di copie e un film, ed  stato pubblicato in Italia da Corbaccio, che ha pubblicato anche Il demone di Sherlock Holmes e Gli assassini della Terra Rossa, che diventer un film diretto da Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio.
...
.
...
Indice.
...
.
...
1. Il vecchio e la pistola. Gennaio 2003.
2. Circostanze misteriose. Dicembre 2004.
3. Il camaleonte.
...
.
...
Fine Indice.
...
.
...
1. Il vecchio e la pistola.
...
.
...
I segreti di un rapinatore leggendario.
...
.
...
Appena prima di compiere settantanove anni Forrest Tucker and a lavorare per lultima volta.
Sebbene fosse ancora un gran belluomo, gli occhi di un azzurro intenso e i capelli bianchi pettinati
allindietro, la lista dei suoi malanni si era allungata e ora comprendeva anche lipertensione e dolorosi
attacchi di ulcera. Era gi stato operato per un quadruplo bypass, e sua moglie lo incoraggiava a
stabilirsi definitivamente a Pompano Beach, in Florida, dove avevano acquistato per la loro pensione
una casa color pesca nei pressi di un campo da golf. Vicino cera anche un locale dove il sabato sera si
potevano mangiare ottime costate e si ballava con altri pensionati al costo di quindici dollari e mezzo a
testa, e cera perfino un lago dove Tucker poteva sedersi a riva ed esercitarsi al sassofono. Ma nella
primavera del 1999, mentre i vicini erano sul campo di golf o si occupavano dei nipotini, Tucker and
fino alla Republic Security Bank a Jupiter, a circa cinquanta miglia da casa. Tucker era orgoglioso del
suo aspetto. Vestiva tutto di bianco: pantaloni bianchi con la piega perfetta, camicia sportiva bianca,
scarpe scamosciate bianche, e un ascot sempre di un bianco scintillante. Fece una breve sosta davanti al
bancomat e si tir lascot sulla faccia, come fanno i banditi. Poi frug in una borsa di tela, estrasse una
vecchia Colt .45 dellesercito e fece irruzione nella banca. And dal primo impiegato e gli disse: Metti
i soldi sul banco. Tutto quello che hai. Intanto mostrava la pistola in modo che tutti la potessero
vedere. Il cassiere mise sul banco diversi pacchetti da cinque e da venti dollari e Tucker li ispezion per
vedere se cerano pacchi di monete al colorante esplosivo. Controllando lorologio si rivolse a un altro
impiegato: Vieni qui gli disse. Anche tu. Poi raccolse i pacchetti  avevano un certo spessore, pi
di cinquemila dollari  e corse alla porta. Mentre usciva si volt verso i due impiegati: Grazie disse.
Grazie. Guid fino a un parcheggio vicino, dove aveva lasciato unauto sicura, una Pontiac Grand
Am rossa dalla quale non sarebbero potuti risalire a lui. Ripul con uno straccio lauto rubata, e butt
tutto quello che portava con s nella Grand Am. Aveva una .357 Magnum, una carabina calibro .30 a
canne mozze, due cappucci neri di nylon, una fondina, una bomboletta di gas lacrimogeno, un paio di
manette Smith & Wesson, due rotoli di nastro nero da elettricista, un distintivo della polizia, cinque
batterie AAA, un ricevitore radio sintonizzato sulla polizia, un taglierino per vetro, guanti e un cappello
da pescatore. Cera anche un flacone di una medicina per il cuore. Evidentemente nessuno lo not, e
Tucker pot tornare a casa. La fuga a quanto pare era riuscita. Dopo una breve sosta per contare il
denaro, riprese lauto e usc di nuovo. Ma mentre raggiungeva il campo da golf, con accanto i soldi in
bei mucchietti ordinati, not quella che gli parve unauto civetta che lo seguiva. Per prudenza prese
unaltra strada. Era ancora dietro di lui. Poi scorse unauto della polizia che partiva e gli si metteva in
coda. Acceler pi che poteva cercando di seminarli: curva a sinistra, poi a destra, ancora destra, poi
sinistra. Super la chiesa battista di North Pompano e le pompe funebri Kraeer, super una fila di case
rosa a un solo piano con dei motoscafi sul passo carraio finch non si trov in un vicolo cieco. Un
rapida inversione gli bast per capire che unauto della polizia gli chiudeva la strada. Uno degli agenti,
il capitano James Chinn, stava prendendo il fucile. Cera un piccolo passaggio tra la macchina di Chinn
e uno steccato di legno, e Tucker, il corpo proteso in avanti sul sedile, vi si butt a tutta velocit. Il
detective Chinn era in servizio da quasi ventanni, eppure in seguito raccont di non aver mai visto
niente del genere: sembrava che la figura dai capelli bianchi che arrivava sparata su di lui stesse
sorridendo come se non vedesse lora di quella resa dei conti. Poi la macchina sband, Tucker perse il
controllo e and a sbattere contro una palma. Gli airbag si gonfiarono inchiodandolo al posto di guida. I
poliziotti restarono sbalorditi quando si resero conto che luomo arrestato non solo aveva settantotto
anni  secondo Chinn era come se fosse appena uscito da uno di quei ristoranti con un menu speciale
per anziani  ma era anche uno dei pi celebri rapinatori del ventesimo secolo. Nel corso di una
carriera che abbracciava pi di sessantanni, era anche diventato forse il pi grande artista dellevasione
della sua generazione, un contorsionista umano che era fuggito da quasi tutte le prigioni dove era stato
rinchiuso. Un giorno del 2002 andai a far visita a Tucker a Fort Worth, Texas, dove era ricoverato
nellinfermeria della prigione dopo essersi dichiarato colpevole di fronte allaccusa di rapina ed essere
stato condannato a tredici anni di carcere. Linfermeria, un vecchio edificio di mattoni gialli e il tetto di
tegole rosse, era in cima a una collina un po discosto rispetto alla strada principale, circondato da
guardie armate e filo spinato. Mi fu consegnato un avviso che diceva che non erano permessi armi,
munizioni o attrezzi per tagliare i metalli; poi venni scortato attraverso una serie di stanze  ogni
porta si chiudeva ermeticamente dietro di noi prima che se ne aprisse unaltra  finch non giunsi in
una sala daspetto vuota. Poco dopo arriv un uomo su una sedia a rotelle spinta da una guardia.
Indossava ununiforme da lavoro del carcere e un giaccone verde con il colletto sollevato. Il corpo era
curvato in avanti, come se avesse cercato di contorcerlo unultima volta e si fosse congelato sul posto.
Alzandosi dalla sedia si present:  un piacere conoscerla. Forrest Tucker. La voce era bassa, con
una leggera cadenza del Sud. Mi diede la mano e poi lentamente raggiunse un tavolo di legno con
laiuto di un deambulatore. Sono desolato di doverla incontrare qui mi disse aspettando che mi
sedessi per primo. Il capitano Chinn mi aveva detto di non aver mai incontrato un criminale cos
cortese: Se lo vede, gli dica che il capitano Chinn lo saluta. Perfino un giurato che aveva contribuito
alla sua condanna una volta osserv: Bisogna concederglielo a quel tipo  ha stile. Allora cosa
vuole sapere? mi domand Tucker. Sono stato in prigione tutta la vita, tranne i periodi in cui sono
evaso. Sono nato nel 1920 e a quindici anni ero gi dentro. Adesso ne ho ottantuno e sono ancora
dentro, ma sono riuscito a evadere diciotto volte e ci ho provato altre dodici senza successo. E ho
progettato levasione un mucchio di altre volte, ma non ha senso che gliene parli. Seduti l, in un
angolo vicino a una finestra che dava sul cortile della prigione, era difficile immaginare gli avvisi di
ricerca e le evasioni notturne che avevano costellato la carriera di quelluomo. Aveva le dita nodose
come il bamb, e portava lenti bifocali. Per me una fuga riuscita  sfuggire alla custodia continu,
lanciando unocchiata furtiva fuori dalla finestra. Pu darsi che alla fine mi abbiano preso, ma io sono
scappato almeno per qualche minuto. Mi indic sul braccio i punti dove gli avevano sparato mentre
cercava di fuggire. Ho ancora dentro un frammento di proiettile disse. Si sono messi tutti a spararmi
e mi hanno preso tre volte  in tutte e due le spalle con dei fucili M16, e nelle gambe con un fucile a
pallettoni. Mi sembrava che avesse la gola secca; mi offrii di prendergli da bere al distributore. Mi
segu e si mise a osservare che cosa cera dietro il vetro, senza toccare. Scelse una Dr Pepper.  una
specie di gazzosa, no? Sembrava contento. Quando gliela porsi mi accorsi che guardava anche le
barrette di cioccolato. Gli chiesi se voleva dellaltro. Se non  troppo disturbo, vorrei un Mounds.
Finito di mangiare, cominci a raccontarmi quella che chiam la vera storia di Forrest Tucker. And
avanti per ore; poi, per la stanchezza, si offr di continuare la mattina dopo. Nel corso delle nostre
conversazioni, che andarono avanti per diversi giorni, stavamo sempre seduti allangolo vicino alla
finestra; dopo un po Tucker cominciava a tossicchiare, cos mi offrivo di prendergli una bibita. Tutte
le volte mi seguiva al distributore, con la guardia che ci teneva docchio da lontano. Fu solo durante
lultimo viaggio alla macchinetta, quando mi caddero le monete, che mi accorsi che i suoi occhi si
muovevano in ogni direzione  le pareti, le finestre, la guardia, le recinzioni, il filo spinato. Capii che
Tucker, lartista per eccellenza della fuga, sfruttava i nostri incontri per ispezionare il posto. La prima
volta che sono scappato di galera avevo solo quindici anni mi raccont Tucker. A quindici anni sei
svelto come un fulmine. Era la primavera del 1936 ed era stato incarcerato per il furto di una
macchina a Stuart, in Florida, una cittadina lungo il fiume St Lucie rovinata dalla Grande Depressione.
Aveva detto alla polizia di averla presa solo per lemozione, ma quando si era trovato in prigione
allemozione era subentrato il panico; cos, nel momento in cui un secondino gli toglieva le catene, lui
se lera filata. Giorni dopo un vicesceriffo laveva trovato in un aranceto che mangiava della frutta.
Quella  stata la fuga numero 1, per quel che valeva. Lo sceriffo decise quindi di trasferirlo al
riformatorio. Nel corso della sua breve fuga Tucker era tuttavia riuscito a passare alcune lame di
seghetto dalla grata di una cella ad alcuni ragazzi che aveva incontrato dentro. Non erano ancora
evasi, per avevano i seghetti. Quella notte seg una sbarra e riusc a scivolare fuori aiutando altri due
a infilarsi in quella stretta apertura. A differenza degli altri, Tucker conosceva la zona. Da ragazzo
aveva passato un bel po di tempo lungo il fiume, e cos fu nel fiume che dopo unora la polizia trov
lui e un altro ragazzo nascosti con solo il naso fuori dallacqua. Il giorno dopo il Daily News di Stuart
raccontava le sue imprese titolando: Terzetto evade di notte segando le sbarre della cella [...] Ragazzo
li rifornisce di seghe, scalpelli e lime. Questa  stata la fuga numero 2. Una fuga breve. Come i
fuorilegge protagonisti dei romanzi popolari che si dedicavano al crimine costretti da qualche
ingiustizia, Tucker disse che la leggenda di Forrest Tucker cominci la mattina in cui fu
ingiustamente denunciato per un furto da poco. La storia, che ripeteva fin da ragazzo, si era diffusa in
tutta la citt e col passare del tempo pi veniva ornata di particolari fantasiosi meno grave diventava il
furto. Dice Morris Walton, da bambino compagno di giochi di Tucker: La mia idea  che ha passato la
vita in galera per aver rubato una bicicletta e per aver semplicemente cercato di evadere. Se  diventato
un criminale,  stato solo perch il sistema lo ha reso tale. Quello che Walton sapeva delleducazione
di Tucker non pu che rafforzare questa impressione. Suo padre lavorava nei cantieri ed era sparito
quando Tucker aveva sei anni. Mentre sua madre sbarcava il lunario a Miami con lavori umili, Tucker
era stato mandato a vivere dalla nonna, la custode del ponte di Stuart. L costruiva canoe e barche a
vela usando scarti di metallo e di legno che raccoglieva lungo le rive del fiume, e imparava da solo a
suonare il sassofono e il clarinetto. Non avevo bisogno di un padre che stesse l a darmi ordini disse.
Man mano per che aumentava la sua fama, si allungava anche la sua fedina penale. Al compimento
del sedicesimo anno vi comparivano accuse di effrazione e furto non aggravato. Dopo essere
fuggito dal riformatorio per finire in Georgia, fu condannato a essere collocato e confinato ai lavori
forzati in catene. Come tutti i nuovi carcerati fu portato dal fabbro, dove gli venne fissata una catena
intorno a tutte e due le caviglie. Lacciaio a poco a poco penetr nella pelle, creando una condizione
nota come avvelenamento da ceppi. I primi tre giorni le guardie ti lasciavano stare per farti venire i
calli alle mani ricorda Tucker. Ma dopo, il caposquadra ti puniva e ti prendeva a bastonate e a pugni.
E se giudicavano che non lavoravi abbastanza duramente le guardie ti portavano in bagno, ti legavano
le mani dietro la schiena e ti mettevano la canna dellacqua sulla faccia e te la tenevano l finch non
cominciavi a sputare e non respiravi pi. Tucker venne rilasciato dopo solo sei mesi, ma ben presto fu
di nuovo riconosciuto colpevole del furto di unauto e condannato a dieci anni. Fino a quel momento
vediamo un uomo che  stato completamente bandito dalla societ scriver in seguito lavvocato di
Tucker in unistanza alla corte. Marchiato come un criminale a diciassette anni e sempre
sommariamente processato in procedimenti giudiziari senza il beneficio della difesa, Forrest Tucker
stava diventando un giovane arrabbiato. Il dado era tratto disse lo stesso Tucker. Fotografie scattate
quando aveva ventiquattro anni, dopo essere stato rilasciato sulla parola, lo mostrano con i capelli corti
e una maglietta bianca; le sue braccia un tempo esili ora erano ricoperte di muscoli. Gli occhi erano
penetranti. Le persone che lo conoscevano dicono che aveva un carisma straordinario  che le ragazze
gli correvano dietro  ma notavano anche una rabbia sempre pi profonda. Penso avesse un bisogno
disperato di mostrare al mondo che era qualcuno osserva un suo parente. In un primo tempo cerc di
lavorare suonando il sassofono nelle grandi orchestre nelle vicinanze di Miami, e a quanto pare
cominci a cullare lambizione di diventare un altro Glenn Miller. Ma non funzion e, dopo il
fallimento di un matrimonio di breve durata, mise da parte il sassofono per prendere la pistola.
Nellimmaginazione degli americani il fuorilegge  un personaggio romantico  un criminale buono
comunemente ritenuto un maestro di evasioni, un tiratore infallibile, un donnaiolo. Nel 1915, quando la
polizia chiese allo svaligiatore di treni Frank Ryan perch lo faceva, lui rispose: Cattive compagnie e
romanzi popolari. Jesse James era il mio eroe preferito. Quando Tucker era ragazzo, durante la
Grande Depressione, il fascino dei rapinatori di banche, alimentato da una rabbia diffusa per i debiti
con le banche e le espropriazioni, raggiungeva il suo punto pi alto. Dopo che nel 1934 la polizia ebbe
ucciso in uno scontro a fuoco John Dillinger, sulla scena calarono vere e proprie folle che volevano
bagnare i vestiti nel suo sangue. Hollywood dedic almeno dieci film alla vita di Dillinger; in uno di
questi si proclamava: La sua storia  scritta nei proiettili, nel sangue, e nelle bionde! Poich la rapina
richiede una pubblica esibizione, le personalit che attira sono di un certo tipo: audaci, vanagloriose,
avventate. Allo stesso tempo quasi tutti i rapinatori di banche sanno che la societ affascinata dalle loro
imprese alla fine ne chieder leliminazione o con il carcere o con la morte. Mi prenderanno disse
una volta Pretty Boy Floyd. E prima o poi mi riempiranno di piombo. Sar questa la mia fine. Per la
verit quando Tucker cominci la sua carriera di fuorilegge, alla fine degli anni Quaranta, quasi tutti i
rapinatori della leggenda erano gi stati fatti fuori. Tuttavia cominci a imitare il loro stile vestendo con
completi gessati e scarpe a due colori; arrivava al punto di mettersi di fronte allo specchio e di puntare
unarma alla sua immagine riflessa. Infine, il 22 settembre 1950, con un fazzoletto sul volto e
brandendo una pistola alla maniera di Jesse James, entr in una banca di Miami e scapp con 1278
dollari. Alcuni giorni dopo ritorn sul luogo del delitto, questa volta per la cassaforte. Fu arrestato
mentre cercava di aprirla con la fiamma ossidrica sul bordo di una strada. La sua carriera sembrava
ancora pi passeggera di quella della maggior parte dei rapinatori, ma quando si trov nella prigione
della contea Tucker decise che non era uno svaligiatore qualunque. Non mi importava se mi davano
cinque anni, o dieci, o anche tutta la vita. Io ero un artista dellevasione. Cominci a cercare nella
prigione quello che lui chiamava il punto debole. Un giorno, sotto Natale, dopo settimane di ricerche
Tucker cominci a lamentarsi per il dolore. I secondini lo mandarono allospedale, dove i medici gli
tolsero lappendice. (Un prezzo modesto da pagare disse Tucker.) In convalescenza, ancora legato al
letto, cominci a lavorare alle catene. Aveva imparato da solo come scassinare una serratura usando
qualsiasi cosa  una penna, una graffetta, del filo di ferro, un tagliaunghie, la molla di un orologio  e
cos di l a qualche minuto era fuori senza che nessuno lavesse notato. And in California, dove si
diede a una vera e propria orgia di rapine saltando oltre il banco, puntando la pistola e dicendo calmo:
Faccio sul serio!. Era vestito con abiti a scacchi dai colori vivaci e scappava via su unauto vistosa
con le camere daria lungo le fiancate. Giungeva perfino a parlare come un personaggio dei film di
serie B. Questa  una rapina, pupe disse una volta, secondo le testimonianze. Ho una pistola. State
calmi e nessuno si far del male. Nella speranza di fare bottini pi ricchi, Tucker cominci a guardarsi
intorno per trovare un socio. Non volevo fuori di testa o carogne disse, e aggiunse: Sono della
vecchia scuola. Alla fine trov un ex galeotto, un certo Richard Bellew, un ladro alto, bello, con un
elevato quoziente dintelligenza e capelli neri e ondulati. Come Tucker, anche Bellew aveva come
modelli i rapinatori degli anni Trenta e se la filava con una ballerina, Jet Blanca. Tuttavia Tucker
laveva scelto per unaltra ragione: Lasciava sempre che fossi io a contare la grana. Cominciarono a
rapinare una banca dopo laltra. Dopo un colpo i testimoni riferirono che lultima cosa che avevano
visto era una sfilza di completi eleganti appesi sul retro della macchina usata per la fuga. Le rapine, che
proseguirono per due anni, dominavano i titoli dei giornali locali, spesso togliendo spazio alle notizie
sulle elezioni presidenziali del 1952 e sulle udienze della commissione McCarthy. Tucker e Bellew
erano dipinti come uomini armati che terrorizzano le loro vittime, ma anche artisti della rapina
vestiti in maniera appariscente che derubano da esperti i cassieri del loro contante, lasciando dietro
di s soltanto limpressione di essere rapinatori competenti [...] e una macchina usata per la fuga. Il
20 marzo 1953, pi di due anni dopo la fuga di Tucker dallospedale, gli agenti dellFBI lo
circondarono mentre stava recuperando il bottino da una cassetta di sicurezza a San Francisco. Poi
andarono a cercare il luogo dove Tucker aveva indicato la sua residenza. L, in uno spazioso
appartamento a San Mateo, trovarono una giovane donna bionda che disse di non aver mai sentito
parlare di Forrest Tucker. Era sposata con un ricco autore di canzoni che faceva il pendolare tutti i
giorni recandosi in citt, e si erano appena trasferiti in un appartamento pi grande per far posto al loro
bambino di cinque mesi. Il nome di suo marito, disse alla polizia, era Richard Bellew. Tuttavia quando
gli agenti mostrarono a Shirley Bellew una fotografia del rapinatore di banche ed evaso da lunga data
Forrest Tucker, la donna scoppi in lacrime. Non ci posso credere. Era un uomo cos buono, pensava
sempre a tutto. La donna ricord come suo marito tornasse tutte le sere a casa e giocasse col bambino,
che avevano chiamato Rick Bellew Jr. Che cosa ne sar del nostro piccolo? si chiedeva. Che nome
avr? Mi faccia raccontare di Alcatraz mi disse un giorno Tucker seduto al solito angolo della sala
visite, con il deambulatore appoggiato alla gamba. Aveva aperto un tovagliolo davanti a s e stava
mangiando un sandwich di carne che gli avevo portato insieme con la solita Dr Pepper. Ci sono state
solo 1576 persone in quel posto. Io ero la n. 1047. Alcatraz, la Roccia, era stata convertita nel 1934
da prigione militare in un luogo dove confinare i pi famigerati criminali del paese, tra i quali George
Machine Gun Kelly, Robert Stroud (lornitologo di Alcatraz) e Mickey Cohen. Almeno met dei
carcerati si erano segnalati in precedenza per tentativi di fuga da altre prigioni. Circondata dalle gelide
acque della baia di San Francisco e dalle sue correnti mortali, Alcatraz era stata costruita a prova di
evasione. Si racconta che Al Capone, che vi fu mandato nel 1934, disse al direttore: A quanto pare
Alcatraz  riuscita a battermi. Tucker vi giunse il 3 settembre 1953. Aveva trentatr anni e una
condanna a trentanni. Nella foto scattata allarrivo porta ancora giacca e cravatta, i capelli castani
spazzolati indietro con un tocco di brillantina, non perfettamente rasato ma ancora affascinante. Ma
dopo qualche istante fu spogliato e un assistente sanitario gli esplor le orecchie, il naso, la bocca e il
retto in cerca di attrezzi o armi. Gli furono consegnati una camicia azzurra di tela con un numero
stampato e un paio di pantaloni, un cappello, un giubbotto da marinaio, un accappatoio, tre paia di
calze, due fazzoletti, un paio di scarpe e un impermeabile. La cella era cos stretta che allungando le
braccia poteva toccare entrambe le pareti. Faceva cos freddo che dovevi dormire con giubbotto e
cappello. A letto pensava a sua moglie e al bambino. Ricordava la prima volta che aveva incontrato
Shirley Storz, a una festa per single a Oakland. Ricordava come erano andati a sciare al lago Tahoe e la
semplice cerimonia con la quale si erano sposati nel settembre del 1951, come lei cantasse in un coro e
come lui la ascoltasse per ore. E ricordava la nascita del loro figlio. Ci amavamo disse Tucker della
moglie. Non sapevo come spiegarle la verit  che io vivevo cos. Parecchie settimane dopo il suo
arrivo, una guardia lo fece alzare dalla cella e lo port in una minuscola saletta con una finestrella. Dal
vetro vide sua moglie seduta dallaltra parte. Prese il telefono. Era difficile parlare ricorda.
Dovevamo guardarci attraverso un vetro. Mi disse che doveva pensare a rifarsi una vita da sola. Le
dissi: La cosa migliore che puoi fare  di rifarti una vita per te e per nostro figlio. Le dissi anche:
Non verr pi a disturbarti, non importa che cosa faccia o quanto voglia vederti. Non ti telefoner
pi. Qualche mese pi tardi gli arriv la comunicazione che il loro matrimonio era stato annullato. A
quellepoca Tucker aveva gi formulato alcuni dei suoi teoremi, come ad esempio: Pi sorveglianza
c, pi devessere bizzarro il metodo di evasione. Cominci a elaborare progetti complicati con un
compagno di prigionia di nome Teddy Green, un artista delle evasioni e un rapinatore di banche che
una volta si era travestito da prete per sfuggire alla polizia e che era evaso da un penitenziario
nascondendosi in una cassa di stracci. Insieme a un altro carcerato cominci a far sparire alcuni attrezzi
dai laboratori del carcere, nascondendoli in lavanderia e piazzando della lana dacciaio addosso agli
altri prigionieri per far scattare il metal detector e far credere alle guardie che ci fosse un guasto.
Scavarono dei fori nel water e vi infilarono gli attrezzi coprendoli con lo stucco. Di notte usavano gli
attrezzi per scavare un tunnel sotto il pavimento. Un giorno, mentre era nellarchivio della prigione, un
carcerato in isolamento sugger alle guardie di controllare i water delle celle. Inizi subito unindagine
minuziosa. Ecco in un rapporto del direttore lelenco degli oggetti rinvenuti: una fiamma ossidrica, una
barra di sollevamento, una pinza, un trapano con le punte [...] un cacciavite e uno o due spezzoni di fil
di ferro, una pietra per affilare di carburo di silicio. Tutti e tre i prigionieri furono classificati ad alto
pericolo di evasione e rinchiusi nella Treatment Unit, pi nota come il buco. Ricordo che ci si
entrava senza vestiti o scarpe disse Tucker. Il pavimento dacciaio era gelido. Il solo modo per tenersi
un po caldi era continuare a camminare. Una notte Tucker ud un suono incantevole provenire dalla
finestra. Non riusciva a vedere nessuno fuori, ma sentiva delle voci che venivano da sotto. Erano i
bambini delle guardie che intonavano dei canti natalizi. Erano le prime voci infantili che sentivo da
anni. Era la vigilia di Natale. Col passare del tempo Tucker si fece una cultura giuridica. Dopo
qualche tempo cominci a inondare la corte di ricorsi che scriveva in caratteri inclinati e regolari.
Anche se un pubblico ministero in seguito avrebbe liquidato uno dei suoi documenti come pura
fantasia, gli fu tuttavia accordata unudienza nel novembre del 1956. Secondo Tucker, e anche
secondo i verbali del tribunale, la notte prima della sua comparizione, mentre si trovava nella prigione
della contea, accus dei dolori ai reni e fu portato durgenza in ospedale. Cerano guardie appostate a
ogni porta. Quando si trov da solo Tucker spezz una matita e se la conficc nella caviglia. A causa
della ferita le guardie gli tolsero i ferri dalle gambe e lo legarono ammanettato alla barella. Mentre lo
spingevano verso il reparto di radiologia, Tucker si rialz, ebbe la meglio sulle due guardie e infil la
porta. Due ore dopo venne catturato in mezzo a un campo di granoturco, ancora con il camice
dellospedale e le manette. La breve fuga, per la quale fu processato e condannato, non fece altro che
accrescere la sua reputazione di artista delle evasioni. E tuttavia passarono altri ventitr anni prima che
Tucker venisse rilasciato, di nuovo arrestato per rapina a mano armata e infine realizzasse il suo
capolavoro. Nellestate del 1979 si trovava a San Quentin, un carcere di massima sicurezza che si
protendeva sulloceano ed era noto fra i detenuti come la scuola dei gladiatori. Tucker lavorava nelle
officine della prigione e, con laiuto di altri due carcerati, John Waller e William McGirk, aveva
raccolto scarti di legname e fogli di frmica che poi erano stati ritagliati in forme strane e nascosti sotto
alcuni teli. Dallofficina elettrica erano riusciti a sottrarre due paletti lunghi sessanta centimetri e
parecchi secchi. Poi nella falegnameria avevano trovato il resto delloccorrente: copertine di plastica,
vernice e nastro che avevano riposto in scatole con letichetta Cancelleria. Cos il 9 agosto, dopo
mesi di preparativi, Tucker si scambi dei cenni con i suoi soci nel cortile. Era il segnale che tutto era
pronto. Mentre Waller e McGirk stavano di vedetta fuori dallofficina di falegnameria, Tucker fece
tesoro dellesperienza maturata da ragazzino e diede forma a un kayak di cinque metri. Il martello
avrebbe fatto troppo rumore, cos potevo usare solo nastro e bulloni mi spieg Tucker. La pittura
bastava solo per una fiancata della barca, il lato che doveva essere rivolto alle torrette di guardia, e
mentre gli altri gli mettevano una gran fretta lui con uno stampino disegn il nome: Tre uomini in
barca. Waller, che chiamava il cinquantanovenne Tucker il vecchio, avrebbe raccontato in seguito a
un giornalista del Los Angeles Times: La barca era bellissima; mi piacerebbe che i miei occhi fossero
di quellazzurro. Si misero i cappelli da marinaio e le felpe che Tucker aveva dipinto di arancio
brillante, con il logo del Marin Yacht Club, che aveva visto sulle barche che passavano di l.
Approfittando di un momento di distrazione delle guardie, misero in acqua limbarcazione. Quando
uscirono i venti soffiavano a pi di trenta chilometri lora e le onde si facevano sempre pi alte,
rischiando di sommergere il natante. Il kayak non imbarcava una goccia dacqua disse Waller.
Potevamo remare fino in Australia. Ma cerano quelle dannate onde pi alte della fiancata. Quando
infine arrivammo al limite della zona della prigione di San Quentin, quella maledetta affond. La
guardia in una delle torrette li scorse aggrappati alla barca rovesciata, che nuotavano verso riva, e
chiese loro se avevano bisogno di qualcosa. Risposero che andava tutto bene e, quasi a provarlo,
McGirk tir su il polso gridando: Abbiamo solo perso i remi, ma il mio Timex funziona ancora!. La
guardia, che non sapeva che tre detenuti mancavano allappello, si fece una risata e torn al suo posto.
Si scaten subito una caccia alluomo in tutto il territorio dello stato della California. Nel frattempo la
polizia di Texas e Oklahoma cominci a registrare una strana serie di rapine. Erano state condotte tutte
con la stessa tecnica: tre o quattro uomini entravano in un magazzino di alimentari o in una banca,
tiravano fuori una pistola, chiedevano i soldi e scappavano a grande velocit su unauto rubata. I
testimoni raccontavano che erano tutti anziani, per essere dei rapinatori. Uno addirittura sembrava
portare un apparecchio acustico. Le autorit li paragonavano agli anziani ladri del film Vivere alla grande, e li chiamavano Over-the-Hill Gang, lo stesso soprannome dato alla squadra di football americano dei Washington Redskins allenati da George Allen dai primi anni Settanta a causa dellalto numero di giocatori veterani nel team.
.
Questa accadeva quando ero davvero un buon rapinatore mi disse Tucker. Era attento a non ammettere la responsabilit di un crimine specifico (Non so se sono ancora punibili) e a non coinvolgere nessuno dei suoi soci ancora in vita (Alcuni di
loro sono ancora fuori), ma disse che allet di sessantanni era finalmente padrone dellarte della
rapina. Un giorno, mentre eravamo seduti nella sala visite della prigione, Tucker mi si fece pi vicino e
mi insegn come si rapina una banca. Prima di tutto ti occorre un posto vicino a unautostrada mi
disse mettendosi gli occhiali bifocali, con gli occhi che ammiccavano come se stesse immaginando una
scena particolare. Poi devi studiarla  non  che puoi irrompere e basta. Hai bisogno di inquadrarla
bene, di conoscerla come la tua casa. In passato i rapinatori erano come cowboy continu.
Entravano e gridavano a tutti di sdraiarsi. Ma per me luso della violenza  il primo segno di un
dilettante. I rapinatori migliori, a suo avviso, erano come gli attori di teatro, capaci di dominare una
sala con la pura forza della loro personalit. Alcuni arrivavano perfino a truccarsi e a eseguire esercizi
per entrare nella parte. Rapinare una banca  unarte, se lo fai bene disse Tucker. Mentre agli inizi
era deciso a coltivare unimmagine piuttosto eccentrica, pi tardi svilupp uno stile pi sottile, pi
naturale. Okay, gli attrezzi continu. In generale, disse, occorrevano smalto per unghie e una colla
a presa rapida per coprire le impronte digitali (Puoi metterti i guanti, ma nei climi pi caldi attirano
solo lattenzione), un taglierino per il vetro, una fondina, una sacca di tela (grande quanto basta per il
bottino) e una pistola (una calibro .38 o una semiautomatica, o quello che hai per le mani). La
pistola era solo un arredo di scena, ma era comunque essenziale. Ma cera unaltra cosa, aggiunse
dopo una pausa. Era la chiave del successo della Over-the-Hill Gang, il marchio di Forrest Tucker:
lapparecchio acustico. Si trattava per la verit di un ricevitore radio sintonizzato sulla polizia collegato
con un filo attraverso la camicia: in questo modo sapeva se era scattato un allarme silenzioso. Prese un
fazzoletto dalla tasca e si asciug il sudore dalla fronte. Una volta che hai la tua macchina sicura
parcheggiata l, hai la tua radio, hai le mani protette dai guanti o dalla colla, puoi entrare. Vai
direttamente dal direttore. Gli dici: Siediti. Non estrarre mai la pistola, limitati a farla vedere. Digli
tranquillamente che sei l per rapinare la banca e che sarebbe meglio per tutti che tu te ne andassi senza
problemi. Non scappare di corsa dalla banca, a meno che non ti stiano sparando, perch serve solo a far
vedere che sta succedendo qualcosa. Limitati dunque a camminare fino alla macchina calda, poi
raggiungi quella sicura. Schiaccia lacceleratore e via. Alla fine sembrava soddisfatto. Le ho
appena fornito un manuale di come si rapina una banca disse. Ci riflett su per un momento, poi
aggiunse: Nessuno ti pu insegnare il mestiere. Per imparare devi farlo. Lincarico di investigare sui
misteriosi colpi della Over-the-Hill Gang fu affidato a un sergente sulla quarantina della polizia di
Austin, John Hunt. Erano i rapinatori pi professionali e fortunati che avessi mai incontrato in tutti i
miei anni di servizio mi raccont Hunt, che ora  in pensione dopo trentanni di carriera. Avevano
molta pi esperienza loro nelle rapine di quanta non ne avessimo noi nel dare loro la caccia. Allepoca
della lunga caccia alla gang, Hunt era un accanito fumatore con una paio di baffi allingi e un po di
pancetta. Con lavvento dei dispositivi di sicurezza ad alta tecnologia, i tradizionali rapinatori di banche
erano sempre meno numerosi, e si trattava per lo pi di tossicodipendenti in preda alla disperazione che
fuggivano con qualche migliaio di dollari prima di essere catturati. I componenti della Over-the-Hill
Gang sembravano sfidare non solo la loro et, ma anche la loro epoca. Si alzavano tutte le mattine per
andare al lavoro mi disse Hunt. Come un saldatore impara solo saldando, o uno scrittore diventa
bravo scrivendo per anni e anni, quei ragazzi imparavano dai loro errori. Nel giro di un anno la
Over-the-Hill Gang fu sospettata di almeno sessanta rapine in Oklahoma e Texas  venti solo nella
zona di Dallas-Fort Worth. Ma i sospetti si appuntavano sulla banda anche per dei colpi in New
Mexico, Arizona e Louisiana. Nuovo colpo degli anziani sparava un titolo. Banditi di mezza et
sconcertano i detective si leggeva su un altro. Nel dicembre del 1980 Hunt e altri quaranta agenti di
polizia di almeno tre stati si riunirono a Dallas per discutere la strategia per fermarli. Non si pu
nemmeno dire quante vite abbiano cambiato puntando la pistola in faccia a qualcuno mi rifer un ex
agente dellFBI. Ma sembrava che Tucker non riuscisse a fermarsi, non importava quanto denaro
accumulasse. Sebbene non ci siano stime ufficiali, si ritiene che nella sua carriera Tucker  e la lunga
sfilza di nomi falsi di cui si serviva, tra i quali Robert Tuck MacDougal, Bob Stone, Russell Johns,
Ralph Pruitt, Forrest Brown, J.C. Tucker, Ricky Tucker  abbia rubato alcuni milioni di dollari, una
flotta di macchine sportive, una sacca di yen e un gettone di legno dei ristoranti Sambo. Nella
primavera del 1983 progett il suo colpo pi audace: rapinare una banca di massima sicurezza nel
Massachusetts in pieno giorno, travestiti da guardie giurate incaricate di un prelievo ordinario con un
furgone blindato. Tucker credeva che il piano fosse un grande progresso nellarte di rapinare le
banche. Il 7 marzo, qualche istante prima che il furgone raggiungesse la banca, i rapinatori si misero
baffi finti e trucco; la parrucca di Tucker si era ristretta durante una recente nevicata, ma piuttosto che
rimandare loperazione aveva deciso di farne a meno. Limpiegato, dopo aver risposto al citofono, li
fece entrare. Ma secondo il rapporto di polizia, proprio mentre stavano entrando nel caveau, il direttore
not che i baffi di due di quegli uomini non erano veri. Una delle guardie, accarezzando la pistola,
disse: Questa  una rapina. Tucker rinchiuse il direttore e due impiegati nel caveau e fugg con pi di
quattrocentotrentamila dollari. Ma quando la polizia mostr agli impiegati una serie di foto
segnaletiche, per la prima volta identificarono nel capo della Over-the-Hill Gang lo stesso uomo che tre
anni prima era evaso da San Quentin su un kayak rudimentale. Mentre lFBI, la polizia locale e gli
sceriffi della contea cercavano di rintracciarlo, Tucker si nascondeva in Florida, dove si incontrava tutti
i giorni con Teddy Green, il suo vecchio amico di Alcatraz. Una mattina di giugno Tucker entr con
lauto nel garage di Green ad aspettare lamico. Lo guardavo ricorda Tucker, e pensavo, perbacco,
che bel vestito! Un uomo salt fuori davanti alla macchina di Tucker gridando: FBI, fermo! Sei in
arresto. Cerano agenti dappertutto, che sbucavano dalle macchine e dai cespugli. Tucker guard
Green con odio, convinto che il suo amico lavesse tradito. Anche se Tucker insiste di non aver mai
avuto una pistola  e non ne  mai stata trovata una  sono molte le testimonianze degli agenti che
dicono di avergliene vista una in mano. Ha una pistola! url uno di loro buttandosi a terra. Il garage
si riemp del rumore della sparatoria. Il parabrezza e il radiatore furono squarciati dai proiettili. Tucker,
che era stato colpito a tutte e due le braccia e alle gambe, si chin sotto il cruscotto pigiando
lacceleratore e sfondando il garage. Apr la portiera e rotol fuori nella strada, con le mani e la faccia
coperte di sangue. Stava sopraggiungendo una macchina con una donna e due bambini.
Avvicinandomi testimonier in seguito la donna, vedevo che continuava a perdere sangue  ce
nera dappertutto  e pensavo: Questo poveraccio  stato investito. La donna gli offr un passaggio e
Tucker si mise al posto del passeggero. Ma poi, nello specchietto retrovisore, vide qualcuno che
imbracciava un fucile e il suo bambino di sei anni che gridava: Un criminale!. Alla sua esitazione
Tucker le strapp di mano il volante: Ho una pistola  adesso guida!. Il bambino cominci a
singhiozzare. Dopo un inseguimento di qualche centinaio di metri lauto svolt in un vicolo cieco.
Tucker le mormor okay e la donna si precipit fuori dalla macchina trascinando in salvo i figli. Poi
fu la volta di Tucker. Scese dalla macchina e perse conoscenza. Un commentatore del Miami Herald
riassunse con queste parole la cattura del capo della Over-the-Hill Gang, da tempo evaso di prigione:
C qualcosa di vago che rende affascinante Tucker [...] I vecchi non sono di norma associati con
crimini gravi. Tucker merita ancora ammirazione  con qualche equilibrismo, lo ammetto, per aver
portato a termine unincredibile evasione dalla prigione di San Quentin a San Francisco [...] Tucker
avrebbe fatto una fortuna vendendo la storia dellevasione a Hollywood e rintanandosi da qualche
parte. Invece ha scelto di riprendere la carriera alla quale si era dedicato [...] Questo attempato Robin
Hood ha preso ai ricchi [...] che probabilmente avevano lassicurazione. Finalmente la storia di Tucker
entrava a pieno titolo nella mitologia dei fuorilegge. Il kayak Tre uomini in barca era stato donato al
Marin Yacht Club e in seguito venne esposto in un museo delle prigioni, e lospedale pediatrico di
Oakland fece richiesta che a Tucker fosse concesso di servire come gran cerimoniere per limminente
regata di vasche da bagno. In mezzo a tutto questo clamore lFBI si present a una lussuosa comunit
di pensionati a Lauderhill, in Florida, dove si credeva che vivesse Tucker. Alla porta rispose una donna
elegante sulla cinquantina. Quando le chiesero di Forrest Tucker disse di non aver mai sentito parlare di
questuomo. Era sposata con Bob Callahan, un agente di borsa di successo che aveva incontrato subito
dopo la morte del suo primo marito. Quando gli agenti le spiegarono che Bob Callahan era in realt
Forrest Tucker, un uomo evaso dal carcere quattro anni prima, lei li guard con gli occhi pieni di
lacrime. Glielo dissi: Non credo a una parola di quello che dite avrebbe ricordato quasi due decenni
pi tardi. Ma loro lavevano in mano. Lavevano colpito tre volte. Erede di una modesta fortuna
derivante da unagenzia di traslochi, da giovane mostrava una certa somiglianza con Marilyn Monroe.
Ricorda di aver incontrato Tucker al Whale and Porpoise, un club privato su Oakland Park Boulevard.
Era luomo pi gentile e cavalleresco che avesse mai conosciuto. Venne da me a chiedermi di ballare,
tutto qui. Mi ricord anche come fosse andata a fargli visita in prigione (ancora frastornata) senza
sapere che cosa dire o fare. Quando lo vide l coricato, pallido e insanguinato, fu sopraffatta dallamore
per quelluomo che, come aveva appreso, a sedici anni faceva gi parte di una squadra di galeotti in
catene. Mi raccont che, mentre lui la pregava di perdonarlo, tutto quello che volevo fare era tenerlo
stretto. In un primo tempo, mentre era in attesa del processo a Miami, Tucker cerc di fuggire dal
carcere rimuovendo una sbarra della cella con un seghetto e arrampicandosi sul tetto con un uncino. Ma
dopo che sua moglie gli ebbe promesso  con grande disappunto di famiglia e amici  che sarebbe
rimasta con lui se fosse tornato sulla retta via, Tucker fece voto di riabilitarsi. Le dissi che da quel
momento in poi le vie di fuga le avrei solo guardate disse, per poi aggiungere: Come lei ce n una
sola su un milione. Torn a San Quentin, dove fu soprannominato il capitano e dove, per la prima
volta, il suo fisico apparentemente inattaccabile cominci a mostrare i segni dellet. Nel 1986 sub un
intervento per un bypass quadruplo. Sebbene le guardie stessero in piedi accanto alla porta nel caso
cercasse di fuggire, ora si considerava un contorsionista della legge. Anni prima, ad Alcatraz, aveva
scritto un ricorso in appello che era giunto fino alla Corte suprema nel quale difendeva con successo
largomento secondo cui un giudice nel formulare la sentenza non poteva tener conto di condanne
precedenti maturate quando limputato era senza una difesa. ( ora che diventiamo un po pi
realistici di fronte a una fedina penale come questa aveva scritto il giudice Harry A. Blackmun in
unirata replica.) Ma adesso, con la salute in declino, Tucker fece partire unaltra raffica di ricorsi
riuscendo a ridurre la sua condanna di oltre la met. Di questo la devo ringraziare scrisse a un
giudice.  il primo colpo di fortuna che ho avuto nella mia vita. Non me ne serve un altro. Cominci
poi a riversare tutte le sue energie in quello che vedeva come il culmine della sua vita di fuorilegge: un
film di Hollywood. Tucker aveva visto tutti i film che in qualche modo riecheggiavano la sua vita, tra
cui Io sono un evaso, Fuga da Alcatraz e Bonnie e Clyde, e avrebbe voluto che alla fine la sua storia
trovasse un posto nellimmaginario degli americani. Cominci a narrare per iscritto le sue imprese,
cinque pagine alla volta. Nessuno avrebbe potuto scrivere questa storia della Roccia dallinterno e che
cosa accadeva realmente l a meno che non vi avesse vissuto personalmente scrisse. Dedic
duecentosessantuno pagine ad Alcatraz: la vera storia, mentre lavorava a un secondo resoconto, pi
ambizioso, che intitol Lapriscatole. In questo testo descriveva se stesso come un ritorno al tipo di
criminale molto intelligente e non violento sul modello di Willie Sutton e, in maniera ancora pi
grandiosa, come una sorta di eroico perdente contrapposto a un sistema smisurato e oppressivo.
Lossessione di Tucker per la libert e levasione si  trasformata nella capacit di vincere con astuzia
al gioco scriveva. E questa  la sua maniera di mantenersi sano di mente in una vita da ricercato.
Ogni nuova prigione  un gioco, un gioco per farla in barba alle autorit. Nel 1993, allet di
settantatr anni, fu rilasciato e and ad abitare nella casa color pesca di Pompano Beach che sua moglie
aveva comprato per loro. Qui rifiniva il suo manoscritto; aveva anche allestito uno studio musicale
dove dava lezioni di sassofono e clarinetto a venticinque dollari lora. Era una vita meravigliosa
disse sua moglie. Lo stesso Tucker ricordava: Uscivamo a ballare. Lei si metteva elegante, e con lei io
mi davo delle arie. Componeva musica per lei. Lui ha tutti questi talenti, che erano stati sprecati in
tutti quegli anni. Di tanto in tanto suonava in alcuni jazz club del posto. Mi abituavo a vivere libero
proseguiva lui. Ma il suo manoscritto non aveva attirato lattenzione come sperato  Avevo chiamato
la segretaria di Clint Eastwood, ma lei aveva risposto: Se lei non ha un agente, non lo legger  e
lautore dellApriscatole si sentiva sempre pi in trappola, un vecchio qualsiasi. Poi giunse quel giorno
del 1999 in cui si dipinse la punta delle dita con dello smalto per unghie, si tir lascot bianco sul viso e
fece irruzione nella Republic Security Bank armato di pistola. Non lha fatto per i soldi disse sua
moglie. Avevamo una macchina nuova, una bella casa gi pagata, vestiti eleganti. Aveva tutto.
Penso che volesse diventare una leggenda, come Bonnie e Clyde mi disse il capitano Chinn, che lo
cattur dopo quella che  ritenuta la sua quarta rapina recente in Florida. Uno psicologo del tribunale
osserv: Ho visto molti individui che esaltano le proprie imprese e che vogliono lasciare un segno
nella storia [...] ma non ho mai sentito nessuno, se non al cinema, devo ammetterlo, che vorrebbe fare
una fine spettacolare con una rapina in banca. Dal punto di vista psicologico, va oltre qualsiasi
previsione. Dopo il suo arresto, la polizia mise Tucker in semi-isolamento nel timore che anche a
settantotto anni riuscisse in qualche modo a fuggire. Nonostante le eccezioni presentate dallavvocato,
per le quali il suo cliente poteva morire in condizioni di prigionia, gli fu negata la libert provvisoria.
Di solito non considererei un uomo di settantotto anni a rischio di fuga o pericoloso per la comunit
chiar il magistrato, ma il signor Tucker ha dimostrato di essere particolarmente svelto. Il 20 ottobre
2000, appena prima che si fissasse la data del processo per il suo caso, e sotto gli occhi della moglie,
Tucker si dichiar colpevole. Fu condannato a tredici anni di carcere. Mi capit tra le mani un rapporto
compilato dal Dipartimento degli istituti di pena che descriveva nel dettaglio la vita di Tucker. Dopo
pagine e pagine che elencavano i suoi colpi spettacolari e le sue audaci evasioni, il rapporto terminava
con un sommario di tenore diverso: Limputato non sa dove si trovi sua figlia. Ha dichiarato di non
aver avuto parte alcuna nella sua educazione [...] Limputato non  a conoscenza di dove si trovi suo
figlio. Limputato non ha contribuito ad allevare questo bambino. Pensavo che fosse morto in un
incidente dauto mi disse al telefono suo figlio Rick Bellew dopo che lo rintracciai in Nevada, dove
viveva e lavorava come tipografo.  quello che mi ha detto mia madre per proteggermi. Non aveva
saputo la verit fino ai ventanni, quando Tucker stava per essere messo in libert sulla parola. Mia
madre aveva paura che mi avrebbe avvicinato per strada e che per me sarebbe stato uno choc. Mi
disse che dopo che suo padre era stato portato via, le autorit avevano confiscato tutti i loro mobili e
tutti i loro beni, che erano stati pagati con il denaro delle rapine. Avevano dovuto trasferirsi dai nonni,
mentre sua madre lavorava in fabbrica per mantenerli. Ci ha lasciati sul lastrico. Ha sconvolto la
nostra vita. Dopo che Bellew lesse dellultimo arresto di Tucker, per la prima volta gli scrisse una
lettera. Avevo bisogno di sapere perch laveva fatto. Perch aveva sacrificato tutto. Bench Tucker
non fosse in grado di dargli una risposta soddisfacente, i due iniziarono una corrispondenza e in una
delle sue lettere Tucker disse qualcosa che non si sarebbe mai aspettato: Bellew aveva una sorellastra
pi vecchia di lui di nome Gaile Tucker, uninfermiera che viveva in Florida. Lho chiamata e le ho
detto: Sei seduta? Stai parlando con il fratello che hai perduto tanto tempo fa. Lei disse: Oh, mio
Dio. In seguito i due si incontrarono studiando luno i tratti dellaltra in cerca di somiglianze,
cercando di comporre il ritratto di un uomo che non avevano quasi conosciuto. Non provo sentimenti
di odio mi disse sua figlia. Semplicemente non provo nulla. Un giorno Bellew mi lesse parte di una
lettera che Tucker gli aveva inviato poco tempo prima. Mi spiace che le cose siano andate come sono
andate [...] Non ti ho mai portato a pescare, o alle partite di baseball, n ti ho visto crescere [...] Non ti
chiedo di perdonarmi perch troppo  andato perduto, ma voglio solo che tu sappia che ti auguro il
meglio. Sempre. Tuo padre, Forrest. Bellew mi disse che non sapeva se continuare a scrivergli, non
tanto a causa di quello che Tucker gli aveva fatto, ma a causa di quello che aveva fatto a sua madre.
Ha fatto a pezzi il mondo di mia madre. Non si  pi risposata. Cera una canzone che mi cantava
sempre, Me and My Shadow, che parlava del fatto di essere soli e tristi. E quando si  ammalata di
cancro e non le rimaneva pi molto da vivere, ho avuto un crollo e lei ha cantato quella canzone, e mi
sono reso conto di come fosse dolce e amara allo stesso tempo. Era la sua vita. Nella primavera del
2002, quando mi recai a far visita alla terza moglie di Tucker a Pompano Beach, lei cercava ancora di
accettare la cosa. Era una donna piccola e fine, che ormai aveva superato la settantina; aveva subto
parecchie operazioni e viveva sola nella loro casa. Senza Forrest non c nessuno che sistemi le cose
mi disse. Si interruppe, passando in rassegna lo studio dove lui teneva gli strumenti musicali. Il
silenzio  insopportabile. Mi mostr una fotografia di loro due, scattata subito dopo il loro incontro.
Erano in piedi fianco a fianco, con le braccia che si toccavano. Lui portava una camicia rossa e una
cravatta, con i capelli ondulati pettinati tutti da una parte. Dio, era cos bello mi disse. Quando lho
incontrato era cos tenero. Intanto rigirava la fotografia che teneva in mano. Ho aspettato tutti questi
anni mi disse accompagnandomi alluscita e asciugandosi gli occhi. Pensavo che avremmo trascorso
insieme il resto della nostra vita. Che cosa far adesso? Una delle ultime volte che incontrai Tucker in
prigione mi preoccupai per la fragilit del suo aspetto. I muscoli del viso sembravano flaccidi e le mani
gli tremavano. Da quando era stato incarcerato aveva avuto parecchi piccoli ictus e un cardiologo aveva
diagnosticato che i trombi impedivano sempre pi lafflusso di sangue al cervello. Sua figlia mi disse
senza giri di parole: Morir in prigione. Tutti dicono che sono un tipo in gamba, ma non nella vita,
altrimenti non avrei fatto le cose che ho fatto. Dopo un periodo di grande notoriet in seguito al suo
arresto, Tucker era stato pressoch dimenticato. Quando morir nessuno si ricorder di me. La voce
era quasi un sussurro. Avrei voluto avere una professione vera, qualcosa come la musica. Rimpiango
di non essermi procurato un lavoro serio con il quale mantenere la mia famiglia. Ho anche altri
rimpianti, ma questo  gi tutto quello che un uomo pu sopportare. In piena notte sei sdraiato sulla tua
branda in prigione e pensi a quello che hai perduto, a che cosa sei stato, a che cosa avresti potuto
essere, ed ecco i rimpianti. Mi disse che sua moglie pensava di vendere la loro casa e di trasferirsi in
una comunit dove avrebbe potuto vedere pi gente. Anche se con sua moglie si sentiva regolarmente,
lei era troppo fragile per venire a trovarlo. Quello che mi ferisce di pi [...]  che mi rendo conto della
delusione che le ho dato.  quello che mi ferisce pi di ogni altra cosa. Quando si alz per andarsene
prese un foglio dalla tasca posteriori dei pantaloni. Lho scritto per te stanotte. Era un elenco di tutte
le sue evasioni, scritto ordinatamente in stampatello. Alla fine cera la n. 19  una in pi di quelle fatte
nella realt  lasciata in bianco. Quando la guardia and a prendere la carrozzella, lui la respinse con un
gesto della mano. Non ho bisogno del mio cocchio. Poi, con la schiena curva, si appoggi alla parete
e con la guardia alle spalle si allontan lentamente lungo il corridoio.
...
.
...
2. Circostanze misteriose.
...
.
...
La strana morte di un fanatico di Sherlock Holmes.
...
.
...
Il massimo esperto mondiale di Sherlock Holmes, Richard Lancelyn Green, credeva di avere
finalmente risolto il caso delle carte scomparse. Aveva passato gli ultimi ventanni a cercare un tesoro
fatto di lettere, pagine di diario e manoscritti di Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock
Holmes. Il valore stimato dellarchivio era di quasi quattro milioni di dollari. Secondo alcuni, vi
aleggiava una maledizione mortale, come in uno dei pi celebri romanzi di Holmes, Il mastino dei
Baskerville. Le carte erano sparite dopo la morte di Conan Doyle, nel 1930, e senza questo materiale
nessuno era stato in grado di scrivere una biografia definitiva  un compito che Green, invece, voleva
portare a termine a ogni costo. Molti studiosi temevano che larchivio fosse andato distrutto o disperso;
come osservava il Times di Londra, dove si trovassero i documenti era diventato un mistero intrigante
come quelli che venivano scoperti al 221B di Baker Street  la tana di Holmes e del suo collega di
indagini, il dottor Watson. Non molto tempo dopo aver intrapreso le sue ricerche, Green scopr che uno
dei cinque figli di Conan Doyle, Adrian, con il consenso degli altri eredi, aveva nascosto le carte in una
camera protetta di uno chteau di sua propriet in Svizzera. In seguito Green era venuto a sapere che
Adrian aveva trafugato alcune di queste carte senza che i suoi fratelli ne fossero a conoscenza, nella
speranza di venderle ai collezionisti. Ma improvvisamente era morto per un attacco di cuore  dando
vita alla leggenda della maledizione. A quanto risultava, dopo la morte di Adrian le carte erano sparite.
E ogni volta che Green aveva tentato di portare avanti le indagini, si era trovato imprigionato in una
rete impenetrabile di eredi  compresa una sedicente principessa russa  i quali sembrava non avessero
fatto altro che ingannarsi e tradirsi nei loro tentativi di assumere il controllo dellarchivio. Per anni
Green aveva vagliato la documentazione e intervistato i parenti, finch un bel giorno la sua pista, ormai
confusa, non laveva condotto a Londra  e precisamente davanti alla porta di Jean Conan Doyle, la pi
giovane dei figli dello scrittore. Alta ed elegante, dai capelli argentati, Jean era una donna di una certa
imponenza, ormai vicina ai settanta. Sembra che quel corpicino sia sostenuto da una straordinaria
energia aveva scritto suo padre quando Jean aveva cinque anni. Ha una volont spaventosa. E
difatti, mentre il fratello Adrian era stato cacciato dalla Marina di Sua Maest per insubordinazione, e
Denis, maggiore di lei, durante la Seconda guerra mondiale faceva il playboy imboscato in America,
Jean era diventata un ufficiale della Royal Air Force e nel 1963 era stata decorata come Dame
Commander dellOrdine dellImpero Britannico. Green era stato invitato nel suo appartamento dove,
vicino al caminetto, era appeso un ritratto del padre con i suoi caratteristici baffoni da tricheco. Green
mostrava per Conan Doyle un interesse pari quasi a quello della figlia; Jean aveva cominciato a
metterlo a parte dei suoi ricordi e gli aveva perfino mostrato le fotografie private di famiglia. Gli aveva
chiesto di ritornare e un giorno, come in seguito Green avrebbe confidato agli amici, aveva estratto
alcune scatole che erano rimaste depositate presso uno studio legale londinese. Un unico sguardo
fugace, aveva raccontato, gli aveva permesso di scorgere parte dellarchivio. Jean laveva informato
che un contenzioso familiare ancora in corso non gli avrebbe ancora permesso di leggere le carte, ma
era sua intenzione lasciare quasi tutto il materiale alla British Library, affinch gli studiosi potessero
finalmente esaminarlo. Dopo la morte della donna, nel 1997, Green si era messo in ansiosa attesa di
questo passaggio di propriet  ma non era successo nulla. Poi, nel marzo del 2004, aprendo il
supplemento domenicale del Times, Green era rimasto sconvolto leggendo che larchivio perduto era
comparso presso la casa daste Christies e sarebbe stato messo in vendita per svariati milioni di
dollari nel maggio successivo da parte di tre lontani parenti di Conan Doyle. Invece di pervenire alla
British Library, il materiale si sarebbe disperso in tutto il mondo tra i collezionisti privati, che
probabilmente lavrebbero reso inaccessibile agli studiosi. Senza dubbio era stato commesso un errore,
aveva pensato Green precipitandosi in tutta fretta da Christies per ispezionare le carte. Al suo ritorno
aveva riferito agli amici di essere sicuro che molti dei documenti erano gli stessi che aveva visto di
sfuggita. Per giunta sosteneva di avere le prove che fossero stati rubati. Nei giorni immediatamente
successivi si era messo in contatto con alcuni membri della Sherlock Holmes Society di Londra, uno
dei tantissimi club di appassionati intitolati al detective (Green un tempo ne era stato presidente). Poi
aveva messo sul chi vive altri sherlockiani, fra cui vari membri americani degli Irregolari di Baker
Street, un gruppo fondato nel 1934 a cui si accedeva solo per invito e che prendeva il nome dai monelli
di strada che Holmes era solito impiegare come informatori. Sempre su questa vendita, Green aveva
infine contattato anche studiosi pi ortodossi di Conan Doyle, i doyleani (a differenza di Green, che si
muoveva tra i due campi, molti doyleani rimarcavano la loro distanza dagli sherlockiani, i quali spesso
parlavano di Holmes come se fosse un vero detective e si rifiutavano di menzionare Conan Doyle).
Green aveva informato gli studiosi di quanto sapeva circa la provenienza dellarchivio, rivelando quella
che a suo avviso era la prova pi schiacciante: una copia del testamento di Jean, che recitava: Affido
alla British Library tutte [...] le carte originali del mio defunto padre, i suoi manoscritti personali, i
diari, le agende e gli scritti letterari. Deciso a bloccare lasta, lestemporaneo gruppo di investigatori
dilettanti aveva sottoposto il caso perfino a dei parlamentari. Verso la fine del mese, mentre la
campagna del gruppo diventava pi pressante e le sue proteste apparivano sulla stampa, Green aveva
accennato a sua sorella, Priscilla West, che qualcuno lo minacciava. In seguito le aveva mandato un
biglietto piuttosto oscuro con tre numeri telefonici e il messaggio: Ti prego di mettere al sicuro questi
tre numeri. Aveva anche chiamato un reporter del Times avvertendo che gli sarebbe potuto accadere
qualcosa. La sera del 26 marzo, un venerd, Green aveva cenato con un amico di vecchia data,
Lawrence Keen. In seguito Keen rifer che il ricercatore gli aveva confidato che un americano cercava
di gettare discredito su di lui. Dopo aver lasciato il ristorante, Green indic a Keen unauto dietro di
loro. Qualcuno li stava seguendo. La sera stessa Priscilla West aveva telefonato al fratello. Le aveva
risposto la segreteria telefonica. Aveva chiamato pi volte la mattina dopo, ma senza alcun risultato.
Allarmata, era corsa a casa del fratello e aveva bussato alla porta: ancora silenzio. Dopo parecchi altri
tentativi aveva chiamato la polizia, che era riuscita a entrare con la forza. Al pianoterra venne rinvenuto
il corpo di Green, coricato sul letto, circondato da libri e poster di Sherlock Holmes, con una corda
intorno al collo. Era stato strangolato. Verr a spiegarle il caso mi disse John Gibson, uno degli
amici pi intimi di Green, al quale avevo telefonato subito dopo aver appreso della sua morte. Gibson
aveva scritto parecchi libri insieme a Green, fra cui, nel 1981, My Evenings with Sherlock Holmes, una
collezione di parodie e pastiche di racconti polizieschi. Con un lieve balbettio, a proposito della morte
dellamico Gibson concluse:  un assoluto mistero, incomprensibile. Non molto tempo dopo mi
recai a Great Bookham, un villaggio a una cinquantina di chilometri a sud di Londra, dove Gibson
viveva. Quando scesi dal treno era l ad aspettarmi. Era un uomo alto e magro come un chiodo, e tutta
la sua persona  spalle strette, viso allungato e capelli grigi e ribelli  sembrava pendere in avanti, come
se ci fosse una canna invisibile a sostenerlo. Ho un archivio per lei mi disse dopo essere saliti in
auto. Come potr vedere, ci sono un mucchio di indizi e poche risposte. Attravers la cittadina a tutta
velocit passando accanto a una chiesa in pietra del dodicesimo secolo e a una serie di cottage. Si
ferm davanti a una casa di mattoni rossi circondata da siepi. Non ha paura dei cani, spero. Ho due
cocker spaniel. Ne volevo solo uno, ma il tizio dal quale li ho comprati mi ha detto che erano
inseparabili. E allora li ho presi tutti e due e da quel momento non fanno altro che litigare tra loro.
Quando apr la porta dingresso, entrambi i cocker ci saltarono addosso, poi iniziarono ad azzuffarsi. Ci
seguirono nel salotto: era stracolmo di libri dantiquariato impilati sul pavimento e che arrivavano fino
al soffitto. In mezzo alle cataste cera una serie quasi completa di The Strand Magazine, la rivista dove
i racconti di Holmes erano usciti a puntate allinizio del Novecento; un solo numero, che allora si
vendeva a mezzo scellino, oggi pu valere anche cinquecento dollari. In tutto dovrebbero esserci
sessantamila volumi mi disse Gibson. Dopo esserci accomodati su un divano, Gibson apr il suo
schedario disseminando con cura le pagine intorno a s. Cani, fate i bravi. Non disturbateci. Poi alz
lo sguardo e aggiunse: Adesso le racconter tutta la storia. Gibson aveva seguito linchiesta del
coroner prendendo appunti precisi. Mentre parlava esaminava numerosi fogli sgualciti con una lente
dingrandimento che teneva accanto a s. Scrivo tutto su dei foglietti. La polizia, continu, aveva
trovato solo poche cose strane sulla scena del delitto. Cera la fune intorno al collo di Green: una
stringa da scarpa nera. Cera un cucchiaio di legno accanto alla mano di Green, e sul letto alcuni
animali di pezza. Cera anche una bottiglia di gin mezza vuota. Non avendo trovato nessun segno di
effrazione, la polizia avanzava lipotesi che Green si fosse suicidato. Tuttavia non cera nessuna lettera,
e Sir Colin Berry, presidente dellAccademia britannica di medicina legale, aveva dichiarato al coroner
che, in trentanni di carriera, aveva saputo di un unico caso di suicidio per strangolamento. Un unico
caso aveva ripetuto Gibson.  assai difficile strangolarsi da soli; quelli che ci provano in genere
perdono i sensi prima di giungere allasfissia. Inoltre, in questo caso, la fune non era una corda robusta,
ma un laccio da scarpa, il che rendeva limpresa ancora pi improbabile. Gibson guard nel suo
schedario e mi pass un foglio con dei numeri. Guardi. Le registrazioni delle mie telefonate. I
tabulati mostravano che nel corso della settimana prima della morte di Green la frequenza dei colloqui
telefonici fra loro era aumentata; se la polizia si fosse preoccupata di esaminare le registrazioni di
Green, continu Gibson, avrebbero mostrato senza alcun dubbio che Green laveva chiamato poche ore
prima della sua morte. Probabilmente sono stato lultimo a parlare con lui. Tuttavia la polizia non
laveva mai interrogato. Gibson ricord che in una delle loro ultime conversazioni sulla vendita allasta
Green gli aveva parlato di certi oscuri timori. Ma non hai nulla di cui preoccuparti laveva
rassicurato Gibson. Non  vero. Io sono preoccupato. Ma di cosa? Temi per la tua vita? S.
Gibson aggiunse che allora non aveva preso seriamente la cosa, ma aveva consigliato a Green di non
aprire a nessuno a meno che non fosse assolutamente certo di chi ci fosse alla porta. Gibson diede
unocchiata ai suoi appunti. Cera dellaltro, aggiunse, qualcosa che gli pareva decisivo. Alla vigilia
della sua morte Green aveva parlato al suo amico Keen di un americano che stava cercando di
rovinarlo. Il giorno dopo Gibson aveva chiamato a casa di Green e nella segreteria aveva udito uno
strano saluto: Invece di sentire la voce di Richard nel suo accento oxfordiano che aveva in segreteria
da almeno dieci anni, mi rispose una voce che diceva, con accento americano: Siamo spiacenti, il
numero non  raggiungibile. Che diavolo succede? mi venne da dire. Pensai di aver fatto il numero
sbagliato. Cos rifeci lentamente il numero. Di nuovo quella voce americana. Cristo onnipotente
esclamai. Gibson mi disse che la sorella di Green aveva sentito lo stesso messaggio registrato, il che
era stata una delle ragioni che lavevano spinta a correre a casa del fratello. Gibson mi porse altri
documenti che aveva preso dallo schedario. Cerchi di tenerli in ordine cronologico. Cera una copia
del testamento di Jean Conan Doyle, parecchi ritagli di giornale che parlavano dellasta, un necrologio
e un catalogo di Christies. Era praticamente tutto quello che aveva. La polizia non aveva svolto esami
di medicina legale o cercato impronte. E il coroner  che una volta era stato a una riunione della
Sherlock Holmes Society per condurre uninchiesta simulata tratta da un racconto di Conan Doyle, in
cui la vittima di un omicidio viene scoperta in una stanza chiusa  non aveva potuto proseguire le
indagini. Gibson mi disse che secondo il coroner non cerano prove a sufficienza per accertare quello
che era accaduto e che, di conseguenza, il verdetto ufficiale sul fatto che Green si fosse suicidato o
fosse stato assassinato rimaneva aperto. Poche ore dopo la morte di Green, i sherlockiani si erano
gettati sul mistero come se si trattasse di un altro caso del grande detective. In una chat room in rete, un
utente che si firmava lispettore scriveva: Quanto alla possibilit di strangolarsi con una fune, 
come cercare di soffocarsi con le proprie mani. Altri avevano invocato la maledizione come se solo
il soprannaturale potesse spiegare laccaduto. Gibson mi mostr larticolo di un quotidiano popolare
inglese dal titolo: La maledizione di Conan Doyle colpisce un esperto di Sherlock Holmes. E lei
che ne pensa? domand Gibson. Non lo so risposi. Poi passammo di nuovo in rassegna le prove.
Chiesi a Gibson se sapeva di chi fossero i numeri di telefono sul messaggio che Green aveva mandato
alla sorella. Non erano saltati fuori nellinchiesta giudiziaria mi rispose scuotendo la testa. E la voce
dellamericano sulla segreteria telefonica? Sappiamo di chi ? Sfortunatamente non c un solo
indizio. Per me  la prova pi strana e anche pi significativa.  stato Richard a metterla sulla
segreteria? Che cosa stava cercando di dirci? Ce lha messa lassassino? In questo caso, perch
lavrebbe fatto? Gli chiesi se Green avesse mai mostrato comportamenti strani. Mai mi rispose.
Era luomo pi equilibrato che mi sia mai capitato di incontrare. Ricord che nel corso dellindagine
Priscilla West aveva testimoniato che il fratello non aveva alle spalle storie di depressione. Anzi, il
medico di Green aveva scritto alla corte per dichiarare che da almeno dieci anni Green non aveva avuto
bisogno di nessuna cura. Unultima domanda. Hanno portato via qualcosa dallappartamento? Non
che io sappia. Richard possedeva una preziosa collezione di libri di Conan Doyle, ma a quanto pare non
manca nulla. Accompagnandomi alla stazione Gibson insistette: La prego di occuparsi del caso. A
quanto pare la polizia si  arresa sul povero Richard. Poi mi lasci con questo consiglio: Come dice
Sherlock Holmes: Quando avete eliminato limpossibile, tutto quello che rimane, per quanto
improbabile, deve essere la verit. Sulla vicenda di Richard Green, a ogni modo, si possono
considerare alcuni fatti che fanno luce sulle circostanze della sua vita, piuttosto che sulle circostanze
della sua morte. La sua data di nascita  il 10 luglio 1953; era il pi giovane di tre figli; suo padre,
Roger Lancelyn Green, era un autore di libri per bambini di grande successo che aveva reso popolari i
miti omerici e la leggenda di Re Art, intimo amico di C.S. Lewis e J.R.R. Tolkien; infine, Richard era
cresciuto nei pressi di Liverpool, in una tenuta che i suoi antenati possedevano dal 1093 e dove la sua
famiglia aveva sempre vissuto. Nathaniel Hawthorne, che a met Ottocento era console americano a
Liverpool, nel corso di unestate aveva avuto modo di visitare la dimora, che avrebbe poi descritto nei
suoi English Notebooks: Abbiamo percorso per un buon tratto una strada privata finch, dopo aver
attraversato un prato ombreggiato da alberi e accuratamente tosato, siamo giunti al portone di Poulton
Hall. Parte dellantica magione ha tre o quattro secoli [...] C un antico scalone, imponente e curioso,
con una balaustra a spirale, molto somigliante a quella della vecchia Province House a Boston. Il salone
ha un aspetto molto curato, moderno,  meravigliosamente dipinto, con decori doro, tappezzeria, un
caminetto di marmo bianco e mobili di pregio. Limpressione che se ne trae  di qualcosa di moderno,
non di antico. Allepoca della nascita di Richard, tuttavia, la famiglia Green era, come mi raccont un
parente, molto inglese: una grande casa e niente quattrini. Le tende erano trasparenti, i tappeti lisi, e
una corrente fredda soffiava mulinando per i corridoi. Green aveva un volto pallido, tondo, era cieco da
un occhio per un incidente subto da bambino e portava occhiali con lenti fum. (Un amico mi disse
che, anche da adulto, Green somigliava al dio Pan, con lineamenti da cherubino, una bocca piegata
in un sorriso aperto e ironico, e che pareva sempre suggerire che non ve la stava raccontando giusta.)
Timidissimo, dotato di una mente dalla logica ferrea e con una memoria meticolosa, passava ore intere
su e gi per la smisurata biblioteca del padre a leggere polverose prime edizioni di libri per bambini. E
allet di undici anni era gi caduto sotto lincantesimo di Sherlock Holmes. Holmes non  il primo
grande detective della letteratura  lonore spetta allispettore Auguste Dupin di Edgar Allan Poe  ma
leroe di Conan Doyle  stato lesemplare pi rappresentativo di quel nuovo genere che Poe battezz
racconti di raziocinio. Holmes  una macchina fredda e calcolatrice, come afferma un critico, un
cane da traccia e da cerca, una combinazione di segugio, pointer e bull-dog. Lallampanato Sherlock
Holmes non ha moglie n figli. Sono un cervello spiega a Watson. Il resto della mia persona  solo
unappendice. Tutto preso dal rigore della scienza, non offre alcuna consolazione ai suoi clienti
afflitti. Conan Doyle non rivela praticamente nulla della vita interiore del suo personaggio;  definito
solamente dal suo metodo. In breve,  il detective perfetto, il supereroe dellet vittoriana, sullo sfondo
della quale si staglia con il suo cappello da cacciatore e il cappotto con la mantellina. Richard lesse le
storie tutte dun fiato, poi le rilesse ancora. La sua mente rigorosa aveva trovato un degno compare in
Holmes e nella sua scienza della deduzione, in grado di strappare una soluzione sorprendente da un
singolo indizio apparentemente irrilevante. Tutta la vita  una grande catena, la cui natura si rivela a
chiunque ne osservi un solo anello spiega Holmes nella sua prima storia, Uno studio in rosso, che
stabilisce una volta per tutte la formula narrativa dei racconti successivi. Un nuovo cliente arriva nello
studio di Holmes, a Baker Street. Il detective sbalordisce il visitatore con la deduzione di alcuni
elementi della sua vita dalla semplice osservazione del suo comportamento o del suo abito. (In Un caso
di identit, Holmes indovina che la sua cliente  una dattilografa miope solo da due indizi: il velluto
logoro sulle maniche e il segno degli occhiali a tutti e due i lati del naso.) Dopo che il cliente gli ha
presentato i fatti inesplicabili del caso, il gioco  avviato, come ama dire Sherlock Holmes.
Ammassando indizi che invariabilmente impressionano Watson, il narratore pi terra terra che si possa
immaginare, Holmes arriva alla fine a una conclusione abbagliante  una conclusione che, a lui e solo a
lui, sembra elementare. In La lega dei capelli rossi, Holmes rivela a Watson come  riuscito a
congetturare che un commesso del banco dei pegni tentasse di rapinare una banca scavando un tunnel.
Ho pensato alla passione del commesso per la fotografia, e al suo trucco di scomparire in cantina
dice Holmes, spiegando come poi fosse andato a incontrare il commesso. Non lho nemmeno guardato
in viso. Tutto quello che volevo vedere erano le sue ginocchia. Avreste dovuto osservare come erano
logore, spiegazzate e macchiate. Parlavano di quelle ore a scavare il cunicolo. Rimaneva solo da capire
per quale motivo scavava. Ho girato langolo e ho visto la City and Suburban Bank che confinava con
lufficio del nostro amico, e cos ho capito di aver risolto il problema. Seguendo il consiglio che
Holmes dava spesso a Watson, Green si era esercitato a vedere quello che gli altri semplicemente
osservavano. Aveva imparato a memoria le regole di Holmes come se fossero il catechismo:  un
peccato mortale elaborare delle teorie prima di avere dei dati; non fidarti mai delle impressioni
generali, ragazzo mio, ma concentrati sui dettagli; non c niente di pi ingannevole di un fatto
ovvio. Allet di tredici anni o poco pi, Green trasport un assortimento di paccottiglia varia
acquistata da alcuni rigattieri nella soffitta malamente illuminata di Poulton Hall. Una parte della
soffitta era conosciuta come la Camera della Martire e si credeva fosse abitata dagli spiriti, perch
un tempo era stata di propriet di una signora che vi era stata imprigionata e giustiziata per la sua fede
religiosa, secondo quanto riferisce Hawthorne. Nonostante questo, in soffitta Green radun i suoi
oggetti per allestire una scena curiosa. Cerano una rastrelliera di pipe e una pantofola persiana riempita
di tabacco. Cerano un gran numero di fatture non pagate che aveva infilzato su una mensola con un
coltello perch non si sparpagliassero. Cerano una scatola di pillole con letichetta Veleno, cartucce
vuote e segni di proiettili dipinti a trompe-loeil sulle pareti (Non pensavo che la soffitta avrebbe retto
a dei proiettili veri aveva osservato in seguito), un serpente in formalina, un microscopio di ottone e
un invito al ballo della societ dei gasisti. Infine, allesterno della porta della stanza, Green appese
linsegna: Baker Street. Basandosi su certi particolari casuali disseminati nei racconti di Conan
Doyle, Green aveva dunque creato una copia dellappartamento di Holmes e Watson  una
ricostruzione cos precisa da attirare di tanto in tanto alcuni appassionati di Holmes da altre zone
dellInghilterra. Un giornalista locale descrisse la strana sensazione di salire i diciassette gradini  lo
stesso numero di gradini delle storie di Holmes  mentre un nastro registrato riproduceva i rumori della
Londra vittoriana: il fragore delle ruote delle vetture, il battere degli zoccoli dei cavalli sui ciottoli del
selciato. A quellepoca Green era gi diventato il membro pi giovane mai entrato a far parte della
Sherlock Holmes Society di Londra, dove capitava che i soci vestissero in abiti depoca, con i pantaloni
a vita alta e il cilindro. Per quanto fosse passato quasi un secolo dalla sua prima apparizione a stampa,
Holmes, a differenza di qualsiasi altro personaggio inventato, aveva generato un culto letterario. Come
ha osservato un biografo di Conan Doyle, fin quasi dal principio i lettori si erano affezionati a Holmes
con uno zelo che rasentava il misticismo. Al suo debutto sul Beetons Christmas Annual del 1887,
una rivista di narrativa che potremmo definire sensazionalistica, Holmes era stato infatti considerato
non solo un semplice personaggio, ma un esempio della fede vittoriana nel progresso scientifico. Il suo
ingresso nella coscienza del pubblico veniva infatti a coincidere con lepoca dello sviluppo delle
moderne forze di polizia, in un momento storico nel quale la medicina nutriva finalmente la speranza di
sradicare le malattie pi diffuse e lindustrializzazione aspirava a ridurre la povert di massa. Holmes
era davvero la prova che le forze della ragione potevano trionfare sulle forze della follia. Tuttavia
allepoca della nascita di Green la venerazione per il pensiero scientifico era stata distrutta da altre fedi
 il nazismo, il comunismo e il fascismo  che spesso avevano imbrigliato il potere della tecnica per
volgerlo a fini demoniaci. Eppure, paradossalmente, pi illogico sembrava il mondo, pi intensa
diventava la devozione per la figura di Sherlock Holmes. Questo simbolo di un nuovo credo era
diventato una figura nostalgica  un personaggio da favola, come ebbe a dire una volta Green. La
popolarit del personaggio super perfino la fama che aveva raggiunto ai tempi di Conan Doyle,
mentre le sue storie venivano di nuovo rappresentate in qualcosa come duecentosessanta film,
venticinque telefilm, un musical, un balletto, un variet burlesque e seicento episodi alla radio. Holmes
ispir perfino la creazione di riviste, negozi di cimeli, tour guidati, francobolli, alberghi, crociere
oceaniche a tema. Edgar W. Smith  stato vicepresidente della General Motors e primo direttore della
rivista Baker Street Journal, che pubblica studi sulle storie di Conan Doyle. In un saggio del 1946
intitolato Che cosa amiamo in Sherlock Holmes? cos scrive: Vediamo in lui la pura espressione del
nostro bisogno di calpestare il male e di raddrizzare le ingiustizie dalle quali il mondo  afflitto. 
Galahad e Socrate, e porta lo spirito di avventura nelle nostre esistenze noiose e una logica tranquilla e
imparziale nelle nostre menti distorte dal pregiudizio.  il successo di tutti i nostri fallimenti, laudace
via di fuga dalla nostra prigione. Tuttavia quello che ha reso questa evasione letteraria differente da
tutte le altre  che molta gente pensa a Holmes come a un individuo reale. Osservava T.S. Eliot: Forse
il pi grande dei misteri di Sherlock Holmes  questo: che quando parliamo di lui cadiamo
invariabilmente nellidea fantastica della sua esistenza. Anche lo stesso Green ha scritto: Sherlock
Holmes  un personaggio reale [...] che vive al di l dellarco di tempo della vita e non invecchia mai.
Presso la Sherlock Holmes Society di Londra Green fu introdotto nel grande gioco che gli
sherlockiani giocavano da decenni. Era costruito intorno allidea che il vero autore delle storie non
fosse Conan Doyle, bens Watson, che aveva raccontato fedelmente le imprese di Holmes. Una volta, a
un incontro delllite degli Irregolari di Baker Street (Green faceva parte anche di questa associazione),
un ospite si rifer a Conan Doyle come al creatore di Holmes, e subito un socio scatt stizzito: Holmes
 un uomo! Un grande uomo!. Cos a Green fu detto che, nel caso avesse evocato il nome di Conan
Doyle, si doveva riferire a lui semplicemente come lagente letterario di Watson. Ma cera un
problema: Conan Doyle aveva composto i quattro romanzi e i cinquantasei racconti di Holmes  il
Canone, come usavano esprimersi gli sherlockiani  scrivendo spesso di fretta, e nelle sue pagine si
trovavano contraddizioni che rendevano difficile spacciarli per opere non di fantasia. Com possibile,
ad esempio, che in un racconto si dica che Watson era stato ferito alla spalla in Afghanistan da un
proiettile di fucile Jezail, mentre in unaltra storia il medico si lamenta di essere stato colpito alla
gamba? Lo scopo del gioco era pertanto risolvere questi paradossi usando la stessa logica inattaccabile
di Holmes. Ricerche testuali del genere hanno gi dato luogo a un campo dindagine correlato, noto
come sherlockiana  unerudizione fittizia nellambito della quale molti appassionati cercavano di
operare qualsiasi deduzione, da quante mogli ha Watson (da una a cinque) a quale universit Holmes
ha frequentato (sicuramente Cambridge o Oxford). Come riconobbe una volta Green, citando il
fondatore degli Irregolari di Baker Street: Mai cos tanti hanno scritto cos tanto per cos pochi. Dopo
essersi laureato a Oxford nel 1975, Green rivolse la sua attenzione a ricerche pi serie. Si rendeva
conto che di tutti gli enigmi intorno al Canone, il pi grande riguardava proprio luomo che le storie
avevano gi da tempo eclissato  lo stesso Conan Doyle. Green si mise allopera per compilare la prima
bibliografia completa andando in cerca di ogni materiale che Conan Doyle potesse avere scritto:
pamphlet, commedie, poesie, necrologi, canzoni, manoscritti inediti, lettere al curatore delle sue opere.
Aggirandosi con una borsa di plastica invece di una cartella, Green riesumava documenti che si
trovavano da lungo tempo nascosti dietro il velo della storia. Nel bel mezzo della sua ricerca Green
scopr che John Gibson stava lavorando a un progetto simile, e cos i due decisero di collaborare. Il
risultato di questa collaborazione, uscito nel 1983 presso la Oxford University Press con
unintroduzione di Graham Greene,  un volume di settecentoventi pagine che contiene note su quasi
ogni scarabocchio prodotto dalla penna di Conan Doyle, fino al tipo di carta usato per rilegare un
manoscritto (tela granita azzurra a piccoli rombi). Terminata la bibliografia, Gibson continu il suo
lavoro come ispettore del catasto. Green dal canto suo aveva ereditato una considerevole somma di
denaro dalla famiglia, che aveva venduto parte della tenuta, e quindi sfrutt la bibliografia come rampa
di lancio per una biografia di Conan Doyle. Scrivere una biografia  qualcosa di simile allo
svolgimento di unindagine, e Green cominci a ricostruire ogni passo della vita di Conan Doyle come
se si trovasse sulla complicata scena di un crimine. Per tutti gli anni Ottanta Green segu i movimenti di
Conan Doyle a partire dal momento della sua nascita, il 22 maggio 1859 in uno squallido quartiere di
Edimburgo. Green visit la zona in cui Conan Doyle era stato allevato da una madre devota e da un
padre con la testa piena di sogni. (Qui egli aveva disegnato una delle prime illustrazioni di Sherlock
Holmes  uno schizzo del detective che scopre un cadavere, e che fu inserita nelledizione in brossura
di Uno studio in rosso.) Green inoltre mise insieme un intricato archivio di documenti che poteva
mostrare levoluzione intellettuale del suo soggetto. Scopr, ad esempio, che dopo aver studiato
medicina alla University of Edinburgh, e dopo essere caduto sotto linfluenza di pensatori razionalisti
come Oliver Wendell Holmes  che senza dubbio fu lispiratore del cognome del detective  Conan
Doyle aveva abbandonato il cattolicesimo promettendo solennemente: Non accetter mai nulla che
non mi possa essere dimostrato. Allinizio degli anni Ottanta Green pubblic la prima di una serie di
introduzioni alle edizioni nei classici Penguin delle opere miscellanee di Conan Doyle  molte delle
quali lui stesso aveva contribuito a scoprire. I saggi, scritti in uno stile scientifico, cominciarono a fargli
guadagnare una certa notoriet anche al di fuori della cerchia ristretta degli sherlockiani. Uno di questi
saggi, che superava le cento pagine, era di per s una piccola biografia di Conan Doyle; in un altro,
Green dava ulteriori chiarimenti sul racconto Il caso delluomo ricercato, che era stato rinvenuto in un
baule pi di dieci anni dopo la morte di Conan Doyle e che la vedova e i figli pretendevano fosse
lultima avventura inedita di Holmes. Alcuni esperti si erano chiesti se la storia non fosse per caso un
falso e perfino se i due figli maschi di Conan Doyle, sempre alla ricerca di denaro per sostenere il loro
dispendioso stile di vita, non ne fossero i responsabili. Nonostante questo Green riusc a dimostrare in
maniera definitiva che il racconto non era di Conan Doyle, ma non era nemmeno un falso; era stato
scritto da un architetto di nome Arthur Whitaker, il quale laveva inviato a Conan Doyle nella speranza
di collaborare con lui. Gli studiosi hanno variamente definito i saggi di Green con aggettivi come
abbaglianti, impareggiabili e  il massimo riconoscimento  holmesiani. In ogni modo Green
era deciso a scavare ancora pi a fondo per la sua ormai attesissima biografia. Come ha osservato lo
scrittore Iain Pears, leroe di Conan Doyle agisce pi o meno alla maniera di un analista freudiano,
mettendo insieme i racconti nascosti dei suoi clienti che solo lui sa cogliere. In una recensione del 1987
allautobiografia di Conan Doyle, Avventure e ricordi (1924),2 Green osservava:  come se Conan
Doyle  la cui personalit suggerisce gentilezza e fiducia  avesse paura dellintimit. Quando parla
della sua vita, egli tralascia il suo io interiore. Per svelare questo io interiore delluomo Conan
Doyle, Green esamin alcune vicende private cui lo scrittore aveva accennato raramente, se non mai: il
fatto pi importante, ad esempio, ovvero che il padre, epilettico e alcolista incorreggibile, fosse stato
rinchiuso in un manicomio. Eppure, pi Green cercava di scandagliare il suo soggetto, pi si rendeva
conto di quanto la sua conoscenza di Conan Doyle fosse lacunosa. Il suo scopo non era offrire una
rappresentazione sommaria della vicenda dello scrittore attraverso una serie di aneddoti; voleva
conoscere tutto di lui. Nella bozza di uno dei suoi primi racconti gialli, Il chirurgo di Gaster Fell,
Conan Doyle scrive di un figlio che ha rinchiuso il padre farneticante in una gabbia, ma questa parte fu
tagliata dalla versione andata in stampa. Era stato Conan Doyle a far ricoverare suo padre in
manicomio? E la mania di Holmes per la logica non era forse una reazione alla mania reale del padre
del suo creatore? E che cosa voleva dire Conan Doyle quando scriveva, in una poesia cos intima come
The Inner Room, di avere pensieri che non oso dire? Green voleva realizzare una biografia senza
pecche, una biografia nella quale ogni fatto portava inesorabilmente al successivo. Voleva essere per
Conan Doyle sia Watson sia Holmes, il suo narratore e il suo detective. Eppure non gli erano ignote le
parole di Holmes: Dati! Dati! Dati! Non posso fare dei mattoni senza largilla. E la sola maniera per
riuscire in questa impresa, si rendeva conto, era trovare larchivio perduto. Omicidio mi aveva detto
Owen Dudley Edwards, uno studioso di Conan Doyle dallottima reputazione: Temo che la maggior
parte delle prove porti a questo. Gli avevo telefonato in Scozia, dopo che Gibson mi aveva informato
che Edwards stava conducendo unindagine ufficiosa sulla morte di Green. Edwards si era dato da fare
insieme a Green per bloccare la vendita allasta, che aveva avuto luogo, malgrado tutto il chiasso che
laveva circondata, quasi due mesi dopo il ritrovamento del corpo. Edwards aveva poi aggiunto sul suo
amico: Penso che sapesse troppe cose di quellarchivio. Qualche giorno dopo volai a Edimburgo, con
la promessa da parte di Edwards di informarmi delle sue scoperte. Avevamo stabilito di incontrarci in
un hotel ai margini della citt vecchia. Si trovava su una collina punteggiata di castelli medievali e
coperta da una fitta foschia, non lontano da dove Conan Doyle aveva studiato medicina sotto la guida
di Joseph Bell, uno dei modelli scelti per Sherlock Holmes. (Una volta, durante una lezione, Bell aveva
detto alzando una provetta: Questo, signori, contiene un farmaco potentissimo.  sommamente amaro
al gusto. Davanti agli studenti stupefatti aveva toccato il liquido color ambra, si era portato il dito alla
bocca e laveva leccato. Poi aveva affermato: Nessuno di voi ha sviluppato le proprie capacit
percettive [...] mentre ho intinto il mio dito indice in questa terribile pozione,  stato il mio dito medio 
ebbene s  che in qualche modo ho introdotto in bocca.) Edwards mi accolse nellatrio dellhotel. Era
basso, a forma di pera, le basette grigie e incolte e una barba se possibile ancora pi incolta. Insegnava
storia alla University of Edinburgh. In quel momento indossava un cappotto di tweed sgualcito sopra
un maglione con scollo a V, e sulle spalle aveva uno zainetto. Ci sedemmo al ristorante dove, davanti a
me, si mise a rovistare nello zaino alla ricerca di alcuni libri. Edwards, che ha pubblicato parecchi
volumi, fra cui The Quest for Sherlock Holmes, un acclamato resoconto della prima parte della vita di
Conan Doyle, cominci a estrarre le copie delle raccolte pubblicate di Green. Green mi disse era il
pi grande esperto mondiale di Conan Doyle. Ho lautorit per affermarlo. Richard, alla fine, era
diventato il pi grande di tutti noi.  il giudizio fermo e sicuro di uno che sa come stanno le cose.
Mentre parlava, tendeva a portare il mento verso il petto, cosicch la barba si apriva a ventaglio. Mi
disse che aveva incontrato Green nel 1981, mentre conduceva le ricerche per il suo libro su Conan
Doyle. Allepoca Green stava ancora lavorando alla bibliografia con Gibson, ma aveva reso partecipe
Edwards di tutti i suoi dati. Green era questo tipo di studioso. Agli occhi di Edwards la morte di
Green era stata ancora pi sconcertante dei crimini nei racconti di Holmes. Ne prese uno dalle raccolte
di Conan Doyle e si mise a leggere ad alta voce da Un caso di identit, con lo stesso tono calmo e
ironico di Holmes: La vita  infinitamente pi strana di qualsiasi cosa la mente delluomo possa
inventare. Noi non oseremmo concepire le cose che sono meri luoghi comuni dellesistenza. Se
potessimo volare fuori da quella finestra prendendoci per mano, librarci su questa grande citt,
rimuovere i tetti senza far rumore e sbirciare dentro alle cose curiose che accadono, le strane
coincidenze, i progetti, i fraintendimenti, le meravigliose catene di avvenimenti che influenzano
generazioni e che conducono ai risultati pi impensati, questo renderebbe tutta la narrativa, con i suoi
aspetti convenzionali e le sue conclusioni prevedibili, altamente stantia e inutile. Chiuse il libro e
cominci a spiegarmi che con Green aveva parlato molto spesso dellasta da Christies. Le nostre vite
sono state segnate dal fatto che Conan Doyle ha avuto cinque figli, tre dei quali sono diventati i suoi
eredi letterari. I due maschi erano dei playboy. Mi pare di capire che uno di loro, Denis, fosse
profondamente egoista. Laltro, Adrian, era uno schifoso imbroglione. E poi cera una figlia
assolutamente meravigliosa. Green, continu, era diventato cos intimo della figlia, Jean, che si
pensava quasi che fosse per lei il figlio che non aveva mai avuto, anche se in passato i figli di Conan
Doyle, tipicamente, avevano avuto rapporti tempestosi con i biografi del padre. Agli inizi degli anni
Quaranta, ad esempio, Adrian e Denis avevano collaborato con Hesketh Pearson a Conan Doyle: His
Life and Art, ma quando il libro era uscito dipingendo Conan Doyle come luomo della strada,
unespressione che lo scrittore stesso aveva impiegato, Adrian si era precipitato a pubblicare la propria
biografia del padre: The True Conan Doyle, e si diceva che Denis avesse sfidato Pearson a duello. Jean
di conseguenza si era accollata il compito di salvaguardare leredit del padre contro i critici che
potevano presentarlo in una luce troppo cruda. E tuttavia Jean aveva fiducia in Green, che aveva
cercato di equilibrare la venerazione per il suo soggetto con un impegno verso la verit. Edwards mi
disse che Jean non solo aveva concesso a Green di dare unocchiata al suo prezioso archivio, ma gli
aveva chiesto anche il suo aiuto per trasferire vari documenti nellufficio del suo avvocato. Richard mi
disse di averli fisicamente spostati. La sua conoscenza dellarchivio poteva risultare cos realmente
pericolosa. Continu asserendo che Green era il personaggio pi importante a intralciare lasta di
Christies, dal momento che aveva visto alcune di quelle carte e poteva testimoniare che Jean si era
prefissa di donarle alla British Library. Appena dopo lannuncio della vendita, mi rivel Edwards, lui e
Green avevano appreso che dietro loperazione cerano Charles Foley, pronipote di Sir Arthur, e due
cugini di Foley. Tuttavia n lui n Green erano in grado di capire come avessero fatto questi eredi cos
lontani a ottenere legalmente la disponibilit dellarchivio. Tutto quello che avevamo capito  che
cera stata una truffa e che, chiaramente, qualcuno stava rubando della roba che doveva finire alla
British Library. Poi aggiunse: Questa non era unipotesi: per noi era una certezza. Edwards nutriva
pochi dubbi che qualcuno avesse assassinato il suo amico, almeno stando agli indizi di cui disponeva: il
fatto che Green avesse riferito di aver ricevuto delle minacce di morte e la questione dellamericano
che stava cercando di farlo cadere in disgrazia. Alcuni, disse, avevano congetturato che la morte di
Green potesse essere il risultato di unasfissia durante un gioco autoerotico, ma non cerano segni che
in quel momento Green fosse impegnato in attivit sessuali. Aggiunse che lo strangolamento 
tipicamente un metodo di esecuzione assai brutale, un metodo che userebbe un professionista
esperto. Ancora pi significativo era il fatto che Green, a quanto era dato sapere, non aveva alle spalle
alcuna storia di depressione. Edwards sottoline che Green, un giorno prima della sua morte, stava
progettando con un amico una vacanza in Italia per la settimana successiva. Inoltre, se Green si fosse
ucciso, di sicuro ci sarebbe stato almeno un biglietto: era inconcepibile che un uomo che teneva appunti
su tutto non avesse lasciato traccia scritta del suo proposito. Ma c dellaltro.  stato strangolato con
un laccio di scarpa. Ma lui ha sempre portato i mocassini. E cos Edwards trovava un significato in
particolari apparentemente insignificanti, del genere che avrebbe notato Holmes, ad esempio la
bottiglia di gin mezza vuota accanto al letto. Agli occhi di Edwards questo era un chiaro segno della
presenza di uno straniero, dal momento che Green, amante del vino, quella sera aveva bevuto vino a
cena, e non avrebbe mai fatto seguire del gin al vino. Chiunque abbia fatto questo  ancora in libert
concluse Edwards. Mi pos una mano sulla spalla. La prego di stare attento. Non voglio vederla
strangolata come il povero Richard. Prima che ci separassimo mi disse unaltra cosa: sapeva chi era
lamericano. Lamericano, che mi ha pregato di non fare il suo nome, vive a Washington. Dopo essere
riuscito a trovarlo, acconsent a incontrarmi al Timberlake Pub, dalle parti di Dupont Circle. Lo trovai
seduto al bar che sorseggiava del vino rosso. Per quanto fosse praticamente accasciato sulla sedia, la
sua altezza era impressionante. Aveva un naso aquilino e una corona di capelli grigi che si andavano
diradando. Era intorno alla cinquantina, indossava blue jeans e una camicia bianca, mentre la
stilografica che gli usciva dal taschino gli conferiva unaria da professore. Dopo essersi interrotto per
capire chi fossi, si alz e mi fece strada a un tavolo in fondo alla sala, piena di fumo e dei suoni
provenienti da un juke-box. Ordinammo il pranzo e lui si mise a raccontarmi quello che Edwards mi
aveva rivelato per sommi capi: che lui era da molto tempo membro degli Irregolari di Baker Street e
che da molti anni contribuiva a rappresentare la propriet letteraria di Conan Doyle negli Stati Uniti.
Era il suo lavoro principale, tuttavia, che lo faceva sembrare vagamente minaccioso  almeno agli
occhi degli amici di Green. Lavorava infatti per il Pentagono con un incarico delicato nelle operazioni
militari clandestine (Uno dei ragazzi di Donald Rumsfeld, lo aveva definito Edwards). Lamericano
mi disse che dopo aver ottenuto un PhD in Relazioni internazionali nel 1970 ed essere diventato un
esperto di guerra fredda e dottrina nucleare, era stato attirato dai giochi degli sherlockiani e dalla loro
ricerca di una logica immacolata. Ho sempre tenuto separati questi due mondi mi disse a un certo
punto. Non credo ci sia tanta gente al Pentagono che possa capire come mai un personaggio della
letteratura mi abbia cos affascinato. Raccont di aver incontrato Green tramite gli sherlockiani e, in
quanto membri degli Irregolari di Baker Steet, a entrambi erano stati conferiti titoli ufficiali tratti dalle
storie di Holmes. Lamericano era Rodger Prescott of evil memory, dal nome del falsario americano
nellAvventura dei tre Garrideb, mentre Green era conosciuto come i tre frontoni, dalla villa
nellAvventura dei tre frontoni saccheggiata dagli scassinatori in cerca di uno scandaloso manoscritto
di carattere biografico. A met degli anni Ottanta, continu lamericano, lui e Green avevano
collaborato in diversi progetti. Come curatore di una raccolta di saggi su Conan Doyle, aveva chiesto a
Green, che considerava il massimo esperto al mondo di Conan Doyle, di scrivere il capitolo relativo
alle memorie del 1924. Il mio rapporto con Richard fu sempre produttivo ricord. Ma poi, allinizio
degli anni Novanta, cera stato un litigio: il risultato, aggiunse, di una sorprendente frattura nel rapporto
di Green con Jean Conan Doyle. Richard era diventato molto intimo di Jean, e riusciva a ottenere tutte
le fotografie di famiglia poich si era presentato come un grande ammiratore di Conan Doyle. Ma in
seguito lei lesse qualcosa che Green aveva pubblicato e allimprovviso si rese conto che Green
esponeva le proprie idee in maniera molto diversa, e questo segn la fine del loro rapporto.
Lamericano sostenne di non ricordare quello che Green aveva scritto e che aveva turbato la figlia dello
scrittore. Ma Edwards, e altri nei circoli holmesiani, dicevano che la ragione per cui nessuno era in
grado di ricordare unoffesa specifica era che i saggi di Green non contenevano niente di scandaloso.
Secondo R. Dixon Smith, uno degli amici di Green e libraio specializzato su Conan Doyle, lamericano
aveva fatto leva sulla permalosit di Jean in merito alla reputazione del padre e si era appigliato ad
alcune espressioni innocenti di Green che in precedenza non lavevano mai contrariata. Le aveva
rigirate come una vite. Edwards mi aveva anche detto dellamericano: Penso che abbia fatto tutto
quanto in suo potere per danneggiare Richard. Era riuscito a infiltrarsi fra Richard e Jean Conan
Doyle. Dopo che Jean ebbe allontanato Green, lamericano si avvicin sempre di pi a lei. Edwards
aggiunse che Green non riusc pi a ricomporre il dissidio con Jean. Mi guardava come se avesse il
cuore spezzato. Quando tentai di incalzare lamericano sullepisodio incriminato, lui si limit a dire:
Ci sono finito in mezzo perch ero il rappresentante di Jean. E poco dopo lo spirito collaborativo di
cui aveva fatto mostra Green svan. Continuarono a vedersi agli eventi sherlockiani, ma Green,
sempre riservato, cominci a evitarlo. Smith mi aveva detto che nei suoi ultimi mesi Green gli
sembrava spesso preoccupato per lamericano. Continuava a chiedere: E adesso che cosa far?.
Pochi giorni prima di morire, Green aveva detto a parecchi amici che lamericano stava cercando in
ogni modo di boicottare la sua crociata contro lasta, e aveva manifestato il timore che il rivale potesse
tentare di danneggiare la sua reputazione di studioso. Il 24 marzo, due giorni prima della sua morte,
Green era venuto a sapere che lamericano era a Londra e che aveva in mente di presenziare a una
riunione della Sherlock Holmes Society prevista per quella sera. Green, secondo quanto mi confid un
amico, era sbottato con Smith: Non voglio vederlo! Non voglio andare. E difatti, allultimo aveva
deciso di non partecipare. A proposito dellamericano lo stesso amico mi disse: Credo spaventasse
Richard. Quando accennai alle accuse mossegli dagli amici di Green, lamericano dispieg il
tovagliolo e si pul gli angoli della bocca. Mi spieg che durante la sua visita a Londra aveva offerto la
sua consulenza a Charles Foley  del quale adesso curava gli interessi come agente letterario,
esattamente come aveva fatto per Jean  e discusso della vendita dellarchivio da Christies. Tuttavia
lamericano sottoline che non aveva visto Green n gli aveva parlato da pi di un anno. La notte della
morte di Green  mi rivel con un certo imbarazzo  lui era a passeggio per Londra con sua moglie in
un tour guidato ai luoghi dei delitti di Jack lo Squartatore. Aveva appreso solo di recente che Green
prima della morte aveva sviluppato delle fissazioni nei suoi confronti, e non manc di notare che alcuni
sherlockiani perdevano di vista il confine tra passione e fanatismo.  per il modo in cui ci si relaziona
al personaggio. Holmes era una specie di creatura vampiresca e alcuni ne venivano consumati. Il
cameriere ci aveva servito i nostri piatti, e lamericano si era interrotto per un boccone di bistecca con
la cipolla. Poi continu spiegandomi che Conan Doyle si era sentito oppresso dalla sua creazione.
Sebbene i suoi scritti lavessero reso lautore pi pagato della sua epoca, Conan Doyle non ne poteva
pi di inventare sempre problemi e di costruire catene da sottoporre alla ragione induttiva, come una
volta aveva confessato amaramente. Nelle sue storie Holmes stesso sembrava oppresso dal proprio
compito: passava giornate intere senza dormire e, dopo aver risolto un caso, molte volte si iniettava
della cocaina (una soluzione al sette per cento) allo scopo di esorcizzare la successiva sensazione di
esaurimento e di noia. Ma a Conan Doyle questo tipo di sollievo era precluso, ed egli aveva confidato a
un amico: Holmes sta diventando un tale peso da rendermi la vita insopportabile. Proprio le qualit
che avevano reso Holmes invincibile  la sua natura non ammette chiaroscuro aveva detto Conan
Doyle  lavevano reso alla fine intollerabile. Inoltre Conan Doyle temeva che i polizieschi che
scriveva eclissassero quello che chiamava il suo lavoro letterario pi serio. Aveva passato anni a fare
ricerche per diversi romanzi storici i quali, ne era convinto, gli avrebbero fatto guadagnare un posto nel
pantheon degli scrittori. Nel 1891, alla conclusione di La compagnia bianca, un romanzo ambientato
nel Medioevo e basato su racconti di valorosi e pii cavalieri, dichiar: S, non riuscir mai a fare
qualcosa di meglio. Il libro si guadagn una certa popolarit alla sua uscita, ma fu ben presto oscurato
da Holmes, come pure i suoi altri romanzi, con la loro prosa certo pi ampollosa e arida. Dopo che
Conan Doyle ebbe concluso il romanzo sentimentale Un duetto, nel 1899, un noto critico che aveva
contribuito alla pubblicazione di uno dei libri precedenti di Conan Doyle, Andrew Lang, riassunse cos
il sentimento della massa dei lettori: Sar espressione di un gusto popolare, ma noi preferiamo
nettamente le avventure del dottor Watson con Sherlock Holmes. Conan Doyle era sempre pi
sgomento di fronte al paradosso del suo successo: pi Holmes diventava una persona reale agli occhi
dei suoi lettori, pi sembrava eclissare lesistenza stessa dellautore. Infine, Conan Doyle cap di non
avere scelta. Per usare le parole dellamericano: Doveva uccidere Sherlock Holmes. Conan Doyle
sapeva che la morte del suo eroe doveva essere spettacolare. Un uomo come questo non deve morire
per un incidente banale o per uninfluenza confid una volta a un amico intimo. La sua fine deve
essere violenta e di grande intensit drammatica. Per mesi cerc di immaginare il delitto perfetto. Poi,
nel dicembre del 1893, sei anni dopo aver creato Holmes, Conan Doyle pubblic Il problema finale. La
trama si allontana dalla formula stabilita: non c nessun enigma da risolvere, nessuna spettacolare
esibizione di ingegno deduttivo. E questa volta la preda  Holmes. Gli d la caccia il professor
Moriarty, il Napoleone del crimine, colui che organizza la met del male e quasi tutto il male che
non  ancora stato scoperto in questa grande citt di Londra. Moriarty  la prima grande controparte di
Holmes, un matematico che, come Holmes rivela a Watson,  un genio, un filosofo, un pensatore
astratto. Alto e dallaspetto ascetico, anche fisicamente somiglia al suo avversario. La cosa che
sorprende di pi nella storia  che i due grandi logici si riducono a comportamenti illogici  sono
paranoici, e rosi solo dallinvidia reciproca. A un certo punto Moriarty dice a Holmes: Questo non 
un pericolo qualsiasi [...]  linevitabile distruzione. Infine i due si ritrovano su unaltura che si
affaccia sulle cascate di Reichenbach, in Svizzera. Come in seguito dedurr Watson dalle prove sul
luogo, Holmes e Moriarty lottano sullorlo del precipizio prima del tuffo mortale. Dopo aver concluso
questo racconto, Conan Doyle scrisse sul suo diario, con evidente compiacimento: Ucciso Holmes.
Mentre parlava di questi particolari, lamericano sembrava sbalordito che Conan Doyle avesse potuto
compiere unazione cos straordinaria. Eppure Conan Doyle non pot liberarsi della propria creazione.
In Inghilterra gli uomini cominciarono a portare una fascia nera al braccio in segno di lutto. In America
nacquero dei club con una missione precisa: Tenere in vita Holmes. E sebbene Conan Doyle
continuasse a ripetere che la morte di Holmes fosse un omicidio giustificabile, i lettori lo accusarono
di essere un mostro e chiesero di resuscitare il loro eroe; dopotutto nessuno lo aveva visto davvero
mentre saltava dal precipizio. Come ebbe modo di scrivere Green in un saggio del 1983: Se mai un
assassino dovette essere perseguitato dalla sua vittima e costretto a espiare il suo gesto, costui fu il
creatore, poi distruttore, di Sherlock Holmes. Nel 1901, dietro pressioni sempre pi pesanti, Conan
Doyle diede alle stampe Il mastino dei Baskerville, che parlava della maledizione che gravava su
unantica famiglia, ambientato in un periodo antecedente alla morte di Holmes. Poi, due anni dopo,
Conan Doyle capitol del tutto, e cominci a scrivere nuove storie su Holmes spiegando, in modo
peraltro poco convincente, nellAvventura della casa vuota, che Holmes non era mai caduto nella
cascata, bens aveva fatto credere di essere morto per sfuggire alla banda di Moriarty. Lamericano mi
disse che Holmes continu a incombere minacciosamente perfino dopo la morte di Conan Doyle. Jean
pensava che Sherlock Holmes fosse la maledizione della sua famiglia. Come gi aveva fatto suo
padre, anche lei aveva cercato di attirare lattenzione sulle sue altre opere, ma era stata sempre costretta
a tenere conto delle migliaia di ammiratori del detective, molti dei quali scrivevano lettere indirizzate a
Holmes, chiedendo il suo aiuto per risolvere crimini reali. In un saggio del 1935 intitolato Sherlock
Holmes the God, G.K. Chesterton notava a proposito della comunit degli sherlockiani: Stiamo
andando oltre lo scherzo. Lhobby si consolida e diventa una mania. Anche parecchi attori che hanno
interpretato la parte di Holmes sono rimasti ossessionati dal loro personaggio. Nellautobiografia del
1956, In and Out of Character, Basil Rathbone, che aveva interpretato il detective in parecchi film, si
lament che a causa della sua caratterizzazione di Holmes, la sua fama per altre interpretazioni, fra cui
quelle che gli valsero la nomination allOscar, sprofondava nelloblio. Il pubblico lo identificava con
il suo personaggio pi famoso, e i produttori e gli spettatori gli domandavano sempre nuove
interpretazioni del detective finch, alla fine, anchegli cominci a lamentarsi che non poteva uccidere
Mr Holmes. Un altro attore, Jeremy Brett, ebbe un collasso nervoso mentre interpretava il detective e
fu infine ricoverato in un reparto psichiatrico, dove lo sentirono gridare Maledetto Holmes!. A un
certo punto lamericano mi mostr un grosso libro che aveva portato con s al pub. Faceva parte di una
storia in pi volumi che stava scrivendo sugli Irregolari di Baker Street e sugli studi sherlockiani. Il
progetto era iniziato nel 1988. Pensavo che compiendo ricerche diligenti e complete avrei trovato
abbastanza materiale per scrivere un volume di centocinquanta pagine. Invece oggi mi trovo gi ad aver
scritto cinque volumi di oltre cinquecento pagine, e sono solo arrivato al 1950. Poi aggiunse: Sto
scivolando sulla china della pazzia e dellossessione. E mentre mi raccontava di come fosse divenuto
preda del fascino di Holmes, ricord una delle ultime occasioni in cui aveva incontrato Green, tre anni
prima a un convegno presso la University of Minnesota. Green aveva tenuto una conferenza sul
Mastino dei Baskerville.  stata una presentazione multimediale sulle origini del romanzo, una cosa
davvero splendida. Lamericano ripet la parola splendida parecchie volte ( la sola parola che si
possa usare per descriverla), e quando si raddrizz sulla sedia con gli occhi accesi mi resi conto che
non stavo parlavo al Moriarty di Green, bens alla sua anima gemella. Poi, cercando di ricomporsi,
mi ricord che per fortuna lui aveva anche un lavoro a tempo pieno e una famiglia: Il pericolo 
quando nella vita non si ha altro che Sherlock Holmes concluse. Nel 1988 Richard Green comp un
pellegrinaggio alle cascate di Reichenbach per vedere dove leroe della sua giovinezza aveva (quasi)
incontrato il suo destino. Anche Conan Doyle aveva visitato la localit nel 1893, e Green voleva
ripercorrere le orme dello scrittore. In piedi sullorlo della cascata, Green scrut nellabisso sottostante.
Qui Watson notava che, dopo aver chiamato, la mia sola risposta fu la mia stessa voce che si
riverberava nel rimbalzo di uneco dalle rupi intorno a me. A met degli anni Novanta Green si rese
conto che non avrebbe avuto accesso allarchivio di Conan Doyle finch Jean non fosse morta,
ipotizzando comunque che avrebbe lasciato in eredit le carte alla British Library. Nel frattempo,
continuava a fare ricerche per la sua biografia che, aveva stabilito, non avrebbe richiesto meno di tre
volumi: il primo avrebbe coperto la fanciullezza di Conan Doyle, il secondo larco della sua carriera
letteraria, il terzo la sua discesa in una sorta di pazzia. Green si bas sui documenti accessibili al
pubblico per delineare questultimo stadio, iniziato dopo che Conan Doyle aveva cominciato a usare la
sua capacit di osservazione per risolvere misteri del mondo reale. Nel 1906 Conan Doyle tent di
risolvere il caso di George Edalji, un indiano di origini parsi che viveva nei pressi di Birmingham.
Edalji rischiava una condanna a sette anni di lavori forzati con laccusa di aver mutilato il bestiame dei
vicini durante la notte. Conan Doyle sospett subito che Edalji fosse stato incriminato solo per ragioni
razziali, e assunse il ruolo di detective. Incontrando il suo cliente, osserv che il giovane uomo teneva
un giornale a pochi centimetri dalla faccia. Siete astigmatico? gli chiese Conan Doyle. S gli
confess Edalji. Conan Doyle allora convoc un oculista il quale conferm che la malattia di Edalji era
cos grave da renderlo incapace di vedere correttamente anche con gli occhiali. Conan Doyle visit la
scena del reato attraversando un labirinto di binari ferroviari e siepi. Io stesso avrebbe scritto in
seguito, un uomo forte e attivo, alla piena luce del giorno, sono riuscito a passare solo con grande
difficolt. Giunse a sostenere che sarebbe stato impossibile per una persona quasi cieca fare quel
tragitto e poi massacrare un animale in piena notte e al buio. Quando il tribunale arriv alle stesse
conclusioni, il New York Times proclam: Conan Doyle risolve un nuovo caso Dreyfus. Lo scrittore
contribu anche a risolvere il caso di un serial killer dopo aver scoperto su alcuni articoli di giornale che
due donne erano morte nella stessa bizzarra maniera: le vittime si erano appena sposate, ed erano
affogate accidentalmente nella vasca da bagno. Conan Doyle inform Scotland Yard della sua teoria
dichiarando allispettore di polizia, riecheggiando le parole di Holmes: Non dobbiamo perdere
neppure un istante; il killer, battezzato il Barbabl del bagno, fu di conseguenza catturato e
riconosciuto colpevole in un processo che dest scalpore. Nel 1914 Conan Doyle cerc di applicare le
sue notevoli facolt deduttive intorno alla questione dattualit pi importante  lincombere della
guerra. Era convinto che il conflitto non riguardasse solo alleanze troppo rigide e lassassinio di un
arciduca; il conflitto era un mezzo consapevole per restaurare i codici di onore e di fermezza morale
che lui stesso aveva celebrato nei suoi romanzi storici. Quellanno Conan Doyle si era prodotto in un
flusso continuo di dichiarazioni propagandistiche, proclamando tra laltro: Non temete, perch la
nostra spada non sar spezzata, n cadr dalle nostre mani. Nel racconto di Holmes Il suo ultimo arco,
ambientato nel 1914, il detective dice a Watson che dopo che la tempesta sar passata [...] sotto il sole
ci sar una terra pi pura, migliore e pi forte. Sebbene Conan Doyle fosse troppo anziano per
combattere, molti dei suoi congiunti seguirono il suo appello alle armi, compreso il figlio Kingsley.
Ma la gloriosa battaglia che Conan Doyle aveva immaginato si trasform in una tragedia. I prodotti
della ragione scientifica  le macchine, lingegneria, lelettronica  si trasformarono in agenti di
distruzione. Conan Doyle visit il campo di battaglia della Somme, dove morirono decine di migliaia di
soldati britannici, e dove, come in seguito avrebbe riferito, vide un soldato inzuppato di rosso dalla
testa ai piedi, con due grandi occhi vitrei che guardavano al cielo attraverso una maschera di sangue.
Nel 1918 Conan Doyle ormai pentito si rese conto che il conflitto era chiaramente evitabile. A quella
data le perdite ammontavano a dieci milioni di persone, fra cui Kingsley, deceduto per le ferite riportate
in combattimento e per linfluenza. Dopo la guerra, Conan Doyle scrisse ancora qualche racconto di
Holmes, anche se il genere del romanzo poliziesco stava cambiando. Il detective onnisciente cedeva
gradualmente il passo allinvestigatore duro e violento, che agiva pi sulla base dellistinto e del gin
che della ragione. In La semplice arte del delitto, Raymond Chandler, pur ammirando Conan Doyle,
dava un taglio con la tradizione del logico severo e della sua concatenazione estenuante di
particolari insignificanti, che ormai pareva unassurdit. Intanto, sul versante privato, Conan Doyle
sembrava aver perso completamente la ragione. Il creatore di Holmes cominci a credere negli spiriti:
lo riferisce in un libro del 1999  Teller of Tales: the Life of Arthur Conan Doyle  Daniel Stashower,
uno dei colleghi di Green tra gli Irregolari di Baker Street. Si mise a frequentare le sedute spiritiche e a
ricevere messaggi dai defunti attraverso lo strumento della scrittura automatica, un metodo simile a
quello della tavola Ouija. Proprio lui, che una volta aveva bollato come illusione lidea di una vita
dopo la morte, giunse ad affermare che il suo defunto fratello minore gli aveva detto nel corso di una
seduta:  meraviglioso essere in contatto in questo modo. Un giorno Conan Doyle ud una voce nella
stanza dove si tenevano le sedute. Descriver cos la scena in una lettera a un amico: Dissi: Sei tu,
ragazzo mio?. Egli rispose con un sussurro intenso e in quel tono tutto suo: Padre! e poi, dopo una
pausa: Perdonami!. Non c mai stato niente da perdonare. Sei stato il figlio migliore che un uomo
abbia mai avuto. Una mano forte mi scese sul capo che fu lentamente premuto in avanti, e io ebbi la
sensazione di un bacio appena sopra le ciglia. Sei felice? gridai. Ci fu una pausa, e poi, molto piano:
Sono tanto felice. Il creatore di Sherlock Holmes era diventato il san Paolo della parapsicologia.
Conan Doyle pretendeva di vedere non solo i membri defunti della sua famiglia, ma anche degli esseri
fatati. Giunse a sostenere lautenticit di alcune fotografie che due ragazze gli avevano portato nel 1917
pretendendo di aver immortalato tali spettrali creature, anche se, come in seguito avrebbe ammesso una
di loro: Vedevo le spille da cappelli che sostenevano le figure. Mi sono sempre stupita che qualcuno le
prendesse sul serio. Conan Doyle, tuttavia, ne era convinto, e pubblic perfino un libro dal titolo La
venuta delle fate. Apr a Londra lo Psychic Bookshop, e rivel agli amici di aver ricevuto dei messaggi
sullimminente fine del mondo. Suppongo a buon diritto di poter essere Sherlock Holmes, e dico che
gli argomenti a favore dello spiritismo sono ampiamente provati. Nel 1918 il Sunday Times titolava:
Conan Doyle  ammattito?. Per la prima volta Green fece fatica a inquadrare razionalmente il
soggetto delle sue ricerche. Scrisse infatti in un saggio:  difficile capire come un uomo che
rappresentava il buonsenso e sani atteggiamenti di vita potesse sedere in una stanza buia alla ricerca
degli ectoplasmi. Qualche volta reag perfino come se il suo eroe lo avesse tradito. In un passo scrisse,
pieno di collera: Conan Doyle stava ingannando se stesso. Una cosa che Richard non riusciva a
sopportare era il coinvolgimento di Conan Doyle con lo spiritismo mi aveva detto Edwards. Pensava
che fosse una pazzia. Lo stesso afferm un altro amico, Dixon Smith: Non pensava che a Conan
Doyle. Gli stava dietro corpo e mente. La casa di Green si riemp sempre pi di oggetti che
appartenevano alla vita di Conan Doyle: volantini di propaganda da lungo tempo dimenticati e discorsi
sullo spiritismo; uno studio esoterico sulla guerra anglo-boera, saggi inediti sulla fotografia. Una volta
trovai una copia di Un duetto mi disse Gibson. Aveva una magnifica copertina rossa. La mostrai a
Richard, che ne fu davvero elettrizzato. Mi fece: Buon Dio. Devessere una maquette. Quando Green
scopr una delle poche copie sopravvissute del Beetons Christmas Annual del 1887, con Uno studio in
rosso, che poteva valere centotrentamila dollari, mand una cartolina a un amico con una parola sola:
Finalmente!. Ma Green desiderava possedere anche oggetti che erano appartenuti a Conan Doyle in
persona: Tagliacarte, penne, occhiali. Andava in giro a cercare questi memorabilia giorno e notte, e
per notte dico sul serio mi rivel suo fratello Scirard. Aveva anche coperto intere pareti di casa con
foto di famiglia di Conan Doyle. Era in possesso perfino di un frammento di carta da parati che
proveniva da una delle case di Conan Doyle. Ossessione non  una parola troppo forte per descrivere
latteggiamento di Richard disse un suo amico, Nicholas Utechin, direttore del Sherlock Holmes
Journal.  una cosa che si alimenta da sola e non so come smettere confess Green a una rivista di
antiquariato nel 1999. Gi nel 2000 la sua casa assomigliava alla soffitta di Poulton Hall, con la sola
differenza che ora sembrava vivere in un museo dedicato a Conan Doyle piuttosto che a Sherlock
Holmes. Ho circa quarantamila volumi continuava lintervista di Green. Poi, naturalmente, ci sono
le fotografie, i quadri, i documenti e tutti gli altri cimeli. So che  pazzesco, ma, credetemi, pi uno ne
ha pi sente di averne bisogno. Tuttavia loggetto principale del suo desiderio restava fuori portata:
larchivio. Dopo la morte di Jean, nel 1997, visto che nessun documento era giunto alla British Library,
la sua frustrazione divenne sempre pi acuta. Se un tempo le sue congetture sulla vita di Conan Doyle
sembravano costruite in maniera assennata, ora Green si era fatto sempre pi imprudente. Nel 2002,
con grande turbamento tra i doyleani di tutto il mondo, lo studioso scrisse un saggio nel quale asseriva
di avere le prove che Conan Doyle aveva avuto una relazione con la sua futura seconda moglie, Jean
Leckie, prima che morisse la prima moglie, Louise, uccisa dalla tubercolosi nel 1906. E che, malgrado
fosse risaputo che il legame con Jean Leckie si era stabilito durante la lunga malattia della moglie,
Conan Doyle avesse sempre insistito: Combatto il diavolo e vinco. Secondo Green, Doyle, durante i
suoi rendez-vouz con Jean, si faceva accompagnare da uno chaperon per mantenere una parvenza di
vittoriana rettitudine. Lo studioso basava la sua teoria sulle registrazioni del censimento del 1901: il
giorno della rilevazione Conan Doyle si trovava presso lAshdown Forest Hotel, nellEast Sussex. E
cera anche Jean Leckie. Conan Doyle non avrebbe potuto scegliere un weekend peggiore per il suo
convegno segreto scrisse Green, che tuttavia omise di notare che quello stesso weekend Conan Doyle
era accompagnato dalla propria madre. Cos, in seguito, Green fu costretto a ritrattare e in una lettera
allo Sherlock Holmes Journal scrisse: Mi sono reso colpevole dellerrore capitale di aver formulato
una teoria senza i dati. Nonostante ci, continu a scagliarsi contro Conan Doyle, esattamente come
Doyle aveva fatto con Holmes. In una conversazione con Edwards, Green aveva addirittura definito lo
scrittore non originale e plagiario. E avrebbe confessato a un altro amico: Ho consumato tutta la
mia vita su uno scrittore di secondordine. Penso che la sua frustrazione fosse dovuta al fatto che la
famiglia non intendeva giungere ad alcun accordo mi disse Smith. Non avevano reso pubblico
larchivio, e la sua collera si era concentrata non sugli eredi, ma su Conan Doyle. Nel marzo del 2004,
correndo da Christies dopo lannuncio della vendita allasta delle carte, Green scopr che larchivio era
fornito e ricco come si era immaginato. Tra le migliaia di documenti si trovavano frammenti del primo
racconto scritto da Conan Doyle allet di sei anni, diari di bordo illustrati degli anni Ottanta
dellOttocento, quando Conan Doyle lavorava come chirurgo su una baleniera scozzese, lettere del
padre di Conan Doyle (i cui disegni in manicomio assomigliavano agli spiriti che in seguito il figlio
avrebbe considerato reali), una busta marrone con una croce su cui era scritto il nome del figlio
defunto, il manoscritto del suo primo romanzo mai pubblicato, una lettera al fratello che sembrava
confermare i sospetti di Green sul fatto che Conan Doyle avesse in effetti intrecciato una relazione con
Jean Leckie prima che Louise morisse... Come ha dichiarato ai giornalisti Jane Flower, che ricevette
lincarico di ordinare i documenti per conto di Christies: Finora non si sapeva dove fossero tutte
queste carte, ed  per questa ragione che non esiste nessuna biografia moderna dellautore. Nel
frattempo, tornato a casa, Green cerc di concatenare i fatti tra loro per giungere a una spiegazione del
perch larchivio fosse sul punto di finire ancora una volta in mano privata. Secondo i suoi familiari,
Green scrisse al computer alcune osservazioni sulla faccenda, elencando tutte le prove che a suo avviso
dimostravano lappartenenza delle carte alla British Library. Lavorava fino a tardi, spesso senza andare
a letto. Tuttavia, a quanto pare non riusc a trovare nessuna novit. A un certo punto scrisse in
grassetto: Attenersi ai fatti. Dopo unaltra notte in bianco dichiar alla sorella che il mondo gli
sembrava kafkiano. Alcune ore prima di morire Green chiam lamico Utechin a casa. Green gli
aveva chiesto di recuperare la registrazione di una vecchia intervista alla BBC in cui, stando a quanto
ricordava, uno degli eredi di Conan Doyle affermava che larchivio doveva essere donato alla British
Library. Utechin gli rispose che la registrazione era stata ritrovata, ma che il nastro non riportava
nessuna affermazione simile. Green and su tutte le furie, e accus lamico di cospirare contro di lui
come se fosse un altro Moriarty. Utechin fin allora per chiudere la conversazione accusandolo di
essere uscito di senno. Un pomeriggio squill il telefono nel mio hotel di Londra. Ho bisogno di
vederla ancora. Era Gibson. Prendo il primo treno. E prima di riattaccare aggiunse: Ho una
teoria. Lo feci accomodare nella mia stanza. Aveva portato molti foglietti di appunti. Si sedette vicino
alla finestra, con la sua figura smilza che si stagliava contro la luce al tramonto. Penso che si sia
trattato di un suicidio mi annunci. Aveva passato al setaccio tutti gli indizi, compresi quelli
provenienti dalle mie investigazioni e che lui gi conosceva. Cerano prove sempre pi schiaccianti, mi
disse, che il suo amico di solito cos razionale avesse tradito segni di irrazionalit nellultima settimana
della sua vita. Non cerano prove che qualcuno si fosse introdotto con la forza nella casa di Green. E
infine cera il fatto, forse il pi decisivo, del cucchiaio di legno vicino alla sua mano. Secondo me lha
usato per stringere la corda, come un laccio emostatico, aggiunse. Se fosse stato qualcun altro a
strangolarlo, che bisogno avrebbe avuto del cucchiaio? Il killer avrebbe usato semplicemente le mani.
Credo continu che nella sua vita le cose non fossero andate come voleva lui. La vendita da
Christies  stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Diede unocchiata nervosa ai suoi
appunti, che si sforzava di leggere senza la lente dingrandimento. Non  tutto. Credo che volesse
anche farlo passare per un omicidio. Aspett per valutare la mia reazione.  il motivo per cui non ha
lasciato alcun messaggio continu.  il motivo per cui ha cancellato la sua voce dalla segreteria
telefonica. Per cui ha mandato quel messaggio a sua sorella con i tre numeri di telefono, ed  la ragione
per cui ha parlato dellamericano che gli dava la caccia. Aveva organizzato il suo piano da tempo, e da
diversi giorni laveva messo in atto lasciando cadere falsi indizi. Sapevo che nel romanzo poliziesco
in genere lo scenario opposto a quello pi evidente si rivela essere quello vero  e si scopre che un
suicidio in realt era un delitto. Come dichiara Holmes nel Paziente a domicilio: Questo non  un
suicidio [...]  un assassinio progettato in maniera molto accurata e a sangue freddo. C tuttavia
uneccezione di rilievo, che si trova, in maniera abbastanza strana, in uno degli ultimi gialli di Holmes:
Il problema del ponte sulla Thor, una vicenda che Green aveva citato in un suo saggio. Una donna
viene trovata coricata su un ponte, morta, colpita alla testa da un colpo a bruciapelo. Tutte le prove si
appuntano su un sospetto: la governante, con la quale il marito aveva una relazione. Eppure Holmes
dimostra che nessuno aveva ucciso la moglie; piuttosto lei, pazza di gelosia per le avance del marito
alla governante, si era uccisa e aveva incastrato la donna che riteneva colpevole della sua disgrazia. Di
tutte le storie di Conan Doyle, questa esegue lo scavo pi profondo nella psiche umana e nelle sue
motivazioni criminali. Quando arrivai sul ponte racconta la governante a Holmes, lei mi stava
aspettando. Fino a quel momento non mi ero mai resa conto di quanto questa povera creatura mi
odiasse. Era come una pazza  anzi io credo che fosse impazzita, una pazzia sottile con il grande potere
di inganno che le persone fuori di s riescono ad avere. Mi chiesi se Green potesse essere a tal punto
fuori di s per la perdita dellarchivio da commettere un gesto simile, e tentare di far incriminare
lamericano cui egli attribuiva la responsabilit di aver compromesso il suo rapporto con Jean e della
vendita dellarchivio. Mi chiesi anche se, in un ultimo disperato tentativo, non avesse cercato di mettere
ordine in mezzo al caos intorno a lui. Mi chiesi infine se questa teoria, per quanto improbabile, non
fosse in realt la meno impossibile. Resi partecipe Gibson di qualche altro indizio che avevo
scoperto: la telefonata che Green aveva fatto al giornalista alcuni giorni prima di morire, dicendo che
gli sarebbe potuto accadere qualcosa, un riferimento in una storia di Holmes a uno dei principali
tirapiedi di Moriarty come a uno strangolatore di professione, e infine unaffermazione al coroner
della sorella di Green, alla quale lappunto con i tre numeri di telefono aveva ricordato linizio di un
thriller. Dopo qualche tempo Gibson mi guard, con un volto spettrale. Non vede? esclam. 
tutta una messinscena. Ha creato il mistero perfetto. Prima del mio ritorno in America andai a far
visita a Priscilla West, la sorella di Green. Vive vicino a Oxford, in una casa di mattoni del diciottesimo
secolo, un edificio di tre piani con un giardino cintato da un muro. Aveva capelli castani, lunghi e
ondulati, un viso rotondo e attraente e un paio di occhialini ovali. Mi invit a entrare con voce un po
esitante, domandandomi: Lei  una persona da salotto o una persona da cucina? Mi strinsi nelle
spalle, incerto; lei allora mi fece strada verso il salotto, dove cerano mobili antichi e sugli scaffali i
libri per bambini di suo padre. Ci sedemmo, e io le parlai degli sforzi che avevo fatto per scrivere la
storia di suo fratello. Mi aveva detto lamericano: Al mondo non esiste ci che si definisce una
biografia definitiva e Green, fra tutti, sembrava un soggetto particolarmente sfuggente in questo senso.
Richard aveva diviso in compartimenti stagni la sua vita mi raccont la sorella. Ci sono un mucchio
di cose che abbiamo scoperto solo quando  morto. Ad esempio era stata una sorpresa per la famiglia
e per la maggior parte degli amici apprendere, durante linchiesta, che Lawrence Keen, che aveva quasi
la met degli anni di Green, fosse stato, anni prima, lamante di Richard. Nessuno in famiglia sapeva
che Green era gay mi spieg Priscilla West. Non era un argomento di cui avesse mai parlato.
Mentre la sorella mi ricordava altri sorprendenti spezzoni della biografia di Green (viaggi in Tibet, un
tentativo presto abortito di scrivere un romanzo), cercavo di farmi di lui un ritratto il pi reale possibile,
con gli occhiali, la borsa di plastica in mano e il sorriso ironico. Priscilla West aveva visto il corpo di
suo fratello disteso sul letto, e mi ripet parecchie volte: Vorrei solo... senza mai continuare. Mi fece
vedere anche gli elogi funebri che gli amici di Green avevano letto alla cerimonia in sua memoria che
si era tenuta il 22 maggio, il giorno della nascita di Conan Doyle. Sul programma della cerimonia
cerano parecchie citazioni dalle storie di Holmes: Ho colto solo un barlume di un grande cuore e di
una grande intelligenza. Sembra avere una passione per la conoscenza esatta e definita. La sua carriera
 stata straordinaria. Dopo qualche istante si alz per versarsi una tazza di t. Mi disse che suo fratello
aveva lasciato in eredit la sua collezione a una biblioteca di Portsmouth, vicino al luogo dove Conan
Doyle aveva scritto le prime due storie di Holmes, affinch altri studiosi potessero accedervi. La
collezione era cos imponente che cerano volute due settimane, e dodici carichi, per trasportarla tutta.
Il valore stimato era di parecchi milioni di dollari  molto di pi, con ogni probabilit, del prezioso
archivio. Davvero non gli andava lidea che la cultura passasse in secondo piano a causa dellavidit.
 vissuto ed  morto per questo. Mi disse poi qualcosa circa larchivio che solo di recente era venuto
alla luce, e che suo fratello non aveva potuto studiare: Jean Conan Doyle, sul punto di morire di cancro,
aveva compilato in extremis un atto di spartizione con il quale divideva larchivio tra lei stessa e i tre
eredi della sua ex cognata, Anna Conan Doyle. Quello che veniva messo allasta pertanto apparteneva
ai tre eredi e non a Jean e, malgrado alcuni mettessero ancora in dubbio la moralit della vendita, la
British Library era giunta alla conclusione che fosse del tutto legale. Green peraltro non pot mai
sapere che dopo la vendita allasta, il 19 maggio, le carte pi importanti finirono ugualmente alla
British Library. Jean non aveva diviso questi documenti tra gli altri eredi, e ne aveva lasciato in eredit
molti alla biblioteca; nello stesso tempo la biblioteca aveva acquistato allasta buona parte del materiale
rimanente. Come Gibson mi avrebbe detto in seguito: La tragedia  che Richard avrebbe potuto
ancora scrivere la sua biografia. Avrebbe avuto tutto quello che gli occorreva. Due questioni, tuttavia,
rimanevano poco chiare. Come aveva fatto, le chiesi, una voce americana a finire sulla segreteria
telefonica di suo fratello? Non  certo difficile, temo. La segreteria era di marca americana e aveva
un messaggio registrato automatico; quando suo fratello aveva eliminato il suo messaggio personale,
ecco che era comparsa la voce americana preregistrata. Poi le chiesi dei numeri di telefono del biglietto.
Scosse la testa, un po turbata. Non costituivano nessuna prova. Erano semplicemente i numeri di due
giornalisti con i quali suo fratello aveva parlato, e il numero di qualcuno di Christies. Infine lultima
domanda: che cosa pensava fosse successo a suo fratello? Scirard Lancelyn Green aveva infatti detto
allObserver di Londra che a suo avviso lipotesi del delitto era del tutto plausibile e inoltre,
nonostante i miei tentativi di ricostruire i fatti al di l di ogni ragionevole dubbio, restavano irrisolte
alcune domande. La polizia non aveva forse comunicato al coroner che un intruso avrebbe potuto
chiudere a chiave lappartamento di Green mentre se la svignava, e cos dare lillusione che la vittima
fosse morta sola? Non era possibile che Green conoscesse lassassino e che semplicemente lavesse
fatto entrare? E come poteva un individuo, anche in un accesso di follia, strangolarsi solo con la stringa
di una scarpa e con laiuto di un cucchiaio? Priscilla West distolse lo sguardo, come se cercasse
unultima volta di mettere insieme tutti i pezzi. Poi disse: Non credo che arriveremo mai a conoscere
con certezza quello che  realmente accaduto. A differenza dei racconti polizieschi, noi dobbiamo
vivere senza risposte.
...
.
...
3. Il camaleonte.
...
.
...
Le molte vite di Frdric Bourdin.
...
.
...
Il 3 maggio 2005, in Francia, un uomo chiamava un telefono azzurro per bambini scomparsi o
maltrattati. In preda allagitazione, spiegava di essere un turista di passaggio per Orthez, sui Pirenei
occidentali, e che alla stazione ferroviaria aveva incontrato un ragazzino di quindici anni solo e
terribilmente spaventato. Una chiamata dello stesso tenore arrivava a unaltra linea di emergenza: alla
fine il ragazzo si era presentato ai servizi sociali del posto. Esile e basso di statura, carnagione pallida e
mani tremanti, portava una grossa sciarpa che gli copriva buona parte del viso e un cappellino da
baseball tirato fin sopra gli occhi. Non aveva denaro con s e quasi nulla al di fuori di un cellulare e di
un documento didentit che lo qualificava come Francisco Hernandez Fernandez, nato a Cceres, in
Spagna, il 13 dicembre 1989. Parlava inizialmente con grande difficolt, ma dopo qualche
incoraggiamento aveva rivelato che i suoi genitori e il fratello minore erano morti in un incidente
stradale. Lurto lo aveva lasciato in coma per parecchie settimane e, dopo il ricovero, era stato mandato
a vivere con uno zio, che aveva abusato di lui. Cos era scappato in Francia, il paese dove era cresciuta
sua madre. Le autorit francesi misero Francisco nella comunit di San Vincenzo de Paoli, nella vicina
citt di Pau. La comunit era unistituzione statale che ospitava circa trentacinque ragazzi e ragazze, la
maggior parte dei quali erano stati abbandonati o sottratti a famiglie disastrate: si trovava in un vecchio
edificio di pietra con le persiane di legno bianche ormai scrostate; sul tetto cera una statua di san
Vincenzo nellatto di proteggere un bambino nelle pieghe della sua tonaca. A Francisco fu assegnata
una stanza singola, ed egli sembr sollevato allidea di potersi lavare e cambiare in privato: aveva
spiegato infatti di avere la testa e il corpo pieni di ustioni e cicatrici a causa dellincidente. Fu iscritto al
Collge Jean Monnet, una scuola secondaria del posto con circa quattrocento studenti, per la maggior
parte provenienti da quartieri malfamati e violenti. Agli studenti era fatta proibizione di indossare
cappelli, ma la preside dellepoca, Claire Chadourne, fece uneccezione per Francisco, che le aveva
detto di temere di essere preso in giro per le cicatrici. Come molti operatori dei servizi sociali e
insegnanti che ebbero a che fare con Francisco, anche Claire Chadourne, che veniva da trentanni di
lavoro come educatrice, assunse con il ragazzo un atteggiamento protettivo. In effetti aveva laspetto
del tipico adolescente, con i pantaloni troppo grandi e il cellulare appeso al collo; tuttavia dava lidea di
aver subto profondi traumi. Ad esempio, nelle ore di ginnastica non si cambiava mai davanti agli altri
studenti, e si rifiutava di essere sottoposto a visita medica. Parlava piano, a testa bassa, e si scostava se
qualcuno cercava di toccarlo. A poco a poco Francisco cominci a incontrarsi con gli altri ragazzi
allintervallo e a partecipare attivamente alle lezioni; anzi, poich era stato iscritto in ritardo per
quellanno scolastico, linsegnante di lingua e letteratura chiese a un altro studente, Rafael Pessoa De
Almeida, di aiutarlo con i compiti. Non molto tempo dopo, era Francisco ad aiutare Rafael. Imparava
alla velocit della luce, ricorda Rafael. Un giorno, dopo la scuola, Rafael chiese a Francisco se voleva
andare alla pista di pattinaggio sul ghiaccio, e cos i due ragazzi diventarono amici. Giocavano insieme
ai videogiochi e si scambiavano pettegolezzi sulla scuola; qualche volta Rafael se la prendeva con il
fratello minore e Francisco, ricordando che anche lui maltrattava il suo, gli diceva: Cerca di voler
bene a tuo fratello, e stagli vicino. Una volta Rafael prese in prestito il cellulare di Francisco e con sua
grande sorpresa vide che la rubrica degli indirizzi e il registro delle chiamate erano protetti da
password. Quando Rafael glielo restitu, Francisco gli mostr sul display la fotografia di un ragazzino
che gli somigliava molto.  mio fratello gli disse. Francisco divenne ben presto uno dei ragazzi pi
popolari della scuola: affascinava i compagni di classe con la sua conoscenza della musica e di un
gergo misterioso  conosceva perfino espressioni idiomatiche americane  e si muoveva senza
difficolt in mezzo alle compagnie rivali. Gli studenti gli volevano bene ricorda un insegnante.
Cera del fascino intorno a lui, e carisma. Quando si svolsero le selezioni per un talent show,
linsegnante di musica chiese a Francisco se se la sentiva di fare qualcosa. Il ragazzo le consegn un cd
da mettere su, poi si mise al centro della stanza inclinando vistosamente il cappellino in attesa che la
musica cominciasse. Non appena si diffusero le prime note di Unbreakable di Michael Jackson,
Francisco cominci a ballare esattamente come la popstar, contorcendo gambe e braccia e
sincronizzando le labbra sulle parole: You cant believe it, you cant conceive it / And you cant touch
me, because Im an untouchable. Tutti lo guardavano estasiati. Non somigliava solo a Michael
Jackson ricorder in seguito linsegnante. Era Michael Jackson. Pi tardi, durante lora di
informatica, Francisco mostr a Rafael unimmagine su Internet di un piccolo rettile con una lingua
viscida. Cos? gli chiese Rafael. Un camaleonte. L8 giugno nellufficio della preside fece
irruzione unimpiegata della scuola. Le disse che la sera prima stava guardando alla televisione un
programma su uno dei truffatori seriali pi famigerati al mondo: Frdric Bourdin, un trentenne
francese che assumeva personalit altrui, in particolare ragazzini. Lo giuro su Dio. Bourdin  identico
a Francisco Hernandez Fernandez. La Chadourne era incredula: trentanni! Voleva dire che Francisco
era pi vecchio di alcuni dei suoi insegnanti. Fece rapidamente una ricerca in Internet su Frdric
Bourdin. Saltavano fuori centinaia di notizie di cronaca sul re degli impostori e sul padrone di
sempre nuove identit che come Peter Pan non voleva diventare adulto. Una fotografia di Bourdin
mostrava una particolare somiglianza con Francisco: lo stesso mento pronunciato, lo stesso spazio fra
gli incisivi. La preside chiam la polizia.  sicura che sia lui? le domand un poliziotto. No, ma ho
una strana sensazione. Allarrivo della polizia la signora Chadourne ordin alla vicepreside di
convocare Francisco. Quando il ragazzo entr nellufficio della presidenza gli agenti lo afferrarono e lo
spinsero contro la parete, terrorizzando la preside: e se fosse stato davvero un orfano vittima di abusi?
Ma poi, mentre gli mettevano le manette, gli agenti gli tolsero il cappellino da baseball. Sulla testa non
cera alcuna cicatrice; piuttosto, stava diventando calvo. Voglio un avvocato disse, con la voce
improvvisamente pi bassa, come quella di un uomo. Al commissariato di polizia luomo ammise di
essere Frdric Bourdin e che negli ultimi quindici anni si era inventato numerose identit, in pi di
quindici paesi e in cinque lingue. I suoi falsi nomi comprendevano Benjamin Kent, Jimmy Morins,
Alex Dole, Sladjan Raskovic, Arnaud Orions, Giovanni Petrullo e Michelangelo Martini. Secondo
alcune informazioni, pare avesse perfino impersonato un domatore di tigri e un prete, ma a dire il vero
si era calato quasi sempre nella stessa parte: un ragazzo oggetto di abusi o abbandonato. Aveva
unabilit eccezionale nel trasformare il suo aspetto esteriore: la barba, il peso, landatura, gli
atteggiamenti. Posso diventare qualunque cosa io voglia diceva compiaciuto. Nel 2004, quando a
Grenoble si era trasformato in un ragazzo francese di quattordici anni, un medico che laveva visitato
su richiesta delle autorit aveva concluso che era senza dubbio un adolescente. Un capitano della
polizia di Pau osservava: Quando parlava in spagnolo diventava uno spagnolo. Quando parlava in
inglese, era un inglese. E la preside, la signora Chadourne, non pot che concludere: Certo, mentiva,
ma che attore!. Nel corso degli anni Bourdin si era intrufolato in comunit, orfanotrofi, famiglie
affidatarie, scuole medie e ospedali pediatrici. Le sue truffe avevano avuto luogo in Spagna, Germania,
Belgio, Inghilterra, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Svizzera, Bosnia, Portogallo, Austria, Slovacchia,
Francia, Svezia, Danimarca e Stati Uniti. Il Dipartimento di stato americano lo aveva definito un uomo
dallabilit eccezionale che si spacciava per un ragazzo disperato per guadagnarsi la simpatia degli
altri; un pubblico ministero francese lo defin un incredibile illusionista, la cui perversione  pari solo
alla sua intelligenza. Del resto lo stesso Bourdin ha dichiarato: Sono un manipolatore [...] Il mio
lavoro  manipolare. A Pau le autorit competenti iniziarono a indagare per capire come mai un uomo
sulla trentina si fingesse un orfano adolescente. Non trovarono prove di devianze sessuali o pedofilia;
non scoprirono nemmeno delle motivazioni economiche. In ventidue anni di lavoro mi confess il
pubblico ministero Eric Manuel, non ho mai visto un caso del genere. Di solito la gente mette in piedi
delle truffe per denaro. Ma il profitto in questo caso sembra sia stato puramente emotivo. Sul braccio
destro di Bourdin la polizia scopr un tatuaggio. Cera scritto CAMLON NANTAIS, camaleonte di
Nantes. Signor Grann mi salut educatamente Bourdin, porgendomi la mano. Ci trovavamo in una
strada del centro di Pau dove ci eravamo dati appuntamento una mattina dautunno del 2007. Per una
volta sembrava senza alcun dubbio un adulto, la barba appena accennata. Era vestito in maniera
appariscente  pantaloni bianchi, una camicia bianca, un gilet a quadri, scarpe bianche, un farfallino di
raso azzurro e un frivolo cappellino. Solo lo spazio tra gli incisivi ricordava Francisco Hernandez
Fernandez. Dopo la scoperta della truffa di Pau, Bourdin si era trasferito in un villaggio dei Pirenei, a
quasi quaranta chilometri dalla citt. Volevo fuggire da questa eccessiva visibilit disse. Come era
accaduto spesso in passato, le autorit non sapevano che pena comminare a Bourdin. Gli psichiatri
stabilivano che era sano di mente. (Psicopatico? aveva testimoniato un medico. Assolutamente
no.) Non cera alcuna norma di legge che sembrava adatta a perseguire il reato da lui commesso. Alla
fine era stato accusato di aver ottenuto e usato un documento didentit falso, e condannato a sei mesi
con la condizionale. Un giornalista locale, Xavier Sota, mi disse che da quel momento Bourdin aveva
fatto periodiche apparizioni a Pau, sempre sotto sembianze differenti. Qualche volta aveva i baffi o la
barba. Qualche volta aveva i capelli cortissimi, altre volte erano in disordine. In certe occasioni vestiva
come un rapper, e altre volte come un uomo daffari. Era come se stesse cercando di trovare un nuovo
personaggio nel quale calarsi osserv Sota. Mentre cominciava a cadere una pioggia leggera, Bourdin
e io ci sedemmo su una panchina vicino alla stazione. Una macchina con una coppia a bordo accost
davanti a noi. Dopo aver tirato gi il finestrino, si sporsero esclamando: Le Camlon! Oggi sono
proprio famoso in Francia. Troppo famoso. Mentre parlavamo, coi suoi grandi occhi marroni mi
lanciava rapide occhiate, a quanto pare per studiarmi. In uno degli interrogatori al commissariato di
polizia era stato definito registratore umano. Con mia grande sorpresa, Bourdin sapeva dove avevo
lavorato, dovero nato, il nome di mia moglie e perfino che cosa facevano mio fratello e mia sorella per
guadagnarsi da vivere. Mi piace conoscere chi devo incontrare mi disse. Sapeva bene come  facile
ingannare gli altri, e perci era ossessionato allidea di essere a sua volta raggirato. Non mi fido di
nessuno disse. Per un soggetto che si descriveva come un mentitore di professione sembrava
stranamente pignolo sulle vicende della sua vita. Non voglio che lei mi descriva come qualcuno che
non sono. La storia  gi abbastanza interessante senza abbellimenti. Sapevo che Bourdin era
cresciuto a Nantes e nei dintorni, e quindi gli chiesi del suo tatuaggio. Per quale motivo chi cercava di
cancellare la propria identit ne avrebbe lasciato traccia? Si sfreg il braccio dove erano stampate le
parole. Poi mi disse: Le dir la verit che sta dietro tutte le mie menzogne. Prima di essere Benjamin
Kent o Michelangelo Martini  prima di essere il figlio di un giudice inglese o di un diplomatico
italiano  quelluomo era Frdric Bourdin, figlio illegittimo di Ghislaine Bourdin. Quando lo mise al
mondo a Parigi, il 13 giugno 1974, Ghislaine aveva diciotto anni ed era priva di mezzi. Sui moduli
ufficiali il padre di Frdric  spesso indicato come N.N. Ma Ghislaine, quando la intervistai in una
casetta in una zona rurale della Francia occidentale, mi disse che N.N. era un immigrato algerino
venticinquenne, un certo Kaci, che aveva incontrato in una fabbrica di margarina dove entrambi
lavoravano. (Mi disse che non ricordava pi il cognome delluomo.) Dopo essere rimasta incinta scopr
che Kaci era gi sposato, e questo la spinse a lasciare il lavoro senza dirgli che aspettava un figlio da
lui. Ghislaine allev Frdric fino allet di due anni e mezzo  Era come tutti gli altri bambini,
perfettamente normale  quando i servizi sociali intervennero dietro richiesta dei suoi genitori.
Racconta un parente di Ghislaine: Le piaceva bere e ballare e stare fuori di notte. Non voleva avere
troppi impegni con quel bambino. Ghislaine insiste nel dire che si era procurata un altro lavoro in
fabbrica ed era perfettamente in grado di accudirlo, tuttavia il giudice affid Frdric ai nonni materni.
Anni dopo Ghislaine avrebbe scritto a Frdric una lettera in cui gli diceva: Tu sei mio figlio e loro ti
hanno portato via da me quando avevi due anni. Hanno fatto tutto quello che potevano per separarci e
noi siamo diventati due estranei. Frdric sostiene che la madre avesse una tremenda necessit di
attenzione e che, nelle rare occasioni in cui la vedeva, lei fingeva di essere gravemente ammalata e lo
costringeva a correre in cerca di aiuto. Provava piacere a vedermi spaventato. Anche se Ghislaine lo
nega, riconosce tuttavia di aver tentato una volta il suicidio e che il figlio dovette correre a cercare
aiuto. Allet di cinque anni Frdric si trasfer con i nonni a Mouchamps, un paesino a sud-est di
Nantes. Met algerino e senza padre, vestito con abiti recuperati in parrocchia, Frdric era di fatto un
emarginato. Cos cominci a inventare di sana pianta storie su di s. Diceva che suo padre non si faceva
mai vedere perch era un agente segreto britannico. Yvon Bourgueil, uno dei maestri della scuola
elementare, descrive Bourdin come un bambino precoce e simpatico, dotato di unimmaginazione
straordinaria e di un notevole colpo docchio; sapeva disegnare fumetti di grande effetto. Aveva
questa capacit di metterti in sintonia con lui ricorda Bourgueil. Tuttavia aveva osservato anche segni
di disagio mentale. Un giorno Frdric rivel ai nonni di essere stato molestato da un vicino, ma in un
paese cos unito nessuno si prese la briga di investigare sullaccusa. In uno dei suoi fumetti Frdric
raffigur se stesso sul punto di annegare in un fiume. Intanto il suo comportamento peggiorava, perch
rubava dai vicini e in classe continuava con le sue finzioni. A dodici anni fu mandato a vivere a Les
Grzillires, una struttura privata per la giovent a Nantes. In quel luogo i suoi piccoli sogni, come li
chiam uno dei suoi insegnanti, divennero ancora pi fantasiosi. Bourdin fingeva spesso di soffrire di
amnesie e si perdeva intenzionalmente per le strade della citt. Nel 1990, compiuti sedici anni, Frdric
fu costretto a trasferirsi in unaltra comunit, dalla quale fugg quasi subito. Raggiunse Parigi in
autostop e qui, spaventato e affamato, si invent il suo primo personaggio: avvicin un agente di
polizia e gli disse di essere Jimmy Sale, un ragazzo inglese che si era smarrito. Il mio sogno era che
mi mandassero in Inghilterra, dove mi ero sempre immaginato che la vita fosse pi bella. Fu costretto
ad ammettere linganno quando la polizia scopr che non parlava quasi linglese, e fu rimandato in
comunit. Tuttavia Bourdin aveva ideato quello che chiama la sua tecnica, e in questo modo
cominci a vagabondare per lEuropa entrando e uscendo da orfanotrofi e famiglie affidatarie in cerca
della comunit perfetta. Nel 1991 fu trovato alla stazione ferroviaria di Langres, in Francia, dove
fingeva di essere malato, e fu ricoverato in un ospedale pediatrico a Saint-Dizier. Stando al referto
medico, nessuno sapeva chi fosse e da dove venisse. Rispondendo alle domande solo per iscritto,
aveva dichiarato di chiamarsi Frdric Cassis  un gioco di parole con il vero nome di suo padre, Kaci.
Il medico di Frdric, Jean-Paul Milanese, scrisse in una lettera a un giudice minorile: Ci troviamo a
dover curare un ragazzo fuggito di casa, muto, che ha rotto ogni legame con la vita precedente.
Bourdin scarabocchi su un foglio ci che desiderava di pi: Una casa e una scuola. Tutto qui.
Quando dopo qualche mese i medici cominciarono a fare luce sul suo passato, Bourdin confess la sua
vera identit e se ne and. Preferivo partire per conto mio che essere portato via mi raccont. Nel
corso della sua carriera di impostore, Bourdin sceglieva spesso di rivelare spontaneamente la verit,
quasi che essere al centro dellattenzione per rivelare linganno fosse eccitante quanto linganno stesso.
Il 13 giungo 1992, dopo essersi gi spacciato per pi di una decina di ragazzini totalmente inventati,
Bourdin comp diciotto anni e divent maggiorenne. Ero stato in comunit e famiglie affidatarie per la
maggior parte della mia vita, e improvvisamente mi veniva detto: Basta cos. Sei libero di andare.
Come potevo diventare qualcosa che non riuscivo a immaginare? Nel novembre del 1993,
spacciandosi per un ragazzino muto, si sdrai in mezzo a una strada nella citt francese di Auch e fu
portato in un ospedale dai pompieri. La Dpche du Midi, un giornale locale, pubblic un articolo su di
lui, chiedendosi: Da dove viene questo adolescente muto? Il giorno dopo il quotidiano pubblicava un
altro articolo, col titolo: Ladolescente muto comparso dal nulla non ha ancora svelato il suo segreto.
Fugg di nuovo, ma fu ripreso mentre nei dintorni tentava di nuovo lo stesso trucco e fu costretto a
dichiarare di essere Frdric Bourdin. Il muto di Auch parla quattro lingue proclam La Dpche du
Midi. Man mano che assumeva nuove identit, Bourdin cercava di eliminare quella reale. Un giorno il
sindaco di Mouchamps ricevette una chiamata dalla polizia tedesca che gli notificava il ritrovamento
del corpo di Bourdin a Monaco. Il mio cuore si ferm ricorda la madre quando lo venne a sapere.
Alcuni componenti della famiglia di Bourdin si misero in attesa dellarrivo della bara, ma non arriv
nulla. Era uno dei giochi crudeli di Frdric riferisce la madre. A met degli anni Novanta Bourdin
aveva la fedina penale sporca per aver mentito a polizia e magistrati, e lInterpol e altre autorit lo
tenevano sempre pi docchio. Peraltro le sue attivit stavano attirando anche lattenzione dei media.
Nel 1995 i produttori di un popolare show televisivo francese, Tout est possible (tutto  possibile), lo
invitarono al programma. Allapparire in scena di Bourdin, pallido e dallaspetto preadolescenziale, il
conduttore scherzando chiese al pubblico: Qual  il nome del ragazzo? Michael, Jrgen, Kevin o
Pedro? Qual  la sua vera et  tredici anni, quattordici, quindici? Ma quando insistettero perch
rivelasse le sue motivazioni, Bourdin ripet di nuovo che tutto quello che desiderava era di essere
amato e di avere una famiglia. Era la stessa spiegazione logica che dava sempre e, di conseguenza, era
diventato quel raro tipo di impostore che sa suscitare simpatia ma anche rabbia in coloro che ha
ingannato. (Sua madre proponeva uninterpretazione meno benevola del motivo dichiarato dal figlio:
Vuole giustificare quello che  diventato.) I produttori di Tout est possible restarono cos commossi
dalla sua storia che gli offrirono un lavoro nella redazione dellemittente, ma quasi subito Bourdin
scapp per creare altre finzioni pi intime, come in seguito avrebbe detto a un cronista uno dei
produttori. Qualche volta gli inganni di Bourdin erano considerati in termini esistenziali. Alcuni si
appassionarono alla sua storia e in Francia venne persino aperto un sito web che celebrava la sua
capacit di trasformarsi, proclamandolo un attore della vita e un apostolo di una nuova filosofia
dellidentit umana. Un giorno, nel periodo in cui ero andato a trovare Bourdin, egli mi descrisse
come riusciva a trasformarsi in un bambino. Come gli impostori che aveva visto in film come Prova a
prendermi, cercava di elevare le sue azioni criminose allo stato di arte. Prima di tutto, mi disse,
immaginava il ragazzino che voleva interpretare. Poi, a poco a poco pianificava la biografia del
personaggio, il suo retroterra, la famiglia e perfino i tic. La chiave  effettivamente quella di non
mentire su tutto, altrimenti confondi tutto quanto. Le massime a cui si atteneva erano: Cerca di essere
semplice e Un buon bugiardo usa la verit. Quando sceglieva il nome ne preferiva uno
profondamente radicato nella sua memoria, come Cassis. La cosa che non va mai dimenticata  il tuo
nome. Paragonava quello che faceva con la vita delle spie: bisognava cambiare dei dettagli
superficiali e mantenere intatto il nucleo di base. Questa tecnica non solo gli rendeva pi facile
convincere la gente, ma gli permetteva anche di proteggere una parte della sua persona, di restare
aggrappato a un io morale. So che posso essere crudele, ma non voglio diventare un mostro. Una
volta che il personaggio era stato delineato nellimmaginazione, gli modellava intorno un aspetto
adeguato: si radeva meticolosamente, si strappava le sopracciglia, si applicava creme depilatorie.
Spesso indossava pantaloni cascanti e una camicia a maniche lunghe che coprivano i polsi accentuando
la corporatura minuta. Guardandosi allo specchio si chiedeva se gli altri avrebbero visto quello che
voleva che vedessero. La cosa peggiore che tu possa fare  ingannare te stesso. Nella fase di
affinamento dellidentit, era decisivo trovare almeno una caratteristica del personaggio che Bourdin
condivideva  una tecnica che impiegano anche molti attori. Mi dicono sempre: Perch non fai
lattore? Penso che sarei un attore molto bravo, come Arnold Schwarzenegger o Sylvester Stallone.
Ma io non voglio interpretare qualcuno. Io voglio essere qualcuno. Allo scopo di facilitare
linserimento del suo personaggio nel mondo reale, era lui stesso a far credere alle autorit locali che
tale personaggio esisteva davvero. Come aveva fatto a Orthez, chiamava un numero demergenza e
fingeva di aver visto il personaggio in una situazione pericolosa. Era meno probabile che le autorit
interrogassero a fondo un ragazzino che appariva in una condizione di grave difficolt. Se qualcuno
notava che Bourdin poteva sembrare stranamente maturo, lui non aveva nulla da obiettare. Un
adolescente vuole sembrare pi vecchio diceva. Lo considero un complimento. Sebbene
accentuasse limportanza della sua astuzia, Bourdin riconosceva quello che ogni truffatore sa, ma che
raramente ammette: non  molto difficile prendersi gioco della gente. Le persone non hanno attese
troppo complicate riguardo al comportamento degli altri e di rado si mettono in guardia di fronte a
qualcuno che mina le loro certezze. Facendo leva su alcune necessit primarie  la vanit, lavidit, la
solitudine  uomini come Bourdin riescono a far s che il loro bersaglio sospenda ancor pi la propria
diffidenza. Ne consegue che la maggior parte delle truffe sono piene di incongruenze logiche, perfino
di assurdit, e questo dopo che il fatto  accaduto risulta ancora pi ovvio e quindi umiliante.
Generalmente Bourdin faceva leva proprio sulla bont di chi prendeva di mira piuttosto che su qualche
desiderio pi oscuro. Nessuno si aspetta che un ragazzino dallapparenza vulnerabile stia mentendo.
Nellottobre del 1997, mi raccont ancora Bourdin, si trovava in una comunit per la giovent a
Linares, in Spagna. Un giudice minorile che si stava occupando del suo caso gli aveva dato
ventiquattrore di tempo per dimostrare di essere un adolescente; altrimenti gli avrebbe fatto prendere
le impronte digitali, che erano schedate presso lInterpol. Bourdin sapeva che, in quanto maggiorenne,
e per di pi con la fedina penale sporca, con tutta probabilit sarebbe finito in carcere. Aveva gi
tentato una volta di scappare, ed era stato ripreso, e il personale teneva docchio dove si trovava. E
allora fece una cosa che andava oltre i confini di quello che si pu credere, rischiando al tempo stesso
di trasformarsi nel mostro che, aveva insistito, non voleva diventare. Piuttosto che inventarsi
unidentit, ne rub una. Imperson un sedicenne texano scomparso da casa. Bourdin, che aveva
ventitr anni, non solo doveva convincere le autorit di essere un ragazzo americano; doveva
convincere anche la famiglia del ragazzo scomparso. Bourdin afferma che il piano gli venne in mente
nel cuore della notte: se riusciva a ingannare il giudice facendogli credere che era un americano, forse
lavrebbero lasciato andare. Domand il permesso di usare il telefono nellufficio della comunit e
chiam il National Center for Missing and Exploited Children di Alexandria, in Virginia, cercando di
trovare unidentit vera. Parlando in inglese, che aveva imparato nel corso dei suoi viaggi, afferm di
chiamarsi Jonathan Durean e di essere il direttore dellistituto di Linares. Disse che era comparso un
ragazzino terrorizzato che non rivelava la sua identit, ma che parlava inglese con accento americano.
Bourdin diede del ragazzo una descrizione che combaciava con la sua  basso, esile, mento prominente,
capelli castani, uno spazio tra i denti  e chiese se il centro non avesse nel proprio database qualcuno
che gli potesse assomigliare. Fatta qualche ricerca, ricorda Bourdin, unimpiegata gli disse che il
ragazzo poteva essere Nicholas Barclay, che risultava scomparso a tredici anni il 13 giugno 1994 da
San Antonio. Secondo le notizie in archivio, lultima volta che era stato visto Barclay indossava una
T-shirt bianca, pantaloni viola, scarpe da tennis nere e aveva uno zainetto rosa. In tono scettico
Bourdin chiese se potevano mandare qualche altra informazione in loro possesso su Nicholas Barclay.
La donna disse che avrebbe spedito quella sera stessa lavviso di scomparsa di Barclay e che ne
avrebbe mandato subito una copia via fax. Lui le diede il numero di fax dellufficio in cui si trovava
abusivamente; poi riattacc e si mise in attesa. Sbirci fuori dalla porta per vedere se arrivava
qualcuno. Il corridoio era buio e tranquillo, ma si sentivano dei passi. Finalmente dal fax usc la copia
dellavviso. La stampa era illeggibile, e il volto sulla fotografia non sembrava troppo diverso da lui.
Posso diventare questo qui pens. Richiam subito il centro e disse allimpiegata: Ho una buona
notizia. Nicholas Barclay  qui di fianco a me. Lei allora, euforica, gli diede il numero del funzionario
del dipartimento di polizia di San Antonio incaricato dellindagine. Questa volta Bourdin fece finta di
essere un poliziotto spagnolo: telefon al collega americano e, menzionando certi particolari su
Nicholas che aveva appreso dallimpiegata  come ad esempio lo zainetto rosa , afferm che il
ragazzo scomparso era stato rintracciato. Il funzionario disse che avrebbe contattato lFBI e
lambasciata americana di Madrid. Bourdin non si era reso conto fino in fondo di quello che stava per
scatenare. Il giorno dopo nella comunit di Linares Bourdin intercett un plico che veniva dal National
Center for Missing and Exploited Children indirizzato a Jonathan Durean. Lo apr. Dentro cera una
copia migliore dellavviso di scomparsa di Nicholas Barclay, con una fotografia a colori di un ragazzo
piccolo, di pelle chiara e con occhi azzurri e capelli castani cos chiari da sembrare quasi biondo.
Lavviso elencava diversi caratteri utili allidentificazione, compresa una croce tatuata tra il dito indice
della mano destra e il pollice. Bourdin fiss bene la fotografia e disse a se stesso: Sono morto. Non
solo gli mancava il tatuaggio, ma aveva occhi e capelli castano scuro. In un secondo bruci lavviso nel
cortile della comunit, poi and in bagno e si schiar i capelli. Infine un amico, usando un ago e
linchiostro di una penna a stilo, gli fece un tatuaggio improvvisato che somigliava a quello di Barclay.
Ma cera anche il problema degli occhi. Cerc di inventare una storia che avrebbe potuto spiegare il
suo aspetto. Perch non dire che era stato rapito da una banda di pedofili e portato in Europa, dove era
stato torturato, aveva subto degli abusi e aveva perfino fatto da cavia in esperimenti? S, in questo
modo poteva spiegare gli occhi. I suoi rapitori gli avevano iniettato nelle pupille delle sostanze
chimiche. Aveva perso il suo accento texano perch nei tre anni e pi di prigionia gli era stato proibito
di parlare inglese. Era fuggito mentre lo tenevano chiuso in una casa in Spagna perch un guardiano si
era dimenticato la porta aperta. Era un racconto sconclusionato, che violava la sua massima cerca di
essere semplice, ma non cera altra scelta. Appena finito squill il telefono nellufficio. Prese lui la
chiamata. Era Carey Gibson, la trentunenne sorellastra di Barclay. Mio Dio, Nicki, sei tu? gli chiese.
Bourdin non sapeva come rispondere. S, sono io si limit a dire, a voce bassa. Poi fu la madre di
Nicholas, Beverly, a prendere il telefono. Era una donna solida, tarchiata, con un viso largo e capelli
castani tinti; faceva il turno di notte al Dunkin Donuts di San Antonio, sette giorni su sette. Non si era
mai sposata con il padre di Nicholas e aveva cresciuto Nicholas insieme con i suoi due altri figli, Carey
e Jason. (Aveva divorziato dal padre di Carey e Jason, ma malgrado ci usava ancora il nome da
sposata, Dollarhide.) Eroinomane, durante i primi anni di vita di Nicholas aveva combattuto per
disintossicarsi, ma dopo la sua scomparsa aveva ricominciato a farsi, e adesso era dipendente dal
metadone. Nonostante queste difficolt, dice Carey, Beverly non era una cattiva madre: Era drogata
ma andava benone. Avevamo delle belle cose, un bel posto e non ci mancava mai da mangiare. Forse
allo scopo di compensare la sua vita instabile, Beverly seguiva fanaticamente una routine: lavorava nel
negozio di ciambelle dalle dieci di sera alle cinque di mattina, poi faceva una sosta al Make My Day
Lounge per giocare a biliardo e farsi qualche birra e infine andava a dormire. Aveva unaria da dura,
con quella voce arrochita dalle sigarette, eppure chi la conosce mi ha parlato della sua generosit: finito
il turno di notte portava tutte le ciambelle avanzate a un dormitorio per senzatetto. Beverly si mise in
ascolto al telefono. La voce infantile allaltro capo del filo le disse che voleva tornare a casa. Restai
senza parole. Ero quasi stesa. Carey, che era sposata e a sua volta aveva gi due figli, spesso si era
occupata di tenere insieme la famiglia durante le ripetute battaglie di Beverly con la droga. Da quando
Nicholas era sparito, sua madre e suo fratello non erano pi stati gli stessi, e tutto quello che Carey
voleva era di riunire la famiglia. Si offr di andare in Spagna per riportare Nicholas a casa, e la ditta di
spedizioni presso la quale lavorava allufficio vendite le pag il biglietto aereo. Quando alcuni giorni
dopo arriv nella comunit accompagnata da un funzionario dellambasciata americana, Bourdin era
chiuso in una stanza. Oggi riconosce di aver compiuto unazione malvagia. Ma allepoca, le eventuali
riserve morali non lo fermarono, e cos si avvolse la faccia in una sciarpa, indoss un cappello e un
paio di occhiali da sole e usc dalla stanza. Era sicuro che Carey avrebbe capito immediatamente che
non era suo fratello. Invece lei gli corse incontro e lo strinse in un abbraccio. Per molti versi Carey era
un bersaglio ideale. Mia figlia ha un cuore doro ed  cos facile manipolarla dice Beverly. Carey
non aveva mai viaggiato fuori dagli Stati Uniti, tranne che per andare a divertirsi a Tijuana, e non
conosceva gli accenti europei e della Spagna. Dopo la scomparsa di Nicholas aveva guardato spesso
alla televisione dei programmi su storie orribili di rapimenti di bambini. Inoltre si sentiva sotto
pressione per aver ricevuto del denaro dalla sua ditta per il viaggio, e pesava su di lei il fatto di dover
decidere, come rappresentante della famiglia, se quel ragazzo fosse il fratello scomparso da tanto
tempo. Anche se Bourdin le si rivolse chiamandola Carey e non sorellina come faceva sempre
Nicholas, e anche se gli restava una traccia di accento francese, Carey ebbe pochi dubbi che quello
fosse suo fratello. Del resto lui attribuiva le cose che non quadravano alle sue indicibili sofferenze. E
poi il naso ora somigliava cos tanto a quello dello zio Pat. E non aveva lo stesso tatuaggio di Nicholas?
Non sembrava conoscesse cos tanti particolari della sua famiglia, chiedendole dei parenti? Le
emozioni hanno la meglio e tu ci vuoi credere dice adesso Carey. Mostr a Bourdin alcune fotografie
della famiglia e lui le studi una a una: questa  mia madre, questo  il mio fratellastro, questo  mio
nonno. N il funzionario spagnolo n quello americano sollevarono alcun problema una volta che
Carey aveva garantito per lui. Nicholas era scomparso solo da tre anni e lFBI non era preparata a
nutrire sospetti su qualcuno che dichiarava di essere un ragazzo scomparso. (Allagenzia mi dissero
che, a quanto risultava loro, non erano mai intervenuti in precedenza su un caso come quello di
Bourdin.) Secondo le autorit di Madrid, Carey afferm sotto giuramento che Bourdin era suo fratello e
quindi cittadino americano. Gli fu rilasciato un passaporto americano e il giorno dopo era su un volo
per San Antonio. Per un momento Bourdin sogn che stava per entrare in una vera famiglia, ma in volo
verso lAmerica, come racconta Carey, cominci ad avere una paura folle manifestando tremori e
sudore. Lei cerc di calmarlo, ma lui le disse di temere che laereo si sarebbe schiantato. E in effetti era
quello che voleva: cera un altro modo per scappare da quello che aveva fatto? Quando laereo atterr,
il 18 ottobre 1997, allaeroporto lo stavano aspettando alcuni membri della famiglia di Nicholas.
Bourdin li riconobbe dalle fotografie di Carey: Beverly, la madre di Nicholas; lallora marito di Carey,
Bryan Gibson; i due figli di Carey e Bryan, il quattordicenne Codey e Chantel, che aveva dieci anni.
Mancava solo il fratello di Nicholas, Jason, un tossicodipendente in via di recupero, che viveva a San
Antonio. Nel filmato della riunione realizzato da un amico di famiglia si pu vedere Bourdin tutto
infagottato, con il cappello tirato gi, gli occhi marroni riparati dagli occhiali da sole e il tatuaggio che
si stava sbiadendo coperto dai guanti. Bourdin credeva che i parenti di Nicholas lo avrebbero mandato
al diavolo, invece corsero tutti ad abbracciarlo dimostrandogli quanto avessero sentito la sua
mancanza. Eravamo tutti impazziti per lemozione ricorda Codey. La madre di Nicholas, tuttavia, si
tratteneva. Solo lei non sembrava agitata come ci si sarebbe aspettati da una persona che rivedeva
suo figlio, ricorda Chantel. Bourdin si chiedeva se per caso dubitasse che lui era Nicholas, ma alla fine
anche lei si fece avanti per dargli il benvenuto. Salirono tutti sulla Lincoln di Carey fermandosi da
McDonalds per cheeseburger e patatine. Era seduto proprio vicino a mia madre, a parlare con mio
figlio ricorda Carey. Diceva quanto gli mancava la scuola e chiedeva quando avrebbe visto Jason.
Bourdin and ad abitare con Carey e Bryan e non con Beverly. Lavoro di notte, non pensavo fosse
una buona cosa lasciarlo da solo disse Beverly. Carey e Bryan erano proprietari di una casa mobile in
unarea boscosa disabitata a Spring Branch, una sessantina di chilometri a nord di San Antonio, e
Bourdin guardava fuori dal finestrino mentre lauto procedeva lungo la strada sterrata, superava camion
arrugginiti su blocchi di calcestruzzo e cani che abbaiavano al suono del motore. Non avevamo
Internet, o roba del genere dice Codey. Potevi farti a piedi tutta la strada fino a San Antonio prima di
incontrare qualcuno. Langusta casa mobile non era esattamente la visione dellAmerica che Bourdin
si era immaginato dai film. Divideva la stanza con Codey e dormiva su un materasso di gommapiuma
sistemato sul pavimento. Bourdin sapeva che per diventare Nicholas e continuare linganno anche con
la sua famiglia doveva imparare tutto su di lui; perci si mise alla ricerca di informazioni andando a
rovistare di nascosto in cassetti e album di fotografie e guardando i video girati in casa. Tutte le volte
che scopriva un particolare del passato di Nicholas da un componente della famiglia lui lo ripeteva a un
altro. Ricordava ad esempio che Bryan una volta si era infuriato con Nicholas perch aveva spinto gi
Codey da una pianta. Conosceva quella storia ricorda Codey, ancora stupito per la gran mole di
informazioni sulla famiglia di cui Bourdin si era impadronito. Beverly osserv che Bourdin stava in
ginocchio davanti alla televisione proprio come Nicholas, e vari membri della famiglia mi hanno detto
che quando Bourdin si mostrava pi riservato di Nicholas o parlava con un accento strano, loro lo
attribuivano ai terribili maltrattamenti che diceva di aver subto. Vivendo la vita di Nicholas, Bourdin
rest impressionato dalle coincidenze tra le loro esperienze, che lui considerava quasi soprannaturali.
Ad esempio Nicholas era scomparso lo stesso giorno del compleanno di Bourdin. Entrambi venivano
da famiglie povere e disgregate; Nicholas non aveva quasi nessun rapporto con suo padre, il quale per
molto tempo non aveva saputo che Nicholas fosse suo figlio. Nicholas era un ragazzo dolce, solitario,
impulsivo, che pi di tutto voleva attirare lattenzione e a scuola era spesso nei guai. Era stato sorpreso
a rubare un paio di scarpe da ginnastica, e sua madre pensava di metterlo in una comunit per minori.
(Non ce la facevo a occuparmi di lui ricorda Beverly. Non ce la facevo a controllarlo.) Da
bambino Nicholas era un grande fan di Michael Jackson, aveva collezionato tutti i dischi del cantante e
si era comprato perfino una giacca di pelle rossa come quella che Jackson indossa nel video di Thriller.
Secondo Beverly, Bourdin si era inserito subito. Era stato iscritto alla scuola superiore e ogni sera
faceva i compiti, e anzi sgridava Codey quando non studiava. Giocava al Nintendo con Codey e
guardava i film alla televisione satellitare con tutta la famiglia. Quando vedeva Beverly la abbracciava
e la salutava: Ciao, mamma. Qualche volta la domenica andava in chiesa con gli altri membri della
famiglia. Era davvero carino ricorda Chantel. Davvero simpatico. Una volta, mentre lo stava
riprendendo per un video, Carey gli aveva chiesto a cosa pensasse.  cos bello avere la mia famiglia
ed essere di nuovo a casa! era stata la risposta. Il 1 novembre, non molto tempo dopo che Bourdin si
era sistemato nella sua nuova casa, un investigatore privato era seduto nel suo ufficio di San Antonio.
Si chiamava Charlie Parker. La stanza era piena di telecamere camuffate che gli servivano quando era
in azione: una era fissata a un paio di occhiali, unaltra era inserita allinterno di una penna a stilo, e
una terza era nascosta nel manubrio di una bicicletta da corsa. Su una parete era appesa una fotografia
scattata da Parker durante un appostamento: mostrava le teste di una donna sposata e del suo amante
che spuntavano dalla finestra di un appartamento. Parker, che era stato ingaggiato dal marito della
donna, la chiamava la foto dei soldi. Squill il telefono. Era un produttore televisivo del programma
popolare Hard Copy, che aveva sentito la notizia dello straordinario ritorno del sedicenne Nicholas
Barclay e voleva ingaggiare Parker perch conducesse delle indagini sul rapimento. Parker accett.
Quasi sessantenne, i capelli bianchi, la voce arrochita, linvestigatore sembrava appena uscito da un
poliziesco. Quando si era comprato una Toyota decappottabile rosso acceso aveva detto agli amici:
Cosa ne dite, eh, per essere un vecchietto?. Malgrado Parker avesse sempre sognato di essere un
investigatore privato, lo era diventato solo di recente, e aveva passato trentanni della sua vita a vendere
legname da costruzione e materiali per ledilizia. Nel 1994 aveva incontrato una coppia di San Antonio
la cui figlia di ventinove anni era stata violentata e uccisa a pugnalate. Il caso non era stato risolto, e
allora lui aveva cominciato a condurre indagini sul crimine ogni sera, dopo il lavoro. Quando aveva
scoperto che un assassino in libert vigilata era un vicino della vittima, si era appostato presso la casa
delluomo, nascosto in un furgone bianco dal quale spiava con degli occhiali a infrarossi. Il sospetto era
stato presto arrestato e infine dichiarato colpevole dellomicidio. Affascinato dallesperienza, aveva
costituito un club omicidi impegnato nella risoluzione dei cosiddetti cold case. (I membri
comprendevano un professore universitario di psicologia, un avvocato e il cuoco di una rosticceria.)
Nel giro di pochi mesi il club aveva scoperto le prove che avevano portato alla condanna di un membro
dellaeronautica militare colpevole di aver strangolato una ragazza di quattordici anni. Nel 1995,
avendo ottenuto finalmente la licenza di investigatore privato, Parker aveva lasciato il commercio di
legname. Dopo aver parlato con il produttore di Hard Copy Parker non fece fatica a rintracciare
Nicholas Barclay nella casa mobile di Carey e Bryan. Il 6 novembre arriv l accompagnato da un
produttore e da una troupe per le riprese. La famiglia non voleva che Bourdin parlasse con i giornalisti.
Sono una persona molto riservata spieg Carey. Ma Bourdin, che si trovava nel paese da quasi tre
settimane, diede il suo consenso allintervista. Allepoca volevo attirare lattenzione. Era una
necessit psicologica. Oggi non lo farei. Parker si era messo da parte ascoltando attentamente il
giovane che raccontava la sua vicenda straziante. Sembrava di marmo tanto era calmo. Niente sguardo
basso. Niente indizi dal linguaggio del corpo. Niente. Tuttavia Parker era piuttosto perplesso per quel
curioso accento. Cos si mise a osservare di nascosto una fotografia di Nicholas Barclay da bambino
che si trovava su una mensola. Scrut la persona che aveva davanti e pens che cera qualcosa che non
andava. Gli era capitato di leggere che le orecchie, come le impronte digitali, sono un tratto individuale,
perci disse sottovoce a un cameraman: Cerca di zoomare sulle sue orecchie. Riprendile pi vicine
che puoi. Parker si fece scivolare in tasca la fotografia di Nicholas Barclay e appena conclusa
lintervista si precipit in ufficio e con lo scanner la trasfer sul computer; poi si mise a studiare il video
dallintervista di Hard Copy. Si concentr sulle orecchie nelle due foto. Si assomigliavano, ma non
erano le stesse. Chiam allora vari oftalmologi chiedendo se iniettando agenti chimici era possibile
cambiare il colore degli occhi da azzurro a marrone. La risposta dei medici fu negativa. Telefon anche
a un esperto di dialetti della Trinity University di San Antonio: come spieg il docente, anche se una
persona fosse stata tenuta prigioniera per tre anni, avrebbe potuto recuperare rapidamente il proprio
accento nativo. Parker inform le autorit competenti dei suoi sospetti, anche se la polizia di San
Antonio aveva dichiarato che il ragazzo che  ritornato asserendo di essere Nicholas Barclay 
Nicholas Barclay. Temendo che uno straniero poco raccomandabile vivesse con la famiglia di
Nicholas, linvestigatore telefon a Beverly raccontandole quello che aveva scoperto. Ricorda che in
quella conversazione insistette: Non  lui, signora. Non  lui. Cosa vuol dire con non  lui?
Parker le spieg delle orecchie, degli occhi e dellaccento. Nei suoi documenti scrisse: I familiari sono
sconvolti, ma si ostinano a credere che sia il loro ragazzo. Parker ricorda anche che alcuni giorni dopo
ricevette una telefonata furiosa da parte di Bourdin. Malgrado Bourdin oggi neghi di aver fatto quella
chiamata, Parker allepoca annot le parole di Bourdin: Chi crede di essere?. E alla risposta che lui
non credeva che fosse Nicholas, Bourdin ribatt con forza: Limmigrazione pensa che sia io. La
famiglia pensa che sia io. Parker si chiese se per caso non dovesse lasciar perdere. Aveva passato
linformazione riservata alle autorit e non era pi sotto contratto per investigare sulla faccenda. Aveva
molti altri casi di cui occuparsi. Pensava anche che una madre avrebbe riconosciuto il proprio figlio.
Eppure laccento del ragazzo sembrava francese, forse il francese del Marocco. In questo caso che cosa
stava combinando uno straniero infiltrato in una casa mobile nei boschi del Texas? Pensavo che fosse
un terrorista. Lo giuro su Dio. Beverly aveva affittato una piccola stanza in un condominio degradato
di San Antonio, e Parker cominci a seguire Bourdin quando la andava a trovare. Lo tenevo docchio,
e lo guardavo quando usciva. Andava a piedi fino alla fermata del bus, con il walkman e tutte quelle
mosse alla Michael Jackson. Bourdin lottava per non uscire dal suo personaggio. Trovava che vivere
con Carey e Beverly fosse claustrofobico ed era strafelice quando era fuori, per strada. Non ero
abituato a stare nella famiglia di qualcun altro, a vivere insieme come se fossi uno di loro. Non ero
pronto per questo. Un giorno Carey e la sua famiglia gli fecero avere una scatola di cartone. Dentro
cerano le figurine di baseball di Nicholas, carte e ricordi vari. Tolse dalla scatola ogni oggetto, con
circospezione. Cera una lettera di una delle ragazze di Nicholas. Appena la lesse, gli venne da pensare
tra s e s: Ma questo ragazzo non sono io. Cos, dopo due mesi dal suo arrivo negli Stati Uniti,
Bourdin cominci a vacillare. Era depresso e distaccato: fuori di testa, come lo descrive Codey.
Smise di andare a scuola (uno studente disse per scherzo che parlava come un norvegese) e di
conseguenza fu sospeso. In dicembre scapp sulla macchina di Bryan e Carey per arrivare fino in
Oklahoma, con i finestrini abbassati e Scream di Michael Jackson ad accompagnarlo: Tired of the
schemes / The lies are disgusting... / Somebody please have mercy / Cause I just cant take it. La
polizia lo ferm per eccesso di velocit e fu arrestato. Beverly, Carey e Bryan lo andarono a prendere al
commissariato di polizia per riportarlo a casa. La vera madre di Bourdin, Ghislaine, asserisce che lui la
chiamava in Europa. Malgrado tutti i loro dissapori, a quanto pare Bourdin aveva ancora nostalgia di
lei. (Una volta le scrisse una lettera dicendole: Io non voglio perderti... Se tu scompari allora scompaio
anchio.) Ghislaine dice che Bourdin le confid di vivere in Texas con una donna che pensava fosse
suo figlio. Ne rest cos turbata da riattaccare il telefono. Poco prima di Natale Bourdin si guard nello
specchio del bagno, gli occhi marroni, i capelli tinti. Prese un rasoio e cominci a ferirsi al volto. Fu
ricoverato per parecchi giorni in osservazione presso il reparto psichiatrico di un ospedale del posto. In
seguito Bourdin, parafrasando Nietzsche, scrisse su un taccuino: Quando combatti i mostri, stai
attento a non diventare uno di loro. Compose anche una poesia: I miei giorni sono i giorni di un
fantasma, ognuno lombra di una speranza; / La mia vita reale non  mai cominciata, / E nessuna delle
mie vere azioni  stata compiuta. I medici giudicarono che Bourdin fosse abbastanza stabile per
tornare alla casa mobile di Carey. Lui per restava inquieto, e si chiedeva sempre pi spesso che cosa
fosse accaduto al vero Nicholas Barclay. Anche Parker se lo chiedeva, e mentre cercava di identificare
Bourdin aveva cominciato a raccogliere informazioni e a parlare con i vicini di Nicholas. Quando era
scomparso, Nicholas viveva con Beverly in una villetta a un piano a San Antonio. Il fratellastro di
Nicholas, Jason, che allora aveva ventiquattro anni, si era recentemente trasferito con loro dopo un
periodo trascorso a casa del cugino, nello Utah. Jason era un ragazzo robusto, con lunghi capelli castani
e riccioluti e un pettine spesso infilato nella tasca posteriore dei jeans. Sul corpo e sul viso aveva segni
di ustione; a tredici anni aveva acceso una sigaretta dopo aver riempito di benzina un tosaerba e si era
dato fuoco accidentalmente. Dice Carey che, a causa delle cicatrici, Jason era preoccupato che non
sarebbe mai piaciuto a nessuna e sarebbe rimasto sempre da solo. Strimpellava alla chitarra le canzoni
dei Lynyrd Skynyrd; era un artista discreto, e sapeva abbozzare i ritratti degli amici. Sebbene non fosse
andato oltre la scuola superiore, era un ragazzo brillante e si sapeva esprimere con propriet. Ma aveva
anche una personalit propensa alle dipendenze, e come sua madre spesso si ubriacava e faceva uso di
cocaina. Aveva i suoi demoni come lo descrive Carey. Il 13 giugno 1994 Beverly e Jason avevano
riferito alla polizia che Nicholas tre giorni prima era stato a giocare a basket e aveva chiamato a casa da
una cabina cercando un passaggio in macchina. Beverly dormiva, cos fu Jason a rispondere al telefono.
Disse a Nicholas di tornare a piedi. Nicholas non arriv mai. Poich Nicholas recentemente aveva
litigato con la madre per le scarpe da tennis che aveva rubato, e per la possibilit che venisse mandato
in riformatorio, la polizia inizialmente aveva pensato che fosse scappato di casa, anche se non aveva
sottratto n denaro n oggetti di valore. Parker era rimasto sorpreso dai rapporti della polizia dove si
leggeva che, dopo la sparizione di Nicholas, in casa di Beverly cera stata parecchia agitazione. Il 12
luglio Beverly aveva chiamato la polizia, anche se quando era arrivato un agente aveva insistito che
andava tutto bene. Jason invece aveva detto allagente che sua madre beveva e urlava con lui perch
laltro suo figlio se nera andato. Qualche settimana dopo Beverly aveva chiamato ancora la polizia
per quella che viene descritta come violenza domestica. Lagente di turno aveva riferito nel rapporto
che Beverly e Jason si prendevano a male parole; a Jason era stato richiesto di lasciare la casa per un
giorno, e lui aveva acconsentito. Il 25 settembre la polizia aveva ricevuto unaltra chiamata, questa
volta da Jason. Asseriva che il fratello minore era tornato e aveva cercato di forzare la porta del garage,
scappando quando Jason laveva riconosciuto. Nel rapporto lagente in servizio aveva detto di aver
controllato la zona per cercare Nicholas, ma non era stato in grado di localizzarlo. Il
comportamento di Jason intanto diventava ancora pi stravagante. Fu arrestato per resistenza a
pubblico ufficiale, e Beverly lo butt fuori di casa. La scomparsa di Nicholas, mi disse Codey, aveva
incasinato ancora di pi la vita di Jason. Si era messo a farsi alla grande e per un mucchio di tempo si
era fatto di cocaina. In fin dei conti era stato lui a rifiutare a Nicholas il passaggio in macchina il
giorno in cui era scomparso e, dice Chantel, Jason provava un grande senso di colpa. Verso la fine
del 1996 Jason entr in un centro di riabilitazione per disintossicarsi. Al termine del programma rimase
in quella struttura per pi di un anno svolgendo la funzione di consulente e lavorando per lattivit di
giardinaggio che il centro gestiva. Era ancora l quando Bourdin era comparso dichiarando di essere il
fratello scomparso. Bourdin si chiedeva come mai Jason non fosse allaeroporto ad accoglierlo e non si
fosse preso la briga di andarlo a trovare a casa di Carey. Solo un mese e mezzo dopo, dicono Bourdin e
i membri della famiglia, Jason finalmente si era fatto vivo. Ma anche in quelloccasione, racconta
Codey, Jason era rimasto sulle sue. Lo aveva abbracciato davanti a tutti gli altri, tuttavia, ricorda
Bourdin, Jason lo osservava con circospezione. Dopo qualche minuto Jason gli aveva detto che doveva
uscire e gli aveva dato la mano. Nel palmo brillava una collana con una croce doro. Jason gli aveva
detto che era per lui. Era come se avesse dovuto darmela dice Bourdin. Jason glielaveva messa
intorno al collo, poi laveva salutato e non era pi tornato. Era chiaro che Jason sapeva che cosera
accaduto a Nicholas. Per la prima volta Bourdin si chiedeva chi stava ingannando chi. Nel frattempo
le autorit di polizia avevano cominciato a dubitare della storia di Bourdin. Nancy Fisher, allepoca una
veterana dellFBI, aveva avuto diversi colloqui con Bourdin per molte settimane dopo il suo arrivo
negli Stati Uniti, per documentare le sue affermazioni di essere stato rapito in territorio americano.
Appena mi vide mi disse che aveva sentito subito puzza di bruciato. Aveva i capelli scuri ma era tinto
di biondo; lo si vedeva bene dalla ricrescita. Parker conosceva Nancy Fisher e laveva messa al
corrente dei suoi sospetti. Lagente avvert Parker di non interferire con lindagine federale, ma poich
conducevano indagini parallele tra loro nacque un sentimento di fiducia, e Parker le trasmetteva tutte le
informazioni di cui veniva in possesso. Come ricorda lagente Fisher, quando la sua indagine si spinse
a chiedere chi potesse aver rapito Nicholas e abusato sessualmente di lui, Beverly divent stranamente
sgarbata e non collaborativa. Nancy Fisher si chiese se Beverly e la sua famiglia non volessero
semplicemente credere che Bourdin fosse il loro adorato parente. Quali che fossero le motivazioni della
famiglia, linteresse principale dellagente verteva tutto sulla misteriosa figura che era entrata negli
Stati Uniti. Sapeva che non era possibile che avesse alterato il colore degli occhi. In novembre, col
pretesto di far curare Bourdin per gli abusi che diceva di aver subto, lo aveva portato da uno psichiatra
forense a Houston, il quale era giunto alla conclusione che dalla sintassi e dalla grammatica non poteva
essere americano, e con tutta probabilit era francese o spagnolo. LFBI aveva messo al corrente
Beverly e Carey del risultato della visita, ma loro si erano ostinate a dire che era Nicholas. Poich
credeva che Bourdin fosse una spia, continua la Fisher, si era messa in contatto con la CIA spiegando
della potenziale minaccia e chiedendo aiuto per identificarlo. La CIA non mi dava alcuna assistenza
dice. Un agente mi venne a dire che finch non provavo che era europeo loro non mi avrebbero
aiutato. Nancy Fisher tent di convincere Beverly e Bourdin a fornire dei campioni di sangue per un
test del DNA. Rifiutarono entrambi. Come osate dire che non  mio figlio? grid Beverly. A met
febbraio, quattro mesi dopo larrivo di Bourdin negli Stati Uniti, la Fisher ottenne lautorizzazione per
costringerli a collaborare. Vado a casa loro per avere un campione di sangue; lei  distesa sul
pavimento e dice che non vuole alzarsi. Invece deve farlo le dissi.  vero. Beverly mi ha difeso
dice Bourdin. Ha fatto del suo meglio per fermarli. Insieme ai campioni di sangue la Fisher riusc a
ottenere anche le impronte digitali di Bourdin, che mand al Dipartimento di stato per verificare se ci
fosse un riscontro con lInterpol. Carey, preoccupata per linstabilit e gli episodi di autolesionismo del
suo presunto fratellastro, non voleva pi che stesse da lei, e cos lui si trasfer nellappartamento di
Beverly. In quei giorni, afferma Bourdin, aveva cominciato a guardare la sua famiglia in maniera
differente. La sua mente ripercorreva una serie di curiosi rapporti personali: la freddezza di Beverly
nellaccoglienza allaeroporto, la visita tardiva di Jason. Dice che mentre Carey e Bryan erano decisi a
credere che lui fosse Nicholas  ignorando levidenza  Beverly laveva trattato pi come un
fantasma che non come un figlio. Una volta, mentre era da lei, Beverly si ubriac e si mise a gridare:
So che Dio mi ha punito mandandoti da me. Non so chi diavolo sei. Per che diavolo lo stai facendo?
(Beverly non ricorda questo episodio, ma dice: Di sicuro mi avr fatto incazzare.) Il 5 marzo 1998,
con la polizia che stringeva sempre pi il cerchio, Beverly chiam Parker e gli disse che credeva che
Bourdin fosse un impostore. La mattina dopo Parker lo port in un locale. Mi tiro su i pantaloni, cos
pu vedere che non porto una pistola nella fondina alla caviglia, dice Parker. Voglio che sia
rilassato. Ordinarono dei pancake. Bourdin ricorda che dopo quasi cinque mesi che fingeva di essere
Nicholas Barclay era ormai psichicamente logoro. Nella versione di Parker, quando disse a Nicholas
che aveva sconvolto sua madre il giovane sbott: Non  mia madre, e lei lo sa. Non vuoi dirmi
chi sei? Sono Frdric Bourdin e sono ricercato dallInterpol. Parker lasci passare qualche minuto,
poi and in bagno e da l chiam Nancy Fisher per dirle la novit. Lei aveva appena ricevuto la stessa
informazione dallInterpol. Stiamo cercando proprio ora di avere un mandato rifer a Parker. Cerca
di guadagnare tempo. Parker torn al tavolo e continu a parlare con Bourdin. Mentre il ragazzo
descriveva la sua vita raminga per lEuropa, Parker si sentiva in qualche misura colpevole perch lo
consegnava alla polizia. Bourdin, che disprezza Parker e mette in dubbio i particolari della loro
conversazione, accusa il detective di aver finto di aver risolto il caso: era come se Parker si fosse
intromesso nella vita interiore di Bourdin e si fosse attribuito il ruolo di star di tutta la storia. Dopo
circa unora Parker riport Bourdin allappartamento di Beverly. Mentre Parker se ne andava, la Fisher
e la polizia stavano gi piombando addosso a Bourdin. Si arrese senza fare resistenza. Sapevo di
essere di nuovo Frdric Bourdin dice. La reazione di Beverly non fu cos tranquilla. Si rivolse a
Nancy Fisher e le grid: Perch ci avete messo cos tanto?. Durante il fermo Bourdin raccont una
storia che sembrava fantasiosa quanto la bugia di essere Nicholas Barclay. Afferm che Beverly e
Jason erano probabilmente complici nella scomparsa di Nicholas, e che avevano saputo fin dallinizio
che lui stava mentendo. Sono un bravo impostore, ma non cos bravo mi disse Bourdin.  ovvio che
la polizia non poteva basarsi sui resoconti di un noto mentitore patologico. Racconta novantanove
menzogne e forse la centesima  la verit, ma tu non lo sai dice la Fisher. E tuttavia lo stesso sospetto
lo avevano anche le autorit. Era stato incaricato di seguire il caso Jack Stick, allepoca pubblico
ministero federale e in seguito deputato al parlamento del Texas. Lui e Nancy Fisher si chiesero perch
Beverly avesse opposto resistenza ai tentativi dellFBI di indagare sul presunto rapimento di Bourdin e,
in seguito, di scoprire il suo inganno. Si chiesero anche perch non avesse preso Bourdin a vivere con
lei. Carey aveva detto alla Fisher che il motivo era che per Beverly era troppo sconvolgente, il che,
almeno agli occhi di Stick e dellagente, sembrava alquanto strano. Uno dovrebbe essere felice di
vedersi restituire suo figlio commenta la Fisher. Era un altro campanello di allarme. La Fisher e
Stick ritornarono sulla grande agitazione in casa di Beverly dopo che Nicholas era scomparso, e sul
rapporto della polizia in cui figurava che Beverly urlava rivolta a Jason riguardo alla sparizione di
Nicholas. Poi cera Jason che pretendeva di aver visto Nicholas mentre si introduceva in casa. Non era
stata trovata alcuna prova che confermasse questo episodio sorprendente, e Jason allepoca aveva
protestato che la polizia si era messa a ficcare il naso dappertutto, come racconta Stick. Lui e la
Fisher sospettavano che la vicenda fosse uno stratagemma per rafforzare lidea che Nicholas fosse
fuggito di casa. Stick e la Fisher a poco a poco cominciarono a orientarsi verso uninchiesta per
omicidio. Volevo sapere che cosa fosse successo a quel ragazzino ricorda ancora Stick. I due
raccolsero altri fatti che provavano che in casa di Beverly la violenza era un fatto comune. Gli
insegnanti a scuola avevano manifestato la preoccupazione che Nicholas potesse essere un ragazzo
maltrattato, a causa dei lividi sul corpo, e appena prima della sua scomparsa loro stessi avevano
allertato i servizi sociali. I vicini inoltre avevano segnalato che Nicholas qualche volta aveva picchiato
la madre. Un giorno la Fisher chiese a Beverly di sottoporsi alla macchina della verit. Carey implor
la madre: Mamma, fai qualunque cosa ti chiedono di fare. Vai a fare il test. Tu non hai ucciso
Nicholas. E lei ci and. Mentre Beverly si sottoponeva al test, Nancy Fisher osservava i risultati su
uno schermo nella stanza accanto. La domanda pi importante era se in quel momento Beverly sapesse
dove si trovava Nicholas. La risposta fu no, per due volte. Il tecnico della macchina della verit disse
alla Fisher che Beverly aveva risposto sinceramente. Di fronte ai dubbi dellagente, lanalista disse che
se Beverly mentiva doveva essere sotto leffetto della droga. Dopo un po il test venne ripetuto, quando
gli effetti di eventuali sostanze stupefacenti, compreso il metadone, dovevano essersi ormai esauriti.
Racconta la Fisher che questa volta, quando lanalista domand a Beverly se conosceva dove poteva
trovarsi Nicholas, la macchina impazz, indicando che stava mentendo. In pratica fece saltare gli
strumenti dice la Fisher. (Esiti falsi positivi non sono insoliti nelle macchine della verit, e gli studiosi
non sono daccordo sulla loro affidabilit.) Secondo lagente, quando lanalista disse a Beverly che non
aveva superato lesame, e cominci a incalzarla con altre domande, Beverly url: Non sono obbligata
a sopportare tutto questo, poi si alz di scatto e usc dalla stanza. Riuscii a bloccarla ricorda la
Fisher. Le dico: Perch sta correndo?  furibonda. Mi risponde: Questo  tipico di Nicholas.
Guarda in che inferno mi ha cacciata. Il passo successivo della Fisher era interrogare Jason, ma il
giovane opponeva resistenza. Quando alla fine accett di incontrarla, parecchie settimane dopo
larresto di Bourdin, lei dovette strappargli le parole di bocca. Parlarono del fatto che lui non si era
recato a far visita al suo presunto fratello per quasi due mesi: Gli dissi: Arriva tuo fratello, che  stato
via cos tanto, che  stato rapito, e non provi il desiderio di vederlo?. Lui rispose: No, e allora?. Dissi
di nuovo: Secondo te, somigliava a tuo fratello?. Be, credo di s쒻. Secondo la Fisher non
rispondeva volentieri, e cominci a sospettare fortemente che Jason avesse preso parte alla sparizione
del fratello. Anche Stick era convinto che Jason fosse implicato nella scomparsa di Nicholas oppure
avesse informazioni che potevano rivelarci che cosera accaduto. Nancy Fisher spingeva i suoi
sospetti fino a credere che Beverly fosse al corrente di quello che era accaduto al figlio, e che forse
aveva coperto il crimine allo scopo di proteggere Jason. Dicono Stick e la Fisher che dopo il colloquio
Jason si rifiut di parlare di nuovo con gli inquirenti senza un avvocato e senza un mandato darresto.
Parker, tuttavia, che come investigatore privato non era sottoposto agli stessi ostacoli legali di Stick e
della Fisher, continuava a stare alle costole di Jason. Ci fu un momento in cui addirittura lo accus di
omicidio. Penso sia stato tu gli disse. Non credo che avessi lintenzione di farlo, ma lhai fatto. Per
tutta risposta Jason si limit a guardarlo. Qualche settimane dopo che la Fisher e Stick avevano
interrogato Jason, Parker stava passando in auto per il centro di San Antonio e per caso not Beverly
sul marciapiede. Le chiese se volesse un passaggio. Lei sal in macchina, poi gli disse che Jason era
morto per unoverdose di cocaina. Parker era al corrente che Jason aveva smesso di drogarsi da pi di
un anno, e perci le chiese se secondo lei si fosse tolto la vita di proposito. Non lo so rispose. A ogni
modo Stick, la Fisher e Parker sospettano che si sia trattato di un suicidio. Dalla morte dei suoi figli
Beverly ha smesso di assumere sostanze e si  trasferita a Spring Branch, dove vive in una roulotte
aiutando una donna a prendersi cura della figlia gravemente disabile. Accett di parlare con me dei
sospetti degli inquirenti. Dapprima mi disse che mi avrebbe dato appuntamento nella roulotte, ma poi
cambi idea perch a quanto pare la donna per la quale lavorava non voleva visitatori. Cos parlammo
al telefono. Di recente ha subto una paralisi a una delle corde vocali e la sua voce si  fatta ancora pi
bassa e roca. Parker, che aveva chiacchierato spesso con lei al negozio di ciambelle, mi aveva detto:
Non so perch mi piacesse, ma era cos. Con quello sguardo completamente perso. Sembrava
qualcuno svuotato completamente dalla vita. Beverly rispose senza esitare alle mie domande.
Allaeroporto, disse, era rimasta in disparte perch Bourdin sembrava strano. Se avessi deciso di
pancia, lavrei capito subito. Ammise di aver fatto uso di droghe  probabilmente eroina, metadone
e alcol  prima dellesame alla macchina della verit. Quando mi hanno accusato, ho perso la testa. Mi
sono fatta un gran culo per tirare su i miei figli. Perch avrei dovuto fare loro qualcosa? Non sono una
persona violenta. Non hanno parlato con nessuno dei miei amici o colleghi... Ci hanno provato per
vedere se ammettevo qualcosa. Disse di s: Sono la bugiarda peggiore che conosca. Non ce la faccio
a mentire neanche dipinta. Le chiesi se Jason avesse fatto del male a Nicholas. Non mi rispose subito,
poi disse che non lo pensava. Riconosceva che quando Jason si faceva di cocaina diventava tutto
strano  una persona completamente diversa  e faceva paura. Una volta aveva perfino picchiato suo
padre. Osserv tuttavia che Jason non aveva mai sviluppato una dipendenza grave dalla droga fino al
momento della scomparsa di Nicholas. In un punto concordava con le autorit: non cera da credere
troppo a Jason quando riferiva di aver visto Nicholas dopo la sua scomparsa. Jason aveva dei
problemi in quel periodo. Non ci credo che Nicholas fosse tornato. Durante la nostra conversazione le
chiesi molte volte come aveva potuto credere per quasi cinque mesi che un francese di ventitr anni con
i capelli tinti, gli occhi marroni e un accento europeo fosse suo figlio. Non facevamo altro che crearci
delle giustificazioni  che era diverso per le brutte cose che gli erano capitate. Lei e Carey volevano a
tutti i costi che fosse lui. Solo dopo il suo trasferimento da lei erano sorti i primi dubbi.
Semplicemente non si comportava come mio figlio. Non riuscivo a legare con lui.  che non mi
veniva spontaneo. Il cuore mi si scioglieva per quel ragazzo. Ma non come accadrebbe a una madre. Il
ragazzo era un disastro ed  molto triste, non lo augurerei a nessuno. Lesperienza di Beverly, per
incredibile che possa essere, ha un precedente  una vicenda che  stata descritta come uno dei casi
pi strani negli annali della storia della polizia.  la storia che ha ispirato il film di Clint Eastwood
Changeling. Il 10 marzo 1928 scomparve a Los Angeles un bambino di nove anni, Walter Collins. Sei
mesi dopo, al termine di una caccia alluomo in tutto il paese, comparve un ragazzo che affermava di
essere Walter e che insisteva di essere stato rapito. La polizia era sicura che fosse Walter e un amico di
famiglia testimoni che le cose che il ragazzo diceva e faceva avrebbero convinto chiunque che si
trattava del ragazzo scomparso. Tuttavia quando la madre di Walter, Christine, and a riprendere suo
figlio, non credette che fosse lui, e anche se le autorit e gli amici lavevano persuasa a portarlo a casa,
lei dopo qualche giorno riport il ragazzo a un commissariato di polizia dicendo convinta: Questo non
 mio figlio. In una testimonianza successiva disse: I denti erano diversi, e anche la sua voce era
diversa... Le orecchie erano pi piccole. Alla polizia pensarono che soffrisse di stress emotivo a causa
della scomparsa del figlio e la fecero ricoverare in una clinica psichiatrica. Ma anche questo non serv a
farle cambiare idea. Come disse a un capitano di polizia: Se c una cosa che una madre dovrebbe
sapere, questa  lidentit di suo figlio. Otto giorni dopo fu dimessa. Quasi subito emersero le prove
che suo figlio era stato quasi sicuramente ucciso da un serial killer, e il ragazzo che pretendeva di
essere Walter confess di avere undici anni e di essere scappato da casa sua, nello Iowa. Pensava che
fosse divertente essere qualcuno che non sei. Parlando del caso Bourdin, Nancy Fisher dice che una
cosa  certa: Beverly doveva sapere che non era suo figlio. Dopo parecchi mesi di indagini Stick
stabil che non cerano le prove per accusare qualcuno della scomparsa di Nicholas. Non ci sono
testimoni, non c DNA. Gli inquirenti non sono nemmeno in grado di dire se Nicholas sia morto. La
conclusione di Stick  che loverdose di Jason ha precluso la possibilit di determinare cosa sia
accaduto a Nicholas. Il 9 settembre 1998 Frdric Bourdin si  presentato davanti a una corte a San
Antonio a rispondere di spergiuro e per essersi procurato documenti falsi. Questa volta, la solita scusa
che era solo in cerca di affetto ha suscitato indignazione. Carey, che allarresto di Bourdin aveva avuto
un crollo nervoso, rese questa testimonianza prima che fosse comminata la pena: Ha mentito, ha
mentito e ancora mentito. E anche oggi continua a mentire senza provare rimorso. Stick tacci
Bourdin di essere un batterio carnivoro e il giudice ha paragonato quello che Bourdin ha fatto  dare
a una famiglia la speranza che il figlio perduto fosse vivo per poi distruggerne lillusione 
allomicidio. La sola persona che a quanto pare ha avuto un po di comprensione per Bourdin  stata
Beverly. Mi spiace per lui. Noi labbiamo conosciuto, e questo ragazzo ha passato linferno. Ha un
mucchio di tic nervosi. Mi disse anche: Se ci pensa, ha fatto un mucchio di cose che richiedono un
bel po di fegato. Il giudice ha condannato Bourdin a sei anni  pi del triplo di quanto non prevedano
gli orientamenti per questo tipo di reato. Bourdin ha dichiarato davanti alla corte: Chiedo perdono a
tutti coloro che ho conosciuto per quello che ho fatto. Vorrei, vorrei che mi credeste, ma so che 
impossibile. In prigione o meno, ha aggiunto: Io sono prigioniero di me stesso. Lultima volta che
vidi Bourdin, nella primavera del 2008, la sua vita aveva forse subto la sua trasformazione pi
spettacolare. Si era sposato con una donna francese, Isabelle, incontrata due anni prima. Non ancora
trentenne, snella, carina e affabile, studiava per diventare avvocato. Anche lei vittima di maltrattamenti
in famiglia, aveva visto Bourdin alla televisione parlare dellabuso che aveva subto e della sua ricerca
di affetto, e ne era rimasta cos commossa che alla fine era riuscita a rintracciarlo. Gli ho detto che
quello che mi interessava nella sua vita non era il modo con cui piegava la verit, ma perch lo faceva e
le cose che cercava. Bourdin disse che quando Isabelle si fece viva con lui per la prima volta pens
che dovesse essere uno scherzo, ma poi si incontrarono a Parigi e a poco a poco si innamorarono. Non
aveva mai avuto una relazione in precedenza. Sono sempre stato un muro. Un muro freddo. L8
agosto 2007, dopo un anno di fidanzamento, Isabelle e Frdric si sono sposati nel municipio di un
paese fuori Pau. La madre di Bourdin disse che Frdric aveva invitato alla cerimonia lei e il nonno, ma
non andarono. Non gli credeva nessuno. Quando vidi Isabelle, era incinta di quasi otto mesi. Nella
speranza di evitare la curiosit del pubblico, lei e Frdric si erano trasferiti a Le Mans, ed erano andati
ad abitare in un piccolo appartamento con una sola stanza da letto in un vecchio edificio di mattoni, con
i pavimenti di legno e una finestra che dava su una prigione. Mi ricorda dove sono stato mi disse
Bourdin. Sul pavimento del soggiorno piuttosto spoglio cera uno scatolone con i pezzi di una culla.
Ora Bourdin portava i capelli a spazzola e vestiva senza colori vistosi, in jeans e felpa. Mi disse di
lavorare nelle televendite. Data la sua abilit nel persuadere la gente era straordinariamente bravo. Mi
lasci dire che ci sono nato. Quasi tutti i suoi familiari ritengono che tutti questi cambiamenti facciano
solo parte di un nuovo ruolo, un ruolo che si concluder disastrosamente per sua moglie e suo figlio.
Non  che puoi improvvisarti padre ha detto suo zio Jean-Luc Drouart. Non puoi essere padre per
sei giorni o sei mesi. Non  un personaggio   la realt... Ho paura per quel bambino ha aggiunto. La
madre di Bourdin, Ghislaine, dice che suo figlio  un bugiardo e non cambier mai. Dopo tanti anni
nel ruolo di impostore, Bourdin ha lasciato la sua famiglia e molti fra coloro che si sono occupati di lui
convinti che Frdric Bourdin sia davvero questo: un camaleonte. Nellottobre del 2003, a distanza di
pochi mesi dal suo rilascio dalla prigione americana e dallespulsione in Francia, Bourdin aveva
ricominciato a fare la parte del ragazzino. Aveva perfino rubato lidentit a un ragazzo francese di
quattordici anni di nome Lo Balley, scomparso otto anni prima durante una vacanza in campeggio.
Questa volta la polizia lo aveva sottoposto al test del DNA, che aveva rivelato in brevissimo tempo che
Bourdin stava mentendo. Uno psichiatra, visitandolo, aveva concluso: La prognosi sembra pi che
preoccupante... Siamo molto pessimisti per uneventuale modificazione di questi caratteri della
personalit. (Bourdin, mentre era in prigione in America, aveva cominciato a leggere testi di
psicologia, e aveva annotato nel suo diario il passo seguente: Se lo psicopatico  messo davanti al suo
cattivo comportamento, egli ha abbastanza falsa sincerit e apparente rimorso da rinnovare la speranza
e la fiducia tra i suoi accusatori. Tuttavia, dopo parecchie ripetizioni, il suo show cos convincente 
alla fine riconosciuto per quello che   uno show.) Isabelle  sicura che Bourdin possa cambiare.
Sono due anni che lo frequento disse, e non  quel tipo di persona. A un certo punto Bourdin tocc
il ventre di Isabelle. Il mio bambino potr avere tre braccia e tre gambe, ma non importa. Non ho
bisogno che il mio bambino sia perfetto. Tutto quello che voglio  che questo bambino provi lamore.
Non gli importava che cosa pensasse la sua famiglia. Sono loro il mio rifugio disse della moglie e del
bambino che doveva nascere. Nessuno me lo pu togliere. Un mese dopo Bourdin mi chiam per
annunciarmi che il bambino era nato.  una femmina. Lui e Isabelle la chiamarono Athena, dal nome
della dea greca. Ora sono davvero un padre mi disse. Gli chiesi se era diventato una persona nuova.
Rimase in silenzio per un istante. Poi disse: No, questo  quello che sono.
...
.
...
FINE.